Alla mamma 

 

Un bimbo è come un fiore

la sua mamma è il sole

senza quel raggio 

il fiorellino muore.

O buon Gesù 

senti le mie parole

fa che mi segua

sempre quel sole

la mamma mia.

 


 

Pasqua 

 

Campane di Pasqua festose,

che a gloria quest'oggi cantate,

o voci vicine e lontane

che Cristo risorte annunciate,

ci dite,con voci serene;

Fratelli, vogliatevi bene!

rendete la mano al fratello,

aprite le braccia al perdono,

nel giorno di Cristo risorto

Ognuno risorga più buono.

 


 

Alla sera 

 

Forse perché della fatal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

 e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

 delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.

 


 

A Zacinto 

 

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

 


 

In morte del fratello Giovanni 

 

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto.

 La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.

 


 

Il mio papà 

 

La mano di un amico

che non mi lascia mai,

lo sguardo di un amico che segue quel che fai.

La voce di un amico 

che spiega i miei perché.

il passo di un amico

che è sempre accanto a me

il mondo di un amico 

da cui non fuggirei,

la gioia di un amico

felice che ci sei.

Il bene di un amico

che non si cambia mai.

il cuore di un amico

che sente quel che hai.

i gesti di un amico

che insegna quel che sa

e con un altro amico

divide quel che ha.

il viso di un amico 

uguale ad ogni età:

l'amico mio più amico

è ancora il mio papà.