TESTI

 

GOTICO

Tutto iniziava quando fissava l’abisso...
Fissava l’abisso e l’abisso fissava lei...
Entrava nell’oscurità dove follia e illuminazione giacciono una accanto
all’altra...riuscì a firmare il suo testamento all’età di 17 anni.... Il frutto
maledetto d’un rapporto gay fra Baudelaire ed il marchese De Sade...
Un viaggio folle a Villa Diodati....
Cosa si farebbe per il cazzo.... No ! Non l’ho detto io,è venuto dall’altra
stanza.... O dai SOTTERRANEI !!!
C’erano dei serpi malefici...dei serpenti malefici...delle serpi malefiche
che strisciavano lente sotto il tappeto...una mi era entrata nel ventre e
mi stava divorando l’intestino....
Una collana di perle si spezza e cadono per terra tutte assieme...
Una tenda fatta di perle come quelle che ci sono in oriente...
Le porte della percezione sono ancora aperte...SQUARCIO LA TENDA!!!
L’aria puzzava di sudore,sangue,tabacco,pelle....pelle
Un bouquet di fiori aveva preso vita!!!
I colori s’innalzano,lasciano i fiori...si trasformano...blu!..verde! Il verde
brillante diventa marcio...si distorgono...sono gigantesche piante
carnivore...!!!
Non riesco a reggere la metamorfosi...distolgo lo sguardo con una risata
sguaiata...con una risata sguaiata... Delle scale portano giù nei sotterra-
nei ed una voce suadente m’invitava giù dove l’oscurità ardeva di una
luce innaturale e le ombre si contorcevano.

 

UNA STORIA D'AMORE

Troppi scritti,troppi spartiti,sono stati gettati dalla finestra...
e chi farà un degno funerale alla nostra storia?
Vento di mare...il braccio destro completamente martoriato...e chi farà
un degno funerale alla nostra storia?...ora che ci è stato distrutto tutto,
si sono introdotti ed hanno fatto man bassa della nostra sporca...
STORIA D’AMORE....
E le catene al collo...ed i tatuaggi sul collo...
E le catene al collo...ed i tatuaggi sul collo...
E le lacrime sulle guancie....non ho voglia di mangiare ora amore mio,
non ho voglia di mangiare ora amore mio...
FORSE HO VOGLIA DI MORIR !
Troppi scritti...troppi spartiti sono stati gettati dalla finestra...
e chi farà un degno funerale alla nostra storia? Alla nostra storia....si
sono introdotti ed hanno fatto man bassa della nostra sporca storia
d’amore...
E le catene al collo....ed i tatuaggi sul collo e le lacrime sulle guancie...
non ho voglia di mangiare ora amore mio...
FORSE HO VOGLIA DI MORIR....

 

IL CARRO

Quando il carro passava ci spaventavamo sempre tutti...e pur la casa
tremava...e pur la casa tremava...il lampadario ondeggiava,i muri tre-
mavano e l’intonaco si staccava a pezzi...e le finestre sembrava che
dovessero cadere da un momento all’altro...CHE SPAVENTO!!!
Io mi rintanavo sotto le coperte dove il respiro si faceva affannoso,il
fiato si vaporizzava ed io sudavo sudavo....ma ne valeva la pena...ma
ne valevano le pene? .....perchè se il ..CARRO !!!!
Fosse passato mentre io ero tranquillo con la testa fuori dalle lenzuola...
c’era pericolo...che gli occhi mi saltassero fuori dalle orbite e i denti
folli mi avrebbero fatto a pezzi la lingua...e le orecchie come fontanel-
le,le fontanelle come orecchie...avrebbero sgorgato sangue a volontà,
a volontà.... IL CARRO !!!!!!!!
Poi una notte vidi un ghigno nelle tenebre,uno schioccar di mascelle
che si faceva sempre più vicino...più io avevo paura...e più lui si avvici-
nava...più lui si avvicinava e più io avevo paura....più io mugolavo dal
terrore e più lui rideva....più lui rideva più io mugolavo dal terrore...ed
io cadevo in un vortice di follia e tutti i peli del mio corpo si rizzavano
ed ogni cellula urlava... Quando il carro passava ci spaventavamo
sempre tutti....e pur la casa.....

 

GESU'

Prego,le mani giunte,screpolate, rami informi ,trasudano odio e avidità...
contorte e spaventate si apiccicano una all’altra....
Inginocchiatoio...becero altare della divina pietà, legno ruvido e marcio,
nodoso simulacro...
Lotte di gocce d’acqua, mielosi cristalli ispiratori di meschine liriche,ba-
gnano il volto scomposto e disperato... Cado disteso nel fango,aspetto
che Gesù vizioso scenda dalla croce, mi posi un bacio sulla guancia,
rida delle mie sventure e mi prenda la mano....pestilenziale Messia!...
Sputo capelli e lamette, odio e amore si intrecciano in fondo all’acqua
sporca e torbida che è la mia anima...gli occhi febbricitanti e la gola ar-
sa.... Odo un monotono bisbigliar... Ma questa è la casa di Dio?....
Lo guardo...mi guarda...rompe i chiodi,scende,mi bacia, sento la lingua
sua frugarmi in bocca......rido....svengo.

 

PATHOS

Pathos, pathos, PATHOS....l’io è il Supremo...
Pathos, pathos, PATHOS....l’io è il Supremo...
Scalcia e sbatte il cranio contro il muro...non siamo noi i padroni della
nostra esistenza...l’io è il Supremo...
Avviciniamoci di più,addentriamoci nella ferita...avviciniamoci di più,
bollicine che scoppiano e si riformano...avviciniamoci di più...
Tutto finisce e la linfa rossa che cola...che copre completamente l’oc-
chio destro, che scivola in bocca fino ad assaporare la saliva....
L’io è il Supremo... L’io è il Supremo...
C’è una tavola imbandita...sorvoliamola...c’è una tavola imbandita...
avanzi di pasta,pezzi di carne,una cadaverica messa in scena...
Gran ghignole dell’ingordigia,gran ghignole dell’INGORDIGIA....
Il massacro che è avvenuto su quella tavola non ha avuto limite...
Il massacro che è avvenuto su quella tavola non ha avuto limite...
Teatro del dolore...TEATRO DEL DOLORE!......PATHOS......

 

IL BRACCIO DESTRO

Il braccio destro come corda attorcigliata...e sbatte via le bottiglie dal
tavolo con un sol colpo...e la cabina che con la sua bocca sdentata
ti attira nelle viscere dello scafo...il sale che brucia forte sulle gote,con
l’occhio sinistro coperto dalla cataratta e la faccia di Anita che si con-
torce sulla spalla,il battello che a prua è la vita...
E A POPPA E’ LA MORTE...la centesima volta l’ancora che va a sbat-
tere nel fondo del tuo cuore,le strane strisce gialle dei tuoi capelli, i
profondi solchi del viso bruciato dal sole...e sei ancora al timone del
tuo scassato vascello...il mare nero come la tua anima...sei nato dal-
l’acqua scura,sei nato dall’acqua scura.... La notte si infilava come
stelle filanti sulla tua testa...è ora di impegnarsi tanto come in quei mo-
menti....del tuo...del tuo braccio destro come corda attorcigliata,
COME CORDA ATTORCIGLIATA....e della gamba che batteva forte
sulle marcie travi della tua vecchia bagnarola...del battello che ha resi-
stito per tanti anni alle tempeste,PER TANTI ANNI ALLE TEMPESTE...

 

RIFLESSIONI NOTTURNE

Tutto cominciò il giorno che vidi Gesù disteso nel mio letto...nel mio
letto; poi lo vidi nel piatto dove stavo mangiando....
Mi dissero che morì sulla croce come un emerito pezzente con i piedi
e mani immerse in un eterno calvario....
Mi vennero a prendere a casa,lui mi maledì fra le sue genti...e danzò
sul mio cervello...cervello....
Una vecchia si martoriava i seni in segno di espiazione...
Mi dissero che esiste un’arca e che tutto iniziò da lì...
Ho un’osso ricurvo che mi esce dalla fronte...
Il mio polso sinistro ha un bracciale che segna il tempo del mio martirio..
dalla mia bocca esce il male, nel mio cuore c’è il bene, il mio palmo
aperto è il male,il mio pugno chiuso è il male....il mio palmo aperto è il
bene, il mio pugno chiuso è il bene....
NON MORIRO’ COME UN EMERITO PEZZENTE..........IO!!!!
Mi dissero che esiste un’arca e che tutto iniziò da lì....
Il costato sta già sanguinando...sulle mie mani ci sono dei buchi....
Ho un’osso ricurvo che mi esce dalla fronte...
Esiste un’arca...esiste un’arca....ma esiste un’arca?
e che tutto iniziò da lì.....
Mi dissero che morì sulla croce come un pezzente....
Mi dissero che naque in una mangiatoia e morì sulla croce come un
emerito pezzente.....



testi di Cristian Natella

 


HOME PAGE
BIOGRAFIA
CD
MP3
NEWS
RACCONTI
FOTO
CONTATTI
LINKS