
I produttori, infatti, per potersi definire biologici devono seguire delle
regole ben precise e sottoporsi al controllo periodico da parte di uno dei nove
enti certificatori.
Gli enti sono tenuti a far rispettare la legge che disciplina il metodo biologico
in agricoltura (del 1991) e quella che disciplina l'allevamente biologico (
dell'agosto 2000)
Le seguenti sono soltanto alcune tra le caratteristiche fondamentali del metodo
biologico:
a) uso di concimi e insetticidi naturali;
b) uso di letame o preparati a basi di leguminose
ricche di azoto;
c) lotta biologica ai parassiti mediante l'uso
di antagonisti naturali o trappole ai ferormoni;
d) diserbo meccanico;
e) uso di impollinatori naturali;
f) conservazione esclusivamente mdeiante il freddo:
g) relativamente ai trasformati (burro, biscotti,
pane, marmellate, insaccati) la lista degli additivi, degli aromi e dei conservanti
ammessi è notevolmente ridotta rispetto a quelli consentiti per i prodotti
convenzionali.
Ma più di mille parole valgono i fatti ed allora se vogliamo incamminarci
sulla strada che porterà sulle nostre tavole prodotti più sicuri
il consiglio è di partire da qui:
http://www.naturasi.com/negozi.htm
Antibiotici,
concimi e diserbanti chimici, ormoni, pesticidi, quanti ospiti indesiderati
nel nostro piatto arrivano a noi attraverso la catena alimentare!
Il sistema produttivo convenzionale ha ormai dimostrato di portare con se una
elevata dose di rischio per i consumatori, quando non è addirittura sfuggito
ad ogni tipo di controllo come hanno dimostrato i casi dei polli alla diossina
e quello della mucca pazza.
Eppure la sicurezza alimentare che tutti improvvisamente
invochiamo esiste già è quella garantita dal sistema produttivo
biologico.
Il settore biologico è l'unico che garantisce per
legge sia la completa trasparenza sugli ingredienti usati per realizzare
un prodotto, sia la completa rintracciabilità di tutta la filiera alimentare.
Quest'ultima caratteristica è di fondamentale importanza al fine di evitare
eventuali frodi in quanto consente, ad esempio nel caso della carne, di risalire
con certezza all'allevamento dove il capo è nato, ma anche a quello dove
è cresciuto, dove è ingrassato, dove è stato macellato
ed addirittura al mangime usato per alimentarlo (tutte informazioni che nel
prodotto convenzionale è ancora impossibile avere).
Tuttavia il settore dell'alimentazione biologica ha delle regole molto precise
ed è bene quindi non farsi trasportare dall'entusiasmo, anche perchè
termini come "naturale" e "biologico" sono tra i più
abusati in pubblicità come pure il termine "bio" apposto ad
arte sulle etichette, si tratta evidentemente di formule che non garantiscono
un bel niente. Attenzione quindi l'alimentazione biologica
è soltanto una: quella certificata dall'apposita etichetta, che
deve riportare una serie di indicazioni quali "da agricoltura biologica",
"regime di controllo CEE", il codice dell'azienda produttrice, varie
autorizzazioni ministeriali e soprattutto il marchio dell'ente
certificatore. Al 1 gennaio 2001 gli enti certificatori
autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole sono soltanto i seguenti: