da "Notizia Oggi" del 25 novembre 2002 - Massimo Viazzo
Buono l'esordio della lirica - La nuova recita a gennaio con il "Don Giovanni"
Dopo il Barbiere di Siviglia, si attendeva con una certa curiosità la Bohème, secondo titolo in programma della Stagione Lirica curata dal Comune di Vercelli in collaborazione con la Nuova Compagnia Lirica di Torino. L'opera di Puccini è andata in scena al Teatro Civico giovedì 21 novembre e l'esito della rappresentazione può dirsi senz'altro positivo.
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Molti gli applausi a Fernanda Costa. Il soprano vercellese ha interpretato il ruolo principale dell'opera - "Mimì" - con sicurezza e solidità di impostazione, anche se la sua voce sembra più adatta a superare le impervie colorature del canto rossiniano piuttosto che i legati e i chiaroscuri di quello verista. Il tenore Fabrizio Casalone nei panni di Rodolfo ha cantato con morbidezza e garbo, pur senza sfoggiare un gran volume.
Si segnala che Casalone, forse per evitare inutili rischi, ha abbassato di un tono una delle arie più celebri dell'opera "Che gelida manina" (d'altronde ultimamente lo faceva anche Pavarotti!). Marco Camastra ha impersonato il pittore Marcello con voce robusta e verve e anche Musetta, il soprano Marianna Ribò, è parsa credibile seppure a volte un po' aspra negli acuti. Anche Marco Sportelli (Schaunard) e soprattutto Enrico Giuseppe Iori (Colline) sono stati apprezzati dal pubblico.
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Un plauso infine all'Orchestra Filarmonica del Piemonte diretta da Carlo Caputo che ha contribuito al buon successo della serata. Il Coro Viotti diretto da Mario Barasolo ha mostrato invece imbarazzo durante il secondo quadro dell'opera - al Quartiere Latino - dove le evidenti difficoltà ritmiche della partitura non sono state risolte completamente. Anche al'inizio del terzo atto si è registrata qualche incertezza.
L'opera lirica tornerà a Vercelli a metà gennaio con uno dei titoli più importanti del repertorio, il Don Giovanni di W.A. Mozart.
Veramente coraggiosa la scelta della Nuova Compagnia Lirica. In quell'occasione nessuno potrà bluffare: con Mozart non si scherza!
da "Cuneo 7" dicembre 2002 - Ludo Marcatti
Grande successo dell'Orchestra Filarmonica del Piemonte a Vercelli giovedi 21 novembre
La nostra Orchestra ha inaugurato la stagione lirica al Civico di Vercelli con La Bohème. Il capolavoro pucciniano è stato messo in scena dalla Nuova Compagnia Lirica che da diversi anni collabora con la nostra prestigiosa formazione orchestrale nella produzione operistica. Si tratta del primo di sei titoli che verranno allestiti in stagione a Vercelli. Seguiranno il musical "C'era una volta Broadway," poi sarà la volta di "Don Giovanni", "Tosca", "La traviata" e "Don Pasquale".
Possiamo dire che la stagione è cominciata alla grande, pubblico in visibilio e grande entusiasmo per tutti. Lo spettacolo ha fruito di una messa in scena sobria ed essenziale grazie alla regia realizzata con collaudato mestiere da Marco Daperno, anche in grado nell'impervio secondo atto di equilibrare i movimenti di oltre 100 persone in scena (cast, figuranti, artisti del coro e coro voci bianche).
Il cast è stato dominato splendidamente da Fernanda Costa, che pure debuttava nel ruolo. Il soprano ha emozionato il pubblico con la padronanza della tecnica vocale unita ad una qualità timbrica che ha pochi rivali. All'altezza Fabrizio Casalone, misurato e sempre vocalmente in linea malgrado le difficoltà che il ruolo di Rodolfo notoriamente comporta. Ottimo Marco Camastra, un Marcello di lusso, ben coadiuvato dalla bella e brava Marianna Ribò (Musetta) e Marco Sportelli (Schaunard).
Un capitolo a parte merita Enrico Giuseppe Iori (Colline). Si tratta forse della voce di basso più promettente tra quelle dell'ultima generazione, un'artista peraltro già in carriera ed alla grande se consideriamo il suo palmares, che ha strappato applausi a scena aperta nella famosa aria "Vecchia zimarra", persino troppo zelante se consideriamo che poi è uscito in quinta invece che dalla porta per andare a vendere il suo prezioso indumento. Capita.
Certo, recite come quella di giovedi sono confortanti per chi aspira alla rinascita della lirica in provincia e vanno, in termine di operazione, sicuramente sostenute. La nostra Orchestra si è prodotta in una performance assolutamente di rilievo, considerate la difficoltà della partitura, guidata con mestiere e grande capacità dal Maestro Carlo Caputo. Assolutamente sugli scudi il Coro Voci Bianche di Novara, una formazione, a detta di tutti, degna di un Ente, mentre poco brillante è apparso il Coro Viotti di Vercelli, non sempre preciso e con difficoltà timbriche e di intonazione nella sezione femminile.
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