Il karate (mani vuote) è un'arte marziale sviluppata in Okinawa, ma diffusasi nel primi decenni del secolo in Giappone, grazie ad alcuni maestri, tra i quali l'esponente di spicco Gichin Funakoshi, precursore dello stile Shotokan, probabilmente il più diffuso nel mondo.

Si caraterizza per l'usodegli arti superiori e inferiori, e del fondamentale apporto dato dalla rotazione delle anche nell'esecuzione delle tecniche.

Dopo gli anni '50, vennero studiate le modalità per il combattimento sportivo, in origine non previste, se non nelle forme consentite dello studio nel Dojo.

Inizialmente i giapponesi, padroni di casa, dominarono per anni le competizioni, fino a quando la scuola europea, compresa quella italiana, intese la pratica del combattimento (KUMITE), come momento dell'esaltazione delle capacità dell'atleta sotto il profilo sportivo. Infatti gli studi fatti, come i risultati ottenuti, tesero allo studio delle capacità coordinative e condizionali (Forza,Velocità e Resistenza) nelle varie accezioni, impostando il lavoro dei tecnici, sempre di più alla ricerca scientifica, come peraltro in tutti gli sport olimpici.

I risultati ottenuti, nel campo sportivo, hanno dato ragione a questo tipo di lavoro.

Ma si può ridurre il karate a solo un'espressione di gesto sportivo o la maggioranza dei praticanti cerca qualcosa di più trascendentale?

Purtroppo in molte palestre, si studia prevalentemente il karate scientifico, lasciando da parte lo studio del karate originale, così come era nato, cioè la difesa personale e l'apporto che questa arte marziale può dare mentalmente alla persona.

Noi da parte nostra, cerchiamo di fornire una risposta a questi aspetti, riservando un terzo dell'allenamento al Kumite e il restante allo studio delle origini del karate.

Home