26-04-04

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Ostuni, La Città Bianca.

Adagiata su tre colli in magnifica posizione, Ostuni giace su un territorio che, dalle ultime propaggini delle Murge, si estende sino all’Adriatico, attraverso un succedersi di panorami tra i più suggestivi che si possono immaginare: il clima dolce, l’aria luminosa, il fascino del suo borgo, la placida quiete delle sue campagne ed i vasti orizzonti marini, costituiscono la cornice ideale per splendide vacanze in ogni stagione. Si distanzia di soli 35 Km da Brindisi e ha una popolazione pari a 32.730 abitanti.Lo stemma civico è costituito da tre torri poggianti su tre colli e sormontate dalla corona di città. Trai monumenti più antichi di cui Ostuni si pregia, spicca la Cattedrale, uno degli edifici sacri più noti della Puglia. Numerosi altri monumenti ornano la cittadina come la chiesa di S. Giacomo di Campo Stella, la Chiesa di S. Spirito, la Chiesa, in stile tardo barocco, di S. Maria Maddalena, detta “delle Monacelle”, ed altre ancora. Uno dei più bei monumenti in stile barocco salentino è la Guglia di S. Oronzo, eretta in Piazza della Libertà. Dell’Oriente greco Ostuni ereditò la caratteristica calce bianca sui muri esterni delle abitazioni la divisione dei quartieri del centro abitato in pittakia, i trappeti e i nomi di alcune contrade.L’abitato si dispone su alcune alture. Il centro storico, dalle pittoresche case bianche era un tempo circondato dalle mura aragonesi di cui oggi restano solo poche tracce. I quartieri moderni, nettamente distinti, sì estendono a sud di Piazza della Libertà.L’economia di Ostuni si basa prevalentemente sull’agricoltura, infatti, occupando ancora un posto privilegiato nell’economia complessiva, tende sempre più a specializzarsi e a puntare soprattutto sulla valorizzazione dei suoi prodotti tipici, (primo fra tutti l’olio extra-vergine di oliva marchiato D. O. C.).Altro settore rilevante per l’economia ostunese, è il turismo; con un’offerta sul mercato assai competitiva, ma che in questo ultimo periodo, nonostante tutto, denota una diminuzione di presenze di ospiti stranieri; uno dei vantaggi in questo campo rimane ancora, senza dubbio, la grande ospitalità e vivacità che la popolazione ostunese dimostra ai turisti, contribuendo così a valorizzare il settore stesso. Il turismo ostunese, prevalentemente estivo, è ovvio che, non possa reggere da solo un’economia cittadina, essendo concentrato in solo due — tre mesi dell’anno; ecco perché si vorrebbe attuare un turismo diversificato e specializzato, per aumentare e diffondere, nel tempo e nello spazio la creatività artistica e il folklore del paese, e potenziare, quindi, questo importante settore.

La Storia

Il territorio ostunese, risulta abitato lungo la costa e nell’entroterra sui crinali della Murgia, già nel Paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) e nel Neolitico. Tra le tante testimonianze rinvenute, importantissime quella di ‘Delia” la donna incinta scoperta in contrada “Agnano’, risalente a 25.000 anni fa e i reperti litici ed ossei della Grotta di Sant’Angelo. I ritrovamenti archeologici nella zona dei giardini, con iscrizioni, monete, bronzi, vasi e l’individuazione della prima cinta muraria del IV secolo a.C., estesa sino all’attuale campo “campo boario”, ci dicono sicuramente che Ostuni è stata città messapica. Probabili luoghi di culto messapico in Ostuni sono la Chiesa rupestre della Madonna della Nuova e la Grotta di S.Maria d’Agnano.Dopo la distruzione della Ostuni Messapica, non si sa se la città risorge all’epoca romana: di questo periodo ci è rimasto solo un tratto di acquedotto con volta a tutto sesto, che parte dalle mura nei pressi della Chiesa Santa Maria della Stella e si interrompe lungo la strada che porta alla stazione. Molte delle attuali masserie, comunque, sorgono su resti delle ville romane e parecchi nomi prediali in “ano-ana’ delle contrade ostunesi (Agnano, Citrignano, Lardagnano, Sessana), sono segni di sicura romanità. Pure della dominazione Longobarda (VII-IX secolo) non è rimasta traccia visibile. Coi Longobardi sorgono i ‘casali”, nuclei di case edificati intorno a piccole chiese, un lungo periodo di stabilità fa rifiorire l’agricoltura e la vita civile, dopo la guerra tra Ostrogoti e Bizantini. Il diritto longobardo porta in campo contrattuale e nei rapporti famigliari sostanziali innovazioni, che sopravviveranno per secoli. Tornato il dominio bizantino nel IX secolo, Ostuni nell’ 876 diviene centro fortificato sotto l’imperatore Basilio il Macedone ed è eretta a sede vescovile, diocesi di rito greco. Fremiti basiliani, lasciata la Cappadocia perché minacciati dai Turchi e dall’iconoclasta imperatore d’Oriente, Leone III Isaurico, edificano la chiesetta e il cenobio di San Biagio. L’arte bizantina mette subito radici nella zona e la sua influenza permarrà per molti secoli come si rivela dalle pitture rupestri della Madonna della Nova (secolo XIV) e dal portale della parrocchia dello Spirito Santo che è del 1600. Con i “Normanno-Svevi”, secoli XI-XIII, il Vescovo ottiene il diritto di decime e nel 1148, sorge stilla cima della città vecchia un castello di forma triangolare con tre toni, che poi formeranno lo stemma civico di Ostuni. Nel 1185, un decreto di Tancredi autorizza il popolamento del porto di Petrolla che poi diverrà Villanova. Un documento del 1120 ci rivela, che la vita amministrativa della città è gestita dal ceto patrizio dei “bonorum hominum” e che gli stessi avranno l’esclusivo compito di eleggere il sindaco fino al secolo XV. Sconfitto e morto Tancredi, nel 1194 subentra la dinastia Sveva con Enrico VI, cui si sono opposti, invano, la Chiesa e i Normanni suoi vassalli. Coincidendo la dominazione sveva con le crociate, Ostuni e il suo porto Petrolla conosco un notevole sviluppo. Dura circa due secoli, dal 1266 al 1442, il periodo Angioino, caratterizzato da centralismo amministrativo ed esosità fiscale.Il castello e la strategica ubicazione sulla via Traiana tra Roma e Brindisi, fanno divenire Ostuni città di regio demanio dal 1276 al 1294 ed è dotata di poderose mura. Nel 1277, al posto della distrutta Petrolla, re Carlo ordina la costruzione di Villanova. Nel 1420, è ceduta a Giovanni Antonio del Balzo Orsini, principe di Taranto, il più potente feudatario del regno. Gli anni della dominazione “Aragonese” registrano uno sviluppo economico e culturale: rifioriscono i commerci, si riedifica la Cattedrale (1469-1495) in stile romanico-gotico; si ampliano a mezzogiorno le mura angioine per contenere il nuovo borgo e si rinforzano gli altri lati. Devoluta alla corona di Spagna, Ostuni rimarrà spagnola sino alla fine del 1600. Liberatasi nel 1559 con un esborso di 51.000 ducati del feudatario Ferdinando Lofferdo, marchese di Trevico, Ostuni entra in possesso dei corpi feudali delle difese di Chiobbica, San Salvatore e Figazzano. Nel 1567, gli spagnoli muniscono il litorale di torri (S. Leonardo e Pozzella), che col castello di Villanova costituiscono la nostra difesa costiera. Dopo 80 anni di regio demanio, per le enormi spese della guerra dei Trent’anni, Ostuni nel 1639 è venduta da Filippo IV re di Spagna al mercante Giovanni Zevallos, nominato duca nel 1644. L’esproprio da parte dei Zevallos di quasi tutte le entrate della città; il ristagno dell’economia e dell’edilizia causato anche dalla chiusura del porto di Villanova nel 1650; l’emigrazione della maggior parte delle famiglie nobili, segnano la grave decadenza di Ostuni. Se si eccettua il decennio francese (1806-1815), Ostuni rimase ininterrottamente sotto il dominio dei “Borboni”, dal 1734 all’unità d’Italia. Re Carlo, incoronato a Palermo nel 1735, affiancato dal marchese di Montealegre e poi Tanucci, persegue il rinnovamento dello stato, la crescita economica, una corretta ed unitaria politica fiscale con l’introduzione del catasto onciario; stipula il concordato con la Santa Sede; rinnova le forze armate. In anticipo su tutto il Regno, di Napoli, Ostuni compila il suo catasto nel 1737 e conosce per tutto il’700 una significativa committenza artistica laico-religiosa ed un fervore edilizio Da ricordare, tra l’altro: il monastero delle Monache Carmelitane e l’annessa nuova chiesa S. Vito Martire; il ponte che congiunge il Seminario al Palazzo Vescovile; la costruzione della guglia di S.Oronzo, opera dell’ostunese Giuseppe Greco; la nuova chiesa di San Francesco di Paola; il coro ed il campanile della Cattedrale. A fine secolo, anche Ostuni è attraversata da tumulti e lotte intestine, sull’onda degli echi della rivoluzione francese. Nel 1808, in esecuzione della legge sull’abolizione degli ordini religiosi, si chiudono i conventi dei Minori Conventuali, dei Dominicani, dei Paolotti, dei Riformati e dei Cappuccini. Rimangono solo i monasteri di clausura delle Benedettine e delle Carmelitane

Date importanti: Feste religiose e civili

San Biagio, 3 febbraio; Santo patrono della cittadina. Processione del Venerdì Santo, Pasqua

Festa Madonna della Nova, Domenica successiva a Pasqua; per tradizione, gli ostunesi si recano in visita al Santuario, per poi consumare sul posto un dolce a forma di colomba con al centro un uovo sodo, la “Palomma”.

Corpus Domini, Giugno. San Pietro, 29 Giugno

Madonna della Grata Prima Domenica di Agosto  

Le Manifestazioni Folkloristiche

       Corteo storico-biblico dei Magi, 6 Gennaio
       Notte di 5. Giovanni, 24 Giugno
       Estate Ostunese, Luglio e Agosto

Cavalcata di S. Oronzo, Agosto; La pluri secolare tradizione della ‘Cavalcata”, le cui origini non sono accertate, si ripropone ininterrottamente dal 1793 ogni anno, in occasione della solenne processione di Sant’Oronzo protettore della città dalla seconda metà del 1600. Nel 1657, Ostuni ed altre località della Terra d’Otranto furono risparmiate dalla peste, grazie al miracolo attribuito a Sant’Oronzo. Di qui la devozione degli ostunesi di recarsi in processione al santuario eretto in suo onore sui costoni del Monte Morrone nella prima metà del 1600, per prelevarne la statua in cartapesta e portarla a spalle in Ostuni. Nel 1788, grazie al nobile Pietro Sansone e ai “vaticali’ (carrettieri che assicuravano il trasporto delle derrate tra città e campagna), la statua di cartapesta viene sostituita con una d’argento Realizzata dall’artista napoletano Luca Baccaro, all’arrivo in Ostuni, è scortata proprio dai “vaticali” a cavallo. La divisa dei cavalieri, richiama il periodo napoleonico: casacca rossa, pantaloni bianchi, cappello cilindrico con pennacchio bianco-rosso; il cavallo, oltre ai vari finimenti tutti lavorati, è coperto da una gualdrappa rossa trinata di bianco e ricamata. Un trio di “bassa musica” flauto-tamburo e cassa, suona per le strade della città il tradizionale motivo della “Cavalcata” durante la novena che precede la festa patronale e la processione del 26 agosto che, partendo dalla Cattedrale interessa il centro storico, i rioni ottocenteschi, la nuova zona commerciale. La manifestazione della ‘Cavalcata”, strutturata su tre giornate, 25-26-27 agosto, è seguitissima in Ostuni ed all’estero. Nel 1998, oltre al consueto alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha anche ottenuto la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.

Le Sagre, le Fiere e i Mercati

•    Sagra dei Vecchi Tempi, 15 Agosto.

•    Fiera di 5. Giuseppe, 18 Marzo.

•    Fiera di 5. Ferdinando, 19 Maggio; la fiera del bestiame.

•    Fiera di 5. Oronzo 26Agosto; Santo protettore.

• Mercato settimanale, il Sabato.

 

I MUSEI

Museo delle Civiltà Preclassiche della murgia meridionale; ospita “Delia, la gestante rinvenuta nella grotta d’Agnano risalènte a circa 24.000 anni fa.

Cosa riscoprire...

Le grotte della Selva, S. Lucia, S. Angelo; Rissiedi e Carestia; Esplorazioni sistematiche di queste grotte, hanno portato alla luce consistenti tracce di vita preistorica.

Grotta di S. Maria D’Agnano; le ricerche iniziate nel 1991, hanno evidenziato testimonianze dal Paleolitico sino al Medioevo. La frequentazione più antica è dal Musteriano al Gravettiano (24.000 anni fa); a quest’ultimo si riferisce la gestante “Delia” di circa venti anni, rinvenuta in posizione contratta, con i resti di un feto ad uno stato di sviluppo avanzato. Il corredo funerario comprende bracciali di conchiglie forate ai polsi, un copricapo sempre di conchiglie, strUmenti litici e resti di fauna.

Le Specchie di contrada Morrone, Bagnardi, Carestia, Specchia, Donnagnora, Citrignano e Casamassima; risalgono al neolitico e se ne possono ancora osservare i resti. Trattasi di costruzioni a secco a forma di torre conica dalle notevoli dimensioni, in origine forse monumenti sepolcrali, poi utilizzati come torri di avvistamento e difesa.

Lama Pilone, Villanova-Mangianiuso, Masseria Sansone -Lamaforca-Caposenna-Agnano; Chiesa della Madonna della Nova, Santuari di S. Biagio e S. Oronzo. Ubicati sulla costa e sulla collina ostunese, rappresentano tracce notevoli di questo fenomeno socio culturale-religioso, iniziato nel VII secolo d.C. e protrattosi sino al 1200. Quasi tutti questi insediamenti sono ricchi di affreschi dei monaci basiliani.

Quali monumenti visitare...

 Monastero claustorale delle Benedettine; del secolo XVI.

Chiesa di S. Giacomo in Campanella; la sua costruzione risale al 1423.

Chiesa di S. Maria della Stella; l’antica chiesetta costruita lungo le mura accanto ad una piccola porta di accesso alla città, la porticella”, risale al 1472; quella attuale e del 1800. Restaurata sapientemente dall’omonima confraternita, si affaccia luminosa sulla splendida marea di ulivi secolari che incorniciano la vallata sino al mare.

Chiesa dell’Annunziata; del secolo XVI, conserva la tela della Madonna della Pietà, opera del Veronese.

Cattedrale; costruita tra il 1469 e il1490, dedicata all’Assunta, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902, per la splendida facciata dalle linee tardo-gotiche rimasta immune da rifacimenti e restauri.

La Guglia di Sant’Oronzo; dell’Ostunese Giuseppe Greco, nel 1771 su incarico del Vescovo Scoppa. Recentemente restaurata.

Chiesa di S. Vito Martire; conosciuta col nome di “Monacelle”, perché serviva l’annesso monastero claustrale delle Carmelitane; edificata tra il 1750 e il 1752, evidenzia l’inizio del rococò in Ostuni.Chiusa al culto. Ospita “Delia”, la gestante rinvenuta nella grotta d’Agnano risalente a circa 24.000 anni fa.

Chiesa di S.Pietro; dall’interno in sobrio stile barocco. Secolo XVII. Serve ancora oggi il.Monastero delle Benedettine.

Chiesa di S. Francesco; in piazza della Libertà, risalente al XIV secolo; l’attiguo convento è oggi sede del Comune.

Borgo Antico; un autentico gioiello dal fascino inconfondibile per la pittoresca identità urbanistica.E’ definito dagli ostunesi “La Terra”.Dipinta esclusivamente di bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano, detto il monte di Ostuni.                Dipinto esclusivamente di bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano, detto il monte di
Qui è tutto un moltiplicarsi di piani, un saliscendi di scale e scalette, un aggrovigliarsi di stradine e vialetti, un susseguirsi di archetti e cavalcavie. Sulla sommità si ergono la mole della Cattedrale e il Palazzo Vescovile.

Chiesa del Purgatorio ed artistico oratorio; del secolo XVIII. Restaurati a cura della confraternita. prima parrocchia fuori le mura eretta nel 1663, per le esigenze del “Borgo Grande”, ha un portale rinascimentale dall’iconografia bizantina.

Chiesa del Carmine; del Secolo XV.

Chiesa della Madonna della Grata; del Secolo XVI.

Chiesa della Madonna degli Angeli; meglio conosciuta come chiesa dei Cappuccini (secolo XVI).

  Le masserie;

numerose e architettonicamente rilevanti nel territorio: Agnano, Rialbo di Sopra, Spagnulo, Refigerio, Averne, Magiamuso, Carestia, Chibbica, Satia, Salinola, S.Benedetto, Paradiso, Camere, Santo Scalone, Tutòsa, Monticelli, Pioppo, Guappi, Ferri, Citrignano, Molillo, Padolecchia, Morrone, Traghetto, San PaoloGrande, Tamburroni, Grottone Per l’articolata organizzazione, i complessi masserizi costituirono nuclei urbani autonomi, centri propulsori di lavoro agricolo, di riferimento religioso e di controllo amministrativo.

Cosa offre il territorio...

•       Bosco di S.Oronzo.

•       Bosco di S. Biagio.

•       Bosco Lamacoppa.

 

Ultimo aggiornamento: 26-04-04