Fra le tante questioni di carattere ambientale sul tappeto, i cambiamenti climatici rappresentano "La questione ambientale" del XXI secolo. Che la causa di tale fenomeno sia l'effetto serra, generato a sua volta dall'enorme quantità di emissioni inquinanti è cosa ormai nota.Più difficile è spiegare le ragioni per le quali finora non sono state adottate adeguate contromisure al fine di arginare il fenomeno, per farlo però occorre fare un passo indietro.
Tutto ebbe inizio nel 1997 quando, sulla base di ricerche scientifiche che costituivano la prova definitiva del nesso tra le attività umane e il riscaldamento del pianeta, decine di Governi si riunirono a Kyoto e, non potendo più continuare a negare le conseguenze catastrofiche delle emissioni inquinanti e riconoscendo finalmente la disparità esistente tra i paesi industrializzati che inquinano per mantenere la propria ricchezza e i paesi in via di sviluppo che inquinano per sopravvivere, firmarono un Protocollo nel quale veniva decisa una drastica riduzione delle emissioni inquinanti a carico dei 39 paesi più industrializzati del mondo.
Il protocollo di Kyoto indicava in particolare gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di sei gas cosiddetti ad effetto serra, ritenuti i principali responsabili del riscaldamento globale (anidride carbonica, metano, protossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi e perfluorocarburi). L'obiettivo del Protocollo di Kyoto prevedeva una riduzione media del 5,2%, nel corso del periodo 2008 - 2010, dei livelli di emissione di sostanze inquinanti stimati alla data del 1990 ( le percentuali erano differenziate da una paese all'altro a seconda del grado di sviluppo).
A questo punto la strada sembrava segnata, purtroppo però affinchè il Protocollo di Kyoto divenisse vincolante per tutti i paesi firmatari, occorreva che fosse approvato dai governi di quei paesi che, insieme, incidevano per il 55% sul globale delle emissioni inquinanti.

Fù subito chiaro perciò che tale soglia non sarebbe mai stata raggiunta se il Protocollo non fosse stato ratificato da USA, Giappone ed Unione Europea. Iniziò cosi il solito scaricabarile, gli USA, insieme a Giappone, Australia, Canada e Russia, pur con enormi responsabilità in materia, diedero vita di fatto ad un blocco negoziale che rifiutava la riduzione delle emissioni inquinanti.

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