Parola scritta e parola detta
Ho
già scritto che metto a disposizione di chiunque lo desideri
la mia capacità di scrivere, dovuta agli studi che io ho avuto
la fortuna di seguire ai tempi verdi ed ai libri letti in seguito.
Mi rimane da offrire il servizio della mia voce.
Ne ho già accennato in altro "riquadro" di questo mio
scrivere.
La mia voce è piuttosto bassa, se forzo il tono si spezza e rimango
afona, e intonata quanto basta per accorgermi che talvolta vado, nel
canto, vado fuori del seminato.
Eppure mi sono trovata a chiedere alla mia voce l'ardire di intonare
canti, specialmente in chiesa, lasciando che altri proseguano, visto
che i presenti, pur avendo più voce di me, non ardivano avviare
il canto, molto importante durante la liturgia ed anche in occasione
di feste in famiglia o di pranzi conviviali.
Molti anni fa una persona mi disse:
"La Sua voce è rasserenante."
Più tardi, coll'avanzare degli anni, in momenti della mia opera
di volontariato, riscontrai la verità di quella osservazione,
mi resi conto che varie persone mi ascoltavano volentieri, non solo
per quanto dicevo ma per come lo dicevo.
Ed eccomi qui, disposta a partecipare del dono che mi è stato
fatto: come già scritto a proposito della mia offerta di leggere
in pubblico per coloro che, per motivi vari, non possono leggere direttamente.
Se qualche amico di Internet abita in quel di Brentonico, comune di
montagna del Trentino
gli ricordo che a Brentonico c'è una moderna e confortevole Casa
di Riposo. Agli ospiti forse farebbe piacere essere intrattenuti colla
lettura di un bel racconto.
Spero non mi giudichiate presuntuosa; se avessi il dono di una bella
voce, bella e potente, la userei per cantare in primo luogo la gloria
e la misericordia di Dio, e poi per rallegrare e confortare la
gente, per divertire, soprattutto i bimbi e gli anziani.
La mia voce è quella che è e la metto al servizio del
prossimo.
Ad una persona cara, dotato di bella voce tenorile che assiste alla
povertà di voce con cui i fedeli cantano gli inni sacri, ho detto
più volte:
"Perché
non canti? Perché lasci che questi poveretti si arrabattino colla
poca voce che hanno?
Un giorno ti verrà chiesto quale uso hai fatto della tua bella
voce!"
Lui seguita a tacere per un malinteso senso di umiltà e per eccessiva
modestia.
Ciascuno ha i suoi carismi, tutti ne hanno ma talvolta non se ne rendono
conto oppure rimangono chiusi nel loro angolino per timore di essere
giudicati presuntuosi.
Mettiamoci
anche noi con coloro di cui parla il Vangelo: Nella parabola dei talenti
'è chi riceve molto e chi poco, ma a tutti viene dato qualcosa
: tocca a noi considerare che cosa ci è stato donato e metterlo
a profitto per noi e per gli altri.
Secondo me, l'umile contadina che ha ricamato la tovaglia per la Sacra
Mensa, valer quanto l'artista che ha dipinto il quadro sacro, e le pie
donne che puliscono la chiesa non sono da meno di chi arricchisce di
fregi pareti e colonne.