LA ROCCA  -  pag. 1/3

Le popolazioni calabresi "rivierasche", che vivevano in casolari quasi sempre riuniti in piccoli raggruppamenti dislocati nelle campagne prospicienti il mare, furono costrette a rifugiarsi sui monti per salvarsi dalla furia vandalica delle orde barbariche, che invasero l'Italia e quindi la Calabria a partire dal primo decennio dell'anno 400 d .C. - stante il declino dell'impero romano. Alarico - che morì nel 410 a Cosenza - con i suoi Visigoti, e Genserico con i suoi Vandali, intorno al 457, costrinsero all'inurbamento montano popolazione che erano sempre vissute vicino al mare. 

Molto probabilmente, nella seconda metà del 400 (quando precisamente non è possibile stabilirlo), anche i fuscaldesi si rifugiarono sui monti costruendo, a strapiombo, una rocca, quasi invisibile dal mare. Infatti nel libro "La terra di Fuscaldo" di Francesco Lattari si legge: «L'iniziale aggruppato di case sorse intorno alla rocca o castello situato sul vertice della collina. E furono poche e misere case attorno ad una "rocca" misera ancor essa che occupava l'area ove ora sorgono gli scarsi fabbricati, che guardano la montagna, sul lato destro della strada provinciale. In qual punto strategico e remoto, perché protetto dalla rocca ed invisibile dal mare, crebbe la prima gente fuscaldese, intenta al lavoro dei campi e alla pastorizia.» La fotografia mostra una prospettiva della "Rocca". Così, all’incirca, doveva essere anticamente, senza le innovazioni posteriori.

    

Fuscaldo è fondato sulla pietra, "su una roccia formata da ricchi strati di arenaria sovrapposti a visibili e non sottili strati di conglomerato granitico di speciale colore rossiccio". Ecco i particolari dell'esterno della Rocca in cui sono evidenti le fondamenta di pietra e l'audacia delle costruzioni, che hanno oltre 1500 anni di vita, quindi ben 15 secoli ed oltre. In queste immagini troviamo altri esempi di "pietra" e di ardite costruzioni. 

La "rocca", oggi, fa anche da parcheggio. Sicché antichità e modernità si incontrano e convivono nel retaggio dei secoli trascorsi e della storia passata scritta sulla pietra, mentre le automobili sono la testimonianza del progresso e del benessere raggiunto dal nostro popolo, spesso lavorando all'estero, lontano da questo affascinante paese che, certo, ricordano con tanta nostalgia.

Ed ecco il "Vaglio", ove si tenevano le pubbliche assemblee, che erano convocate con un bando affisso prima del tramonto la sera avanti il giorno della riunione, mentre il "parlamento" si teneva la mattina di un giorno festivo. Da questa piazzetta si accedeva all'interno della Rocca attraverso la Porta Verdesca, che si trovava sul lato destro della piazza stessa.

A sinistra vediamo la strettoia che dalla Porta Verdesca portava nell'interno della Rocca. La strettoia era dovuta a ragioni di difesa in caso di assalto alla Rocca.

 

A destra, invece, vediamo una parte della Rocca. Si notano le scale e l'ingresso della Chiesa della Maddalena, una cappella gentilizia annessa al palazzo fatto costruire dal marchese Giovan Battista Spinelli, feudatario dal 1496.

Qui si vede un'altra parte della rocca fotografata da un angolo diverso. A rappresentare la modernità, questa volta è un motorino

A sinistra il posto che noi fuscaldesi chiamiamo "u groffu", una piccola corte che serviva i palazzi intorno ad essa. 

 

A destra l'ampia scalinata che dalla piccola corte portava al centro della Rocca e alla Chiesa Matrice.

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