LA BOHÈME



Novembre 2002 Vercelli Teatro Civico

da "La Sesia" del 26 novembre 2002 - r.s.a.

Fernanda - Mimì scatena l'entusiasmo dei vercellesi.
Per la Bohème applausi a scena aperta (e pubblico che canta sottovoce le arie più famose)

La Bohème, capolavoro di Giacomo Puccini, ha inaugurato giovedì sera la nuova stagione d'opere al Teatro Civico.
L'edizione, realizzata dalla Nuova Compagnia Lirica, che ha organizzato la stagione con l'aiuto di Luciano Caffi, suonata dall'Orchestra Filarmonica del Piemonte, ben diretta dal Maestro Carlo Caputo, è stata salutata da ovazioni del pubblico vercellese che ha riempito quasi tutti i posti disponibili in teatro.
In sala, soprattutto un pubblico di appassionati, che non ha mancato di canticchiare sottovoce le arie più famose e i riccioli stilistici pucciniani, o di ridere alle battute del libretto, controllato a vista da minuscole lucine che comparivano tra i palchi e il loggione. La storia di Rodolfo, Marcello, Mimì, Musetta e gli altri, la compagnia bohèmien più famosa della storia non ha mancato di appassionare, anche per merito dei giovani interpreti, che hanno contribuito con la loro recitazione a rendere vere le magiche atmosfere parigine.

Fernanda Costa - Mimì e Fabrizio Casalone - Rodolfo

Prima su tutte la "nostra" Fernanda Costa, che è apparsa in forma più che mai, pronta a cogliere al balzo questa nuova sfida dopo quella terminata solo pochi giorni fa de "Il Barbiere di Siviglia" rossiniano. Applauditissima, ha donato al ruolo di Mimì un'intensità emotiva semplicemente trascinante.
Tra i brani più riusciti: "Sì, mi chiamano Mimì" o ancora "O soave fanciulla", acclamati da numerosi battiti di mani anche a scena aperta.
Accanto al soprano, da ricordare il Rodolfo di Fabrizio Casalone, il Marcello di Marco Camastra, il filosofo Colline Enrico Iori e, infine, la bellissima e divertentissima Marianna Ribò che ha infuso entusiasmo e vitalità a una Musetta apparsa in un affascinante abito da sera accompagnato da brillanti e pellicciotto.

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A completare il cast, le ventinove voci bianche provenienti da Novara che, insieme al Coro Viotti diretto dal Maestro Mario Barasolo, hanno animato via via le strade parigine del diciannovesimo secolo, le sue piazze rappresentate sulla scena dell'allestimento, utilizzato anche al teatro dell'Opera di Roma.
La regia, curata da Marco Daperno, è riuscita a rievocare quel tocco di belle époque scomparsa, la sua gioia di vivere, l'inseguimento delle idee, la leggerezza ma anche la drammaticità dell'esistenza spezzata sotto il peso delle illusioni e della povertà.
Al contempo, però, è riuscita a restituire l'idea dell'animosità di una città brulicante di fantasia e sogni, grazie anche ai preziosi costumi provenienti dalla "Bohème" presentata al Carlo Felice di Genova, quanto il color locale, i luoghi e tipi umani di una città vagheggiata dagli intellettuali.

da "La Stampa" del 28 novembre 2002

Al debutto della stagione lirica - Applausi per Fernanda Costa

Le primedonne del belcanto vercellese tengono banco. Nei giorni scorsi Fernanda Costa ha conquistato il Teatro Civico debuttando nel ruolo di Mimì in "La Bohème", primo appuntamento della stagione d'opera comunale organizzata dalla Nuova Compagnia Lirica. Applausi a scena aperta per il soprano, vero elemento trascinante della serata. Tra le altre voci in scena, una su tutte, il basso Enrico Iori. Orchestra e direttore sono risultati all'altezza della difficile partitura. Bene scene (i cambi sono sembrati però troppo lunghi), regia ed il resto del cast.

da "Notizia Oggi" del 25 novembre 2002 - Massimo Viazzo

Buono l'esordio della lirica - La nuova recita a gennaio con il "Don Giovanni"

Dopo il Barbiere di Siviglia, si attendeva con una certa curiosità la Bohème, secondo titolo in programma della Stagione Lirica curata dal Comune di Vercelli in collaborazione con la Nuova Compagnia Lirica di Torino. L'opera di Puccini è andata in scena al Teatro Civico giovedì 21 novembre e l'esito della rappresentazione può dirsi senz'altro positivo.

Molti gli applausi a Fernanda Costa. Il soprano vercellese ha interpretato il ruolo principale dell'opera - "Mimì" - con sicurezza e solidità di impostazione, anche se la sua voce sembra più adatta a superare le impervie colorature del canto rossiniano piuttosto che i legati e i chiaroscuri di quello verista. Il tenore Fabrizio Casalone nei panni di Rodolfo ha cantato con morbidezza e garbo, pur senza sfoggiare un gran volume.
Si segnala che Casalone, forse per evitare inutili rischi, ha abbassato di un tono una delle arie più celebri dell'opera "Che gelida manina" (d'altronde ultimamente lo faceva anche Pavarotti!). Marco Camastra ha impersonato il pittore Marcello con voce robusta e verve e anche Musetta, il soprano Marianna Ribò, è parsa credibile seppure a volte un po' aspra negli acuti. Anche Marco Sportelli (Schaunard) e soprattutto Enrico Giuseppe Iori (Colline) sono stati apprezzati dal pubblico.

Fernanda Costa - Mimì e Fabrizio Casalone - Rodolfo
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Un plauso infine all'Orchestra Filarmonica del Piemonte diretta da Carlo Caputo che ha contribuito al buon successo della serata. Il Coro Viotti diretto da Mario Barasolo ha mostrato invece imbarazzo durante il secondo quadro dell'opera - al Quartiere Latino - dove le evidenti difficoltà ritmiche della partitura non sono state risolte completamente. Anche al'inizio del terzo atto si è registrata qualche incertezza.
L'opera lirica tornerà a Vercelli a metà gennaio con uno dei titoli più importanti del repertorio, il Don Giovanni di W.A. Mozart.
Veramente coraggiosa la scelta della Nuova Compagnia Lirica. In quell'occasione nessuno potrà bluffare: con Mozart non si scherza!


da "Cuneo 7" dicembre 2002 - Ludo Marcatti

Grande successo dell'Orchestra Filarmonica del Piemonte a Vercelli giovedi 21 novembre

La nostra Orchestra ha inaugurato la stagione lirica al Civico di Vercelli con La Bohème. Il capolavoro pucciniano è stato messo in scena dalla Nuova Compagnia Lirica che da diversi anni collabora con la nostra prestigiosa formazione orchestrale nella produzione operistica. Si tratta del primo di sei titoli che verranno allestiti in stagione a Vercelli. Seguiranno il musical "C'era una volta Broadway," poi sarà la volta di "Don Giovanni", "Tosca", "La traviata" e "Don Pasquale".
Possiamo dire che la stagione è cominciata alla grande, pubblico in visibilio e grande entusiasmo per tutti. Lo spettacolo ha fruito di una messa in scena sobria ed essenziale grazie alla regia realizzata con collaudato mestiere da Marco Daperno, anche in grado nell'impervio secondo atto di equilibrare i movimenti di oltre 100 persone in scena (cast, figuranti, artisti del coro e coro voci bianche).
Il cast è stato dominato splendidamente da Fernanda Costa, che pure debuttava nel ruolo. Il soprano ha emozionato il pubblico con la padronanza della tecnica vocale unita ad una qualità timbrica che ha pochi rivali. All'altezza Fabrizio Casalone, misurato e sempre vocalmente in linea malgrado le difficoltà che il ruolo di Rodolfo notoriamente comporta. Ottimo Marco Camastra, un Marcello di lusso, ben coadiuvato dalla bella e brava Marianna Ribò (Musetta) e Marco Sportelli (Schaunard).
Un capitolo a parte merita Enrico Giuseppe Iori (Colline). Si tratta forse della voce di basso più promettente tra quelle dell'ultima generazione, un'artista peraltro già in carriera ed alla grande se consideriamo il suo palmares, che ha strappato applausi a scena aperta nella famosa aria "Vecchia zimarra", persino troppo zelante se consideriamo che poi è uscito in quinta invece che dalla porta per andare a vendere il suo prezioso indumento. Capita.
Certo, recite come quella di giovedi sono confortanti per chi aspira alla rinascita della lirica in provincia e vanno, in termine di operazione, sicuramente sostenute. La nostra Orchestra si è prodotta in una performance assolutamente di rilievo, considerate la difficoltà della partitura, guidata con mestiere e grande capacità dal Maestro Carlo Caputo. Assolutamente sugli scudi il Coro Voci Bianche di Novara, una formazione, a detta di tutti, degna di un Ente, mentre poco brillante è apparso il Coro Viotti di Vercelli, non sempre preciso e con difficoltà timbriche e di intonazione nella sezione femminile.


da "Torinosera" del 14 dicembre 1999 - Guido Folco

(...) La Nuova Compagnia Lirica domenica scorsa ha messo in scena con altissima professionalità una delle opere più impegnative del repertorio pucciniano e l'ha fatto con estrema sensibilità artistica ed ottima intensità interpretativa. (...)

Bohème a Torino

(...) I giovani cantanti della Nuova Compagnia sono "professionisti dell'ugola", splendidi interpreti del canto che volano sulle ali della loro passione e che dimorano, almeno in quest'occasione, nel loro "nido" bohèmien che assume qui le fattezze di una spoglia e fredda soffitta parigina.
Una menzione particolare, oltre al bravo Maestro Carlo Caputo, meritano anche gli altri interpreti, da Loretta Carrieri a Marianna Ribò, da Fabrizio Casalone a Paolo Vezzosi, da Ugo Bonafede a Sergio Bensi e Andrea Flamini. (...)
Splendidi anche i costumi d'epoca ed intelligente la scenografia di Manuela Flamini.

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La regia è stata di Marco Daperno e si è caratterizzata per alcune trovate d'effetto, come l'entrata in scena di alcune comparse dalla porta laterale del teatro, la disposizione obliqua della "facciata" esterna del Café Momus, espediente che ha conferito profondità alla scena e suddiviso sapientemente gli spazi sul palco o come il movimento scenico dei camerieri, delle figurazioni e del coro.

TOSCA

di Simone Rinolfi

La Tosca compie cent'anni e la Nuova Compagnia Lirica, con l'Orchestra Filarmonica del Piemonte diretta da Marco Chiappero, con la regia di Marco Daperno ha proposto uno spettacolo straordinario ed ambizioso, quello di portare l'opera di Puccini nei teatri minori. (...)

Sergio Bensi, Scarpia - Loretta Carrieri, Tosca - Fabrizio Casalone, Cavaradossi

(...) Protagonisti ottimi, Loretta Carrieri, Fabrizio Casalone e Sergio Bensi (che interpreta il Barone Scarpia) baritono di levatura internazionale che, pur avendo lavorato nei maggiori teatri europei, elogia la compatezza del gruppo: "è una compagnia straordinaria, in più fare il cattivo non mi dispiace e poi dicono che lo faccio bene". (...)



Nella fotografia a sinistra Sergio Bensi (Scarpia), Loretta Carrieri (Tosca) e Fabrizio Casalone (Cavaradossi).
Nella fotografia a destra Loretta Carrieri (Tosca), il regista Marco Daperno e Fabrizio Casalone (Cavaradossi).

Loretta Carrieri, Tosca - il regista Marco Daperno - Fabrizio Casalone, Cavaradossi
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(...) Il regista Marco Daperno sottolinea le difficoltà dell'opera lirica non disponendo di un grande teatro, ma solo di spazi ristretti. L'impatto emotivo che la "Tosca" ha regalato relega le difficoltà di regia in un angolo nascosto e buio del palcoscenico, anzi conferma la possibilità di portare un genere così complesso (e costoso) a tutti. La Compagnia ha replicato a Savigliano al Teatro Milanollo, ad Alba al Teatro Sociale, a Grosseto al Teatro Moderno, in sale sempre esaurite e con pubblici entusiasti, avendo la conferma che quello che si era ascoltato e ammirato a Torino non era solo la gentil concessione di un pubblico affettuoso e curioso, ma l'inizio di un progetto studiato e curato nei minimi particolari. (...)