da "La Stampa - Torinosette" - Walter Baldasso
Mi chiedo sovente quale spiritello possa pungolare gli stimoli lirici di chi voglia propinare ai melomani, ma anche a nuovi adepti, con pochi mezzi (artistici, tecnici e finanziari), spettacoli operistici dai risultati avvilenti, con danni all'immagine della sublime arte musicale, di chi è attore e, infine, di chi ne è spettatore.
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Così, quando la "Nuova Compagnia Lirica" ha messo in scena nientemeno che "Carmen" di Georges Bizet nei teatri torinesi della Crocetta e Juvarra, al Sociale di Alba ed al Superga di Nichelino, mi è venuta la curiosità di assistere all'opera francese senza prevenzioni di sorta. Ebbene, il risultato è stato interessante e, in alcuni momenti, persino brillante, per un'esecuzione che ha rivelato una direzione di Carlo Caputo, colorita ed espressiva, per mezzo dell'Orchestra Filarmonica del Piemonte, rinforzata da alcuni strumentisti provenienti da organici professionali. Barbara Vivian è stata una protagonista vivace, dalla voce fresca e sensuale, sicura nelle tessiture acute e dal suono ambrato nelle gravi. Casalone ha vissuto il ruolo di Don José con il timbro adatto al ruolo per corposità e velluto. (...) Marianna Ribò ha palesato, nel ruolo di Micaela, il suo suono di bel soprano lirico con squisiti ammorbidimenti. L'Escamillo di Massimiliano Fichera è piaciuto perchè il baritono ha cantato con naturalezza, grazie al suo timbro rotondo.
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In sintonia con i rispettivi personaggi Sandra Balducci (Frasquita), Loretta Carrieri (Mercedes), Marco Sportelli (Daincairo), Giancarlo Fabbri (Remendado), Salvatore Salvaggio (Morales), Ugo Bonafede (Zuniga).
L'allestimento (e penso alle enormi spese necessarie per allestire un'opera simile) è stato lineare e semplice, giocato sulle luci grazie alla misurata regia di Marco Daperno. Sfavillanti i costumi di Annamaria Giamminelli.
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