Il nuovo modello di sviluppo scaturiva da una accurata indagine nella quale confluivano in primo luogo la definizione delle problematiche ambientali, quindi l'individuazione delle possibili soluzioni ed infine la quantificazione delle risorse necessarie a finanziare i progetti relativi alla risoluzione dei problemi. A tale modello di sviluppo si sarebbero dovute attenere le politiche ambientali sia a livello globale che nazionale e locale. Secondo le indicazioni dell'Agenda 21 le linee guida delle nuove politiche ambientali dovrebbero poggiare su tre principi fondamentali: il principio della condivisione delle responsabilità, secondo il quale è necessario rendere partecipi delle politiche ambientali tutte le forze sociali ed economiche, il principio dell'integrazione, secondo il quale gli obiettivi di tutela ambientale vanno perseguiti non più in maniera autonoma bensi come aspetti complementari agli obiettivi di sviluppo e il principio della sussidiarietà, secondo il quale occorre delegare le decisioni relative alle politiche ambientali al livello amministrativo più basso al fine di rendere le medesime più vicine alle realtà locali e quindi più rispondenti alle reali esigenze di ogni diversa collettività.

E' proprio muovendo dal concetto di sussidiarietà che l'Agenda 21 ha proposto l'introduzione di una importante innovazione in tema di politiche ambientali, definendo e promuovendo i cosiddetti progetti di Agenda 21 locali, che rappresentano la trasposizione su scala territoriale minore dei principi formulati su scala planetaria dall'Agenda 21.
Le finalità delle Agende 21 locali trovano fondamento nel noto principio che recita "pensare globalmente, agire localmente", secondo il quale molti problemi di carattere ambientale e conseguentemente le loro soluzioni sono meglio identificabili a livello locale. Per questo le amministrazioni interessate, al fine di poter formulare le migliori strategie di sostenibilità, sono invitate a predisporre strumenti in grado di recepire le segnalazioni dei cittadini, nonchè delle varie organizzazioni locali.
Partendo da questi presupposti le Agende 21 locali non sono ne vogliono essere una codificazione particolareggiata dei diritti e dei doveri delle comunità relativamente allo sviluppo sostenibile, bensi una sorta di "carta di intenti" i cui principi trovano applicazione in maniera ogni volta diversa, su territori ed in collettività differenti, a seconda delle influenze esercitate dai vari contesti sociali, culturali, storici, economici, politici e geografici.

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IL SITO DEL SERVIZIO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE IL SITOP DEL COORDINAMENTO ITALIANO PER LE AGENDE 21 LOCALI nuovi orizzonti ambientali