Con il passare del tempo il dibattito sugli alimenti transgenici (la dizione esatta è alimenti contenenti organismi geneticamente modificati) si è trasferito dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori alle prime pagine dei giornali, spesso però con il risultato di confondere ulteriormente le idee su un argomento di per se già molto complesso. In realtà l'alimento geneticamente modificato costituisce l'ultimo anello di una catena produttiva che inizia con la realizzazione e la coltivazione di piante geneticamente modificate, cioè di piante alle quali è stato modificato il patrimonio genetico grazie a procedimenti biotecnologici, allo scopo di ottenere caratteristiche particolari che non si sarebbero mai sviluppate in natura.
Lo scopo di tali modifiche è quello, a seconda dei casi, di rendere le piante resistenti ai parassiti, ai disagi ambientali (cioè capaci di crescere in zone desertiche o salmastre) capaci di produrre frutti conservabili più a lungo, resistenti agli erbicidi, ovvero arricchite con nuove caratteristiche nutrizionali.
Secondo un censimento svoltosi nell'anno 2000, che ha preso in considerazione l'estensione totale delle coltivazioni transgeniche e le diverse varietà coltivate, risulta che le coltivazioni transgeniche più estese si trovano negli USA (68% sul totale delle coltivazioni transgeniche), in Argentina (23%), in Canada (7% ) ed in Cina (1%), mentre le varietà più coltivate sono la soia (58% del totale delle coltivazioni transgeniche), il mais (23%), il cotone (12%), il tabacco (2%) e la patata (1%). Va sottolineato tuttavia un particolare importante e cioè che la quasi totalità delle piante transgeniche coltivate (il 97% del totale) è soggetto alla modifica di due soli caratteri genetici: il primo carattere riguarda la resistenza agli erbicidi, il secondo carattere riguarda la resistenza agli insetti. nuovi orizzonti ambientali

Il motivo per il quale finora ci si è limitati a queste due sole modificazioni è semplice: ogni volta che si è tentato di modificare pesantemente le caratteristiche genetiche di una pianta ci si è accorti che le trasformazioni indotte ne alteravano il metabolismo rendendo la pianta improduttiva e quindi commercialmente senza valore.

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