...le riflessioni (!!!) del neoassunto (chissà per quanto ancora in servizio!)

Danilo Nardi

 

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Il primo Giorno di Scuola...

La professoressa Bianchini bussa timidamente alla porta della Vicepresidenza :” Sono l’insegnante di lettere che forse attendevate, vengo ora dall’Ufficio Scolastico Provinciale, ecco la mia nomina”.
Viene accolta da un’indaffaratissima Vice Preside, intenta a discutere contemporaneamente con un bidello e con un gruppetto di studenti che vorrebbero un permesso di uscita anticipato, la quale
trova a stento il tempo di sorridere alla nuova collega e di indicarle le classi a cui è stata assegnata, non senza un sospiro di sollievo dovuto al fatto di non dover più provvedere a colmare il vuoto, dovuto a quel posto ancora vacante, con sostituzioni orarie.
Le indica molto velocemente i nomi dei docenti coordinatori di classe e di materia poi la indirizza alla segreteria amministrativa per gli adempimenti burocratici, non senza aver aggiunto, tra un rimprovero a uno studente e un occhio all’operatore scolastico con cui stava parlando, che il Preside è al momento fuori sede per servizio.

Vi sto raccontando il primo giorno a... scuole:

volutamente a, e non di, visto che assai raramente il mio primo giorno d'insegnamento in una  scuola ha coinciso con il primo giorno di scuola degli studenti;
e, e non a, dal momento che quasi sempre l'inizio delle lezioni ha per me significato una nuova scuola e quindi tante... tantissime scuole(e città, e province... e regioni: grazie Sig. Ministro per avermi fatto conoscere meglio il patrio suolo).

Penserete che sia impazzito! Ma tu non sei la professoressa Bianchini! La professoressa Bianchini è proprio quella del sito INDIRE...! Hai copiato! Forse è un po' tutto vero (forse!): fatto sta che la situazione proposta fotografa il mio ingresso a scuola di tanti (troppi!) inizi d'anno negli ultimi otto.

Mi si propone di riflettere sugli errori commessi (chi? e come?). Molto bene. Facciamo un passo indietro. Qualche giorno prima della presa di servizio, la dott.ssa Bianchini ha saputo che l'Ufficio Scolastico Provinciale avrebbe provveduto alle nomine del personale docente (tra un primo giorno di scuola e l'altro, il superamento di qualche concorso... ordinario e non, la professoressa Bianchini ha assistito, senza nemmeno saperlo, al cambiamento del Provveditorato agli Studi in Ufficio Scolastico Provinciale). Come ha saputo delle nomine? Ovviamente telefonando ogni giorno per qualche decina di giorni, ma spesso per qualche mese, all'Ufficio competente che, in barba a tutte le disposizioni di legge, circolari ministeriali, regi decreti, editti e pacche sulle spalle, procederà alle nomine quando in comodo, comunque ... entro e non oltre (ma non dovrebbe bastare entro?) le calende greche. Ad ogni buon conto riesce finalmente a conoscere una data (quasi) certa.

Il fatidico giorno si reca presso l'ufficio e, dott.ssa Bianchini, viene presa a pesci in faccia da tutti, a cominciare da un usciere capo (soprattutto capo) che la redarguisce sull'uso delle sedie, scrivanie... ed arredi vari:

non ci si può appoggiare con il fondo schiena su una delle tre scrivanie vuote poste nell'andito, pena la fustigazione, quando, ovviamente, non si vede una sedia libera nemmeno a pagarla oro; non ci si può ammassare Tutti... dentro il corridoio (per altro estremamente angusto): in effetti non è colpa sua se fuori piove e Tutti quanti si ostinano ad usare l'ombrello bagnando il pavimento appena entrati (la pena prevista è l'annegamento nel Flumendosa; conosciuta la pena la dott.ssa Bianchini si rincuora: trovarne di acqua nel Flumendosa..., quindi entra nel corridoio e bagna il pavimento, di porta-ombrelli nemmeno l'ombra!); ma chi sono poi quei Tutti : Dott. colleghi della dott.ssa Bianchini, naturalmente: che ignorantoni! 

La lista delle angherie che la dott.ssa Bianchini deve sopportare prima di arrivare a sera (ma a volte, giunta la sera, è stata rimandata all'indomani) con il sospirato foglietto di nomina in mano è ancora lunga ma... l'importante è che, entrata dott.ssa , la Sig.ra Bianchini esce dall'Ufficio Prof.ssa.  

Chi ha sbagliato? Il Ministro, il Provveditore, il personale dell'Ufficio Scolastico Provinciale, l'Usciere Capo; certamente no! è stata la dott.ssa Bianchini che avrebbe dovuto urlare il suo sdegno, perchè tutti (questa volta con la "t" minuscola) hanno contribuito a crearLe una situazione di estremo disagio (e non diciamo altro), senza minimamente preoccuparsi di Lei!

Questa la premessa. Ma la Prof.ssa Bianchini ha sbagliato ancora quando ha preso servizio: doveva pretendere urlando (ancora una volta)  l'attenzione del Vicario perchè, arrivata a Scuola ad anno scolastico iniziato, si trovava ad affrontare una situazione di difficile governabilità, senza essere messa a conoscenza della realtà delle classi in cui avrebbe dovuto lavorare, delle deliberazioni del C. d. C, delle decisioni dei gruppi di lavoro per disciplina, degli atti riguardante la didattica assunti dal Collegio Docenti.

Ancora: man mano che passava il tempo i docenti coordinatori del consiglio di classe, i docenti coordinatori di materia, ma ancor più il Dirigente Scolastico ed il Vicario, insieme con il Docente Funzione Obiettivo per l'Accoglienza non si sono fatti vivi presso la ssa Bianchini, impegnata nel frattempo a cercare l'aula di disegno, il laboratorio di informatica, le postazioni per poter consultare (mai liberamente!) le fonti reperibili in rete, una fotocopiatrice utilizzabile (mai liberamente!) per le esigenze della didattica......... Non dovrebbero essere tali Figure (Vicario, Funzione obiettivo,...) a preoccuparsi che i loro neo-Colleghi siano messi in condizione di lavorare nel migliore dei modi (visti anche i loro incarichi istituzionali)? Certamente no! La Prof.ssa Bianchini ha sbagliato ancora: doveva pretendere urlando (una volta di più)  l'attenzione di Coloro i quali avrebbero dovuto prestargliela!

Cara professoressa Bianchini vada a leggersi il documento allegato alla pag. 3 del presente laboratorio ( IL PRIMO IMPEGNO DEL DOCENTE.doc): dovrebbe servirLe a capire perchè Lei ha sbagliato (io proprio non l'ho capito: non mi sembra ci sia alcuna attinenza tra quanto esposto nel documento e quella che è attualmente la Sua situazione!)

Cara professoressa Bianchini, Lei è proprio una frana!

Cara professoressa Bianchini, tuttavia, Lei ha tutta la nostra solidarietà e stima: ha cominciato a lavorare quando nessuno le aveva detto come fare, si è impegnata nell'attività didattica, ha sbagliato non rompendo le... uova nel paniere a nessuno, ma ora che ha potuto seguire un corso organizzato proprio per lei (?) non potrà dire di non avere le idee chiare! Ora sì che saprà come comportarsi!

Vorrà dire, cara professoressa Bianchini, che chiederò a Lei!

 

 

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