L' GION' D' FAIT




Introduzione

Questa canzone fu composta nell'immediato ultimo dopoguerra e rispecchia, in una certa misura, il clima particolare di quell'epoca. Dopo la sofferenza dei lunghi anni di guerra e il crollo di tante vecchie strutture, si avvertiva nell'aria che la sinfonia del mondo stava per attaccare un tempo nuovo.
Erano tornati dai vari fronti tutti i nostri uomini con una voglia matta di vivere, dopo tante paure, di cominciare daccapo la loro esistenza. Le famiglie si ricostituirono, le case brulicarono di persone, le strade del paese si riempirono di movimento, i campi ritrovarono le braccia necessarie per essere coltivati, il commercio si aprģ a nuovi sbocchi, la vita religiosa ebbe un sussulto di risveglio, la partecipazione popolare alle responsabilitą amministrative e politiche cominciņ a fare i suoi primi passi. Sembrņ che una potente ondata di rinnovata vitalitą, d'iniziativa, di fiducia nell'avvenire si fosse riversata inarrestabile nel cuore della nostra gente. Ci si sentiva al centro di un rinnovamento che dava l'impressione di avvolgere ogni cosa.(Gli anni successivi, purtroppo, cambiarono il quadro della situazione ed avemmo l'esodo di una gran parte del nostro popolo verso tutte le direzioni del mondo).
In questo clima nacque il presente coro.
Esso si ricollega alla vecchia canzone "Lo gion' d' Fait' " e, partendo da alcuni aspetti pił appariscenti, richiama le trasformazioni che si stanno verificando nella vita del paese. Non si va pił a passeggio per la strada del Mulino Vecchio, ma si fa lo "struscio" per i Quattro Cantoni; non viene pił portata la vecchia e rivida gonna "spaccata" della nonna: i gusti sono diventati ormai esigenti e raffinati e le ragazze sono diventate cosģ delicate che si nutrono con il "latte degli uccelli"! E se ne vanno in visibilio quando la tromba del capo dei "giudei" annunzia le grandi processioni della Settimana Santa.
Il canto si conclude richiamando la particolare finezza del clima e la gioiosa vivacitą della nostra gioventł.

Tratto dall'opuscolo allegato al disco "Funtan' d' Fait' "





Testo


1

D'cchirr' piarantunn m' z'ch'tiav'

i' tr'm'jav' la huaj'

e traj' e do i ciantav'.

Jor' sélla ciąnziunn l'hant' pur' l'scią

e p' la vi du mulinn s'i hulunt' chiu' allą

e p' la vi du mulinn s'i hulunt' chiu' allą.

La hunnella spaccą la usunt' chił méj'

la hunnella spaccą la usunt' chił méj'

la hunnella spaccą la usunt' chił méj',

i par'sciunt' c'bba d' lé d'scéj'

i par'sciunt' c'bba d' lé d'scéj'.

2

A Pach' e a Cialenn' t' l' vaj' struscģj'

pe Catt' Cantunn

ch' aétt' un piascģj.

I s'ntunt' la tromb' du cap' giudéj'

lu cuôr' s'infij', Madonn' ch'é bčj

lu cuôr' s'infij', Madonn' ch'é bčj.

L' ari' gli'é fin e la sanną i manch' pa

l' ari' gli'é fin e la sanną i manch' pa

l' ari' gli'é fin e la sanną i manch' pa,

d'scģj' a sta sót' a sta sót' cumm' s'fa

d'scģj' a sta sót' a sta sót' cumm' s'fa.

1

Quando il nonno mi dondolava

gli tremava la voce

e tre e due cantava.

Adesso hanno smesso( di cantare ) quella canzone

e non vogliono pił andare per la via del mulino

e non vogliono pił andare per la via del mulino.

Non indossano pił la gonna con lo spacco

non indossano pił la gonna con lo spacco

non indossano pił la gonna con lo spacco,

sembra che si nutrano con il latte degli uccelli

sembra che si nutrano con il latte degli uccelli.

2

A Pasqua e a Natale le vedi passeggiare(su e gił)

per i Quattro Cantoni

che č un piacere.

Sentono la tromba del capo dei giudei,

il cuore scappa via, Madonna come č emozionante

il cuore scappa via, Madonna come č esaltante.

L'aria č salubre e la salute non manca

l'aria č salubre e la salute non manca

l'aria č salubre e la salute non manca,

dite di stare fermi ma a stare fermi come si fa

dite di stare fermi ma a stare fermi come si fa.



repertorio 2º LP