dal "manifesto" del 13 Giugno 2000

"Grazie nonno"
ITALIA Una famiglia su quattro sopravvive grazie alla pensione del suo componente più anziano
M.D.C. - ROMA
 

Il 24 per cento delle famiglie italiane, una su quattro, tira avanti grazie alla presenza del nonno in casa, più precisamente della sua pensione. E' quanto emerge da una ricerca dello Spi-Cgil sul rapporto tra pensioni e famiglie povere. Mette tra l'altro in evidenza come in Italia la redistrubuzione del reddito pensionistico (un quarto da lavoro) all'interno del nucleo familiare sia molto più diffusa che negli altri paesi europei.
Andiamo con ordine: in Italia i parenti anziani convivono sotto lo stesso tetto con i più giovani (figli e nipoti) cinque volte di più che nel resto d'Europa: sono il 5% (circa tre milioni di persone) rispetto all'1% di Inghilterra (678 mila) e Germania (671 mila). La ricerca per forza di cose prende in considerazione, per quanto riguarda i giovani, il problema endemico della disoccupazione, che il più delle volte impedisce loro di "uscire" da casa, dipendendo così più a lungo dai genitori, in questo caso anche dai nonni pensionati. Più in generale i giovani, disoccupati e non, ricevono dai nonni mediamente l'11% della loro pensione contro l'1% di Inghilterra e in Germania. I familiari che maggiormente beneficiano del reddito del nonno, o della nonna, sono sì soprattutto i giovani disoccupati (il 28%), ma tra i "mantenuti" o i parzialmente tali, ci sono anche studenti (11%) e lavoratori sposati (19%) che non ce la fanno a far quadrare il bilancio familiare. Le media degli altri paesi in quest'ultimo caso è quasi 5 volte inferiore. Le difficoltà economiche sono molto più presenti nel sud rispetto alle regioni del nord, dove, tra l'altro, molto spesso la pensione è da lavoro dipendente, quindi molto più alta (del 40%) di quella sociale, più diffusa nel meridione.
"L'Italia - dice Raffaele Minelli, segretario generale del sindacato dei pensionati Cgil - è un paese che vede una situazione esplosiva dal punto di vista del mercato del lavoro, e penso al sud in particolare. Per tenere in vita la tenuta del sistema, la famiglia, e quindi i pensionati, fino ad oggi hanno assicurato una capacità di redistribuzione del reddito decisivo per superare questa situazione di povertà. Più che un problema di pensioni - sottolinea - in Italia abbiamo un problema di tasso di attività con una percentuale di persone che lavorano tra i 30 e i 50 anni nettamente inferiore a quello degli altri paesi europei". Secondo la ricerca infatti la percentuale dei giovani disoccupati che riceve sostengo all'interno del nucleo familiare è dell'85% a fronte di appena il 40% nel Regno unito e del 55% in Germania.
"Se c'è tanta gente che non lavora o non trova un'occupazione - conclude Minelli riferendosi all'azienda Italia - è anche molto difficile sostenere uno stato sociale adeguato. La situazione comunque non è esplosa perché come dimostra questa ricerca c'è un importante ruolo calmieratore all'interno della famiglia con un ruolo significativo dei redditi da pensione".