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Ostuni, La Città Bianca.
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Adagiata su tre colli in
magnifica posizione, Ostuni giace su un territorio che,
dalle ultime propaggini delle Murge, si estende sino
all’Adriatico, attraverso un succedersi di panorami tra
i più suggestivi che si possono immaginare: il clima
dolce, l’aria luminosa, il fascino del suo borgo, la
placida quiete delle sue campagne ed i vasti orizzonti
marini, costituiscono la cornice ideale per splendide
vacanze in ogni stagione. Si distanzia di soli 35 Km da
Brindisi e ha una popolazione pari a 32.730 abitanti.Lo
stemma civico è costituito da tre torri poggianti su tre
colli e sormontate dalla corona di città. Trai monumenti
più antichi di cui Ostuni si pregia, spicca la
Cattedrale, uno degli edifici sacri più noti della
Puglia. Numerosi altri monumenti ornano la cittadina
come la chiesa di S. Giacomo di Campo Stella, la Chiesa
di S. Spirito, la Chiesa, in stile tardo barocco, di S.
Maria Maddalena, detta “delle Monacelle”, ed altre
ancora. Uno dei più bei monumenti in stile barocco
salentino è la Guglia di S. Oronzo, eretta in Piazza
della Libertà. Dell’Oriente greco Ostuni ereditò la
caratteristica calce bianca sui muri esterni delle
abitazioni la divisione dei quartieri del centro abitato
in pittakia, i trappeti e i nomi di alcune contrade.L’abitato
si dispone su alcune alture. Il centro storico, dalle
pittoresche case bianche era un tempo circondato dalle
mura aragonesi di cui oggi restano solo poche tracce. I
quartieri moderni, nettamente distinti, sì estendono a
sud di Piazza della Libertà.L’economia di Ostuni si basa
prevalentemente sull’agricoltura, infatti, occupando
ancora un posto privilegiato nell’economia complessiva,
tende sempre più a specializzarsi e a puntare
soprattutto sulla valorizzazione dei suoi prodotti
tipici, (primo fra tutti l’olio extra-vergine di oliva
marchiato D. O. C.).Altro settore rilevante per
l’economia ostunese, è il turismo; con un’offerta sul
mercato assai competitiva, ma che in questo ultimo
periodo, nonostante tutto, denota una diminuzione di
presenze di ospiti stranieri; uno dei vantaggi in questo
campo rimane ancora, senza dubbio, la grande ospitalità
e vivacità che la popolazione ostunese dimostra ai
turisti, contribuendo così a valorizzare il settore
stesso. Il turismo ostunese, prevalentemente estivo, è
ovvio che, non possa reggere da solo un’economia
cittadina, essendo concentrato in solo due — tre mesi
dell’anno; ecco perché si vorrebbe attuare un turismo
diversificato e specializzato, per aumentare e
diffondere, nel tempo e nello spazio la creatività
artistica e il folklore del paese, e potenziare, quindi,
questo importante settore.
La
Storia
Il territorio ostunese, risulta
abitato lungo la costa e nell’entroterra sui crinali della Murgia,
già nel Paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) e nel Neolitico.
Tra le tante testimonianze rinvenute, importantissime quella di
‘Delia” la donna incinta scoperta in contrada “Agnano’, risalente a
25.000 anni fa e i reperti litici ed ossei della Grotta di Sant’Angelo.
I ritrovamenti archeologici nella zona dei giardini, con iscrizioni,
monete, bronzi, vasi e l’individuazione della prima cinta muraria
del IV secolo a.C., estesa sino all’attuale campo “campo boario”, ci
dicono sicuramente che Ostuni è stata città messapica. Probabili
luoghi di culto messapico in Ostuni sono la Chiesa rupestre della
Madonna della Nuova e la Grotta di S.Maria d’Agnano.Dopo la
distruzione della Ostuni Messapica, non si sa se la città risorge
all’epoca romana: di questo periodo ci è rimasto solo un tratto di
acquedotto con volta a tutto sesto, che parte dalle mura nei pressi
della Chiesa Santa Maria della Stella e si interrompe lungo la
strada che porta alla stazione. Molte delle attuali masserie,
comunque, sorgono su resti delle ville romane e parecchi nomi
prediali in “ano-ana’ delle contrade ostunesi (Agnano, Citrignano,
Lardagnano, Sessana), sono segni di sicura romanità. Pure della
dominazione Longobarda (VII-IX secolo) non è rimasta traccia
visibile. Coi Longobardi sorgono i ‘casali”, nuclei di case
edificati intorno a piccole chiese, un lungo periodo di stabilità fa
rifiorire l’agricoltura e la vita civile, dopo la guerra tra
Ostrogoti e Bizantini. Il diritto longobardo porta in campo
contrattuale e nei rapporti famigliari sostanziali innovazioni, che
sopravviveranno per secoli. Tornato il dominio bizantino nel IX
secolo, Ostuni nell’ 876 diviene centro fortificato sotto
l’imperatore Basilio il Macedone ed è eretta a sede vescovile,
diocesi di rito greco. Fremiti basiliani, lasciata la Cappadocia
perché minacciati dai Turchi e dall’iconoclasta imperatore
d’Oriente, Leone III Isaurico, edificano la chiesetta e il cenobio
di San Biagio. L’arte bizantina mette subito radici nella zona e la
sua influenza permarrà per molti secoli come si rivela dalle pitture
rupestri della Madonna della Nova (secolo XIV) e dal portale della
parrocchia dello Spirito Santo che è del 1600. Con i “Normanno-Svevi”,
secoli XI-XIII, il Vescovo ottiene il diritto di decime e nel 1148,
sorge stilla cima della città vecchia un castello di forma
triangolare con tre toni, che poi formeranno lo stemma civico di
Ostuni. Nel 1185, un decreto di Tancredi autorizza il popolamento
del porto di Petrolla che poi diverrà Villanova. Un documento del
1120 ci rivela, che la vita amministrativa della città è gestita dal
ceto patrizio dei “bonorum hominum” e che gli stessi avranno
l’esclusivo compito di eleggere il sindaco fino al secolo XV.
Sconfitto e morto Tancredi, nel 1194 subentra la dinastia Sveva con
Enrico VI, cui si sono opposti, invano, la Chiesa e i Normanni suoi
vassalli. Coincidendo la dominazione sveva con le crociate, Ostuni e
il suo porto Petrolla conosco un notevole sviluppo. Dura circa due
secoli, dal 1266 al 1442, il periodo Angioino, caratterizzato da
centralismo amministrativo ed esosità fiscale.Il castello e la
strategica ubicazione sulla via Traiana tra Roma e Brindisi, fanno
divenire Ostuni città di regio demanio dal 1276 al 1294 ed è dotata
di poderose mura. Nel 1277, al posto della distrutta Petrolla, re
Carlo ordina la costruzione di Villanova. Nel 1420, è ceduta a
Giovanni Antonio del Balzo Orsini, principe di Taranto, il più
potente feudatario del regno. Gli anni della dominazione “Aragonese”
registrano uno sviluppo economico e culturale: rifioriscono i
commerci, si riedifica la Cattedrale (1469-1495) in stile
romanico-gotico; si ampliano a mezzogiorno le mura angioine per
contenere il nuovo borgo e si rinforzano gli altri lati. Devoluta
alla corona di Spagna, Ostuni rimarrà spagnola sino alla fine del
1600. Liberatasi nel 1559 con un esborso di 51.000 ducati del
feudatario Ferdinando Lofferdo, marchese di Trevico, Ostuni entra in
possesso dei corpi feudali delle difese di Chiobbica, San Salvatore
e Figazzano. Nel 1567, gli spagnoli muniscono il litorale di torri
(S. Leonardo e Pozzella), che col castello di Villanova
costituiscono la nostra difesa costiera. Dopo 80 anni di regio
demanio, per le enormi spese della guerra dei Trent’anni, Ostuni nel
1639 è venduta da Filippo IV re di Spagna al mercante Giovanni
Zevallos, nominato duca nel 1644. L’esproprio da parte dei Zevallos
di quasi tutte le entrate della città; il ristagno dell’economia e
dell’edilizia causato anche dalla chiusura del porto di Villanova
nel 1650; l’emigrazione della maggior parte delle famiglie nobili,
segnano la grave decadenza di Ostuni. Se si eccettua il decennio
francese (1806-1815), Ostuni rimase ininterrottamente sotto il
dominio dei “Borboni”, dal 1734 all’unità d’Italia. Re Carlo,
incoronato a Palermo nel 1735, affiancato dal marchese di
Montealegre e poi Tanucci, persegue il rinnovamento dello stato, la
crescita economica, una corretta ed unitaria politica fiscale con
l’introduzione del catasto onciario; stipula il concordato con la
Santa Sede; rinnova le forze armate. In anticipo su tutto il Regno,
di Napoli, Ostuni compila il suo catasto nel 1737 e conosce per
tutto il’700 una significativa committenza artistica laico-religiosa
ed un fervore edilizio Da ricordare, tra l’altro: il monastero delle
Monache Carmelitane e l’annessa nuova chiesa S. Vito Martire; il
ponte che congiunge il Seminario al Palazzo Vescovile; la
costruzione della guglia di S.Oronzo, opera dell’ostunese Giuseppe
Greco; la nuova chiesa di San Francesco di Paola; il coro ed il
campanile della Cattedrale. A fine secolo, anche Ostuni è
attraversata da tumulti e lotte intestine, sull’onda degli echi
della rivoluzione francese. Nel 1808, in esecuzione della legge
sull’abolizione degli ordini religiosi, si chiudono i conventi dei
Minori Conventuali, dei Dominicani, dei Paolotti, dei Riformati e
dei Cappuccini. Rimangono solo i monasteri di clausura delle
Benedettine e delle Carmelitane
Date importanti:
Feste religiose e civili
San Biagio, 3 febbraio; Santo patrono della cittadina.
Processione del Venerdì Santo, Pasqua
Festa Madonna della Nova, Domenica successiva a Pasqua;
per tradizione, gli ostunesi si recano in visita al Santuario,
per poi consumare sul posto un dolce a forma di colomba con al
centro un uovo sodo, la “Palomma”.
Corpus Domini,
Giugno. San Pietro, 29 Giugno
Madonna della
Grata Prima Domenica di Agosto
Le
Manifestazioni Folkloristiche
Corteo storico-biblico dei Magi, 6
Gennaio
Notte di 5. Giovanni, 24 Giugno
Estate Ostunese, Luglio e Agosto
Cavalcata di S. Oronzo, Agosto;
La pluri secolare tradizione della ‘Cavalcata”, le cui origini
non sono accertate, si ripropone ininterrottamente dal 1793 ogni
anno, in occasione della solenne processione di Sant’Oronzo
protettore della città dalla seconda metà del 1600. Nel 1657,
Ostuni ed altre località della Terra d’Otranto furono
risparmiate dalla peste, grazie al miracolo attribuito a Sant’Oronzo.
Di qui la devozione degli ostunesi di recarsi in processione al
santuario eretto in suo onore sui costoni del Monte Morrone
nella prima metà del 1600, per prelevarne la statua in
cartapesta e portarla a spalle in Ostuni. Nel 1788, grazie al
nobile Pietro Sansone e ai “vaticali’ (carrettieri che
assicuravano il trasporto delle derrate tra città e campagna),
la statua di cartapesta viene sostituita con una d’argento
Realizzata dall’artista napoletano Luca Baccaro, all’arrivo in
Ostuni, è scortata proprio dai “vaticali” a cavallo. La divisa
dei cavalieri, richiama il periodo napoleonico: casacca rossa,
pantaloni bianchi, cappello cilindrico con pennacchio
bianco-rosso; il cavallo, oltre ai vari finimenti tutti
lavorati, è coperto da una gualdrappa rossa trinata di bianco e
ricamata. Un trio di “bassa musica” flauto-tamburo e cassa,
suona per le strade della città il tradizionale motivo della
“Cavalcata” durante la novena che precede la festa patronale e
la processione del 26 agosto che, partendo dalla Cattedrale
interessa il centro storico, i rioni ottocenteschi, la nuova
zona commerciale. La manifestazione della ‘Cavalcata”,
strutturata su tre giornate, 25-26-27 agosto, è seguitissima in
Ostuni ed all’estero. Nel 1998, oltre al consueto alto
patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha anche
ottenuto la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.
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Le Sagre, le
Fiere e i Mercati
• Sagra dei Vecchi Tempi, 15 Agosto.
• Fiera di 5. Giuseppe, 18 Marzo.
• Fiera di 5. Ferdinando, 19 Maggio; la fiera del
bestiame.
• Fiera di 5. Oronzo 26Agosto; Santo protettore.
• Mercato settimanale, il Sabato.
I MUSEI
Museo delle Civiltà Preclassiche della murgia meridionale;
ospita “Delia, la gestante rinvenuta nella grotta d’Agnano
risalènte a circa 24.000 anni fa.
Cosa riscoprire...
Le grotte della Selva, S. Lucia, S. Angelo; Rissiedi e
Carestia; Esplorazioni sistematiche di queste grotte, hanno
portato alla luce consistenti tracce di vita preistorica.
Grotta di S. Maria D’Agnano; le ricerche iniziate nel
1991, hanno evidenziato testimonianze dal Paleolitico sino al
Medioevo. La frequentazione più antica è dal Musteriano al
Gravettiano (24.000 anni fa); a quest’ultimo si riferisce la
gestante “Delia” di circa venti anni, rinvenuta in posizione
contratta, con i resti di un feto ad uno stato di
sviluppo avanzato. Il corredo funerario comprende bracciali di
conchiglie forate ai polsi, un copricapo sempre di conchiglie,
strUmenti litici e resti di fauna.
Le Specchie di contrada Morrone, Bagnardi, Carestia,
Specchia, Donnagnora, Citrignano e Casamassima; risalgono al
neolitico e se ne possono ancora osservare i resti. Trattasi di
costruzioni a secco a forma di torre conica dalle notevoli
dimensioni, in origine forse monumenti sepolcrali, poi
utilizzati come torri di avvistamento e difesa.
Lama Pilone, Villanova-Mangianiuso, Masseria Sansone
-Lamaforca-Caposenna-Agnano; Chiesa della Madonna della Nova,
Santuari di S. Biagio e S. Oronzo. Ubicati sulla costa e
sulla collina ostunese, rappresentano tracce notevoli di questo
fenomeno socio culturale-religioso, iniziato nel VII secolo d.C.
e protrattosi sino al 1200. Quasi tutti questi insediamenti sono
ricchi di affreschi dei monaci basiliani.
Quali monumenti visitare...
Monastero
claustorale delle Benedettine; del secolo XVI.
Chiesa di S. Giacomo in Campanella; la sua costruzione risale
al 1423.
Chiesa di S. Maria della Stella; l’antica chiesetta
costruita lungo le mura accanto ad una piccola porta di accesso
alla città, la porticella”, risale al 1472; quella attuale e del
1800. Restaurata sapientemente dall’omonima confraternita, si
affaccia luminosa sulla splendida marea di ulivi secolari che
incorniciano la vallata sino al mare.
Chiesa dell’Annunziata; del secolo XVI, conserva la tela
della Madonna della Pietà, opera del Veronese.
Cattedrale; costruita tra il 1469 e il1490, dedicata
all’Assunta, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902,
per la splendida facciata dalle linee tardo-gotiche rimasta
immune da rifacimenti e restauri.
La
Guglia di Sant’Oronzo; dell’Ostunese Giuseppe Greco, nel
1771 su incarico del Vescovo Scoppa. Recentemente restaurata.
Chiesa di
S. Vito Martire;
conosciuta col nome di “Monacelle”, perché serviva l’annesso
monastero claustrale delle Carmelitane; edificata tra il 1750 e
il 1752, evidenzia l’inizio del rococò in Ostuni.Chiusa al
culto. Ospita “Delia”, la gestante rinvenuta nella grotta d’Agnano
risalente a circa 24.000 anni fa.
Chiesa di S.Pietro; dall’interno in sobrio stile barocco.
Secolo XVII. Serve ancora oggi il.Monastero delle Benedettine.
Chiesa di S. Francesco; in piazza della Libertà,
risalente al XIV secolo; l’attiguo convento è oggi sede del
Comune.
Borgo Antico; un autentico gioiello dal fascino
inconfondibile per la pittoresca identità urbanistica.E’
definito dagli ostunesi “La Terra”.Dipinta esclusivamente di
bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano, detto il
monte di Ostuni. Dipinto esclusivamente di
bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano, detto il
monte di
Qui è tutto un moltiplicarsi di piani, un saliscendi di scale e
scalette, un aggrovigliarsi di stradine e vialetti, un
susseguirsi di archetti e cavalcavie. Sulla sommità si ergono la
mole della Cattedrale e il Palazzo Vescovile.
Chiesa del Purgatorio ed artistico oratorio; del secolo
XVIII. Restaurati a cura della confraternita. prima parrocchia
fuori le mura eretta nel 1663, per le esigenze del “Borgo
Grande”, ha un portale rinascimentale dall’iconografia
bizantina.
Chiesa del Carmine; del Secolo XV.
Chiesa della Madonna della Grata; del Secolo XVI.
Chiesa della Madonna degli Angeli; meglio conosciuta come
chiesa dei Cappuccini (secolo XVI).
Le masserie;
numerose e architettonicamente rilevanti nel
territorio: Agnano, Rialbo di Sopra, Spagnulo, Refigerio,
Averne, Magiamuso, Carestia, Chibbica, Satia, Salinola,
S.Benedetto, Paradiso, Camere, Santo Scalone, Tutòsa, Monticelli,
Pioppo, Guappi, Ferri, Citrignano, Molillo, Padolecchia, Morrone,
Traghetto, San PaoloGrande, Tamburroni, Grottone Per
l’articolata organizzazione, i complessi masserizi costituirono
nuclei urbani autonomi, centri propulsori di lavoro agricolo, di
riferimento religioso e di controllo amministrativo.
Cosa offre il territorio...
• Bosco di S.Oronzo.
• Bosco di S. Biagio.
• Bosco Lamacoppa.
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