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walter cambell

 

  

 

24 hrs

Esculapio, Ippocrate, paracetamolo, aneurisma, displasia, micosi, candida, blenorragia, diverticolite, encefalopatia spongiforme... ecco, sì, encefalopatia spongiforme!!!

 

Non mangerò più carne, e neanche uova, salmonella e diossina non sono mica uno scherzo. Scocca la mezzanotte e affronto con coraggio il nuovo anno, il mio buon proposito l’ho formulato, anzi, io quest’anno non mi ammalerò, costi quel che costi - ora i propositi sono diventati due. A sentirmi parlare così si direbbe che sono ipocondriaco ma non è vero, non è così, io ho di meglio da fare che preoccuparmi in forma ossessiva del mio stato di salute, e poi faccio una vita sana, lavoro il minimo indispensabile, e solo occasionalmente, mi sembra chiaro. Dormo almeno dieci ore per notte. Dormivo almeno dieci ore per notte. Insomma è un mese che non dormo. Sto male ma sono deciso a guarire. Il mio medico non risponde più alle mie telefonate, la settimana scorsa l’ho seguito fino a casa e lui ha chiamato la polizia. Appena ho sentito le sirene mi sono nascosto in un cespuglio, due poliziotti sono scesi dall’auto, ma se ne sono andati dopo aver scambiato solo un paio di battute. Io tenevo i denti stretti, cercando di non urlare, qualcosa mi aveva punto il calcagno, un ago, una siringa usata, sicuramente infetta. Il mio analista ha traslocato senza lasciare un recapito, peccato, pensare che mi riceveva a qualsiasi ora del giorno e della notte, sarà difficile trovarne un altro come lui. Inappetenza e sudorazioni notturne, una forma fulminante di AIDS, si sa, il virus dell’HIV è in continua evoluzione, elusivo come un raggio di luna. Luna che illumina la mia camera da letto.

REWIND

E’ l’una di notte del 27 dicembre, non riesco a dormire, sono tre giorni che non mangio, ho l’AIDS, il calcagno mi fa male. Pulsa sotto la garza sterile, sicuramente infetto, il tetano probabilmente. Navigo in rete, devo assolutamente trovare un laboratorio d’analisi aperto a quest’ora, sono disposto a pagare qualsiasi prezzo, devo assolutamente avere una conferma. Una scritta lampeggia “SEI IPOCONDRIACO? 24hrs ANALISI CLINICHE A DOMICILIO - AMEX, VISA, MASTERCARD, NON SI ACCETTANO ASSEGNI ... FINALMENTE POTRAI DORMIRE SONNI TRANQUILLI.”

Chiamo una signorina gentile che mi mette in attesa, poi prende il mio numero di carta di credito, quindi mi assicura il servizio entro mezz’ora, ringrazio, aggancio, guardo l’ora, poi la luna che getta ombre di rami secchi sulla moquette panna, ombre di foglie e pipistrelli.

Allo scoccare della mezz’ora suonano alla porta, apro.

“24hrs.”

Squadro l’ometto da capo a piedi, sembra uno che conosce il fatto suo, aria forse un po’ troppo sussiegosa, sicuramente non è italiano, uno strano accento il suo, più che un accento però è un ritmo cantilenante, sì, sembra proprio che canti. Pensa ungherese, pensa porno star.

Ripensa. Ricorda. Ho come dei vuoti d’azione, ripenso a quel nostro primo incontro e le immagini affiorano come still frames. Pensa ungherese, pensa porno star e sono già sdraiato sul divano, l’ometto ha già riempito tre ampolle da 60 cl.       

“Un’altra e abbiamo fatto”

Una fitta lancinante mi trafigge il capo, le tempie mi pulsano, l’ometto sorride. Chiudo gli occhi, li riapro, l’ometto è sparito, non riesco ad alzarmi. Suonano alla porta. Non riesco ad alzarmi.

“Chi è?” la domanda giace inarticolata nella prigione delle mie labbra, intrappolata nel pantano delle mie secrezioni, mi sforzo ma non ce la faccio a parlare. La stanza attorno a me è un vortice. “24hrs! I risultati delle analisi” - arriva la risposta da dietro la porta. Allora forse ce l’ho fatta a parlare, o forse qualcuno sta leggendo i miei pensieri, o forse è una banale coincidenza. L’ometto mi porge una cartellina, non mi ricordo di avergli aperto la porta.

“La VES è piuttosto alta...”

“Lei non è italiano.”

“Bisognerà fare degli altri esami.”

“HIV?”

“E non solo.”

“Da dove viene?”

L’ometto sorride mentre inizia a prelevare dell’altro sangue.

“Romania.”

Pensa rumeno. Pensa Transilvania. L’ometto sorride leggendo i miei pensieri, io urlo e cerco di sottrarmi all’ago. L’ometto mi inchioda al divano, un ghigno cattivo gli illumina il volto. Due canini affilati, un lampo nello sguardo. Io mi dibatto. Lui mi salta sopra.

“Sto male! Sono sieropositivo!”

“No, tu non stai male, altrimenti non sarei mai tornato.”

I suoi canini affondano nel mio collo.

“Di questi tempi sarebbe sciocco non prendere precauzioni.”

FASTFORWARD

Non dormo più. Ma sto bene. Mi sento vigoroso, deciso ad iscrivermi in palestra. Anno nuovo vita nuova. Ho un certo languore. Sì, decisamente fame, a capodanno non bisognerebbe star soli, quasi quasi mi collego in chat, chissà che non trovi qualcuno con cui brindare.