da "Liberazione" del 20 ottobre 2000
La sentenza confermata in
Cassazione. Il difensore: «Neghiamo che sapesse dei conti Sacisa e Reno»
Cesare Romiti condannato per i soldi
a Craxi
La quinta sezione penale della Cassazione ha
confermato la condanna nei confronti di Cesare Romiti, togliendo dalla pena 20 giorni di
reclusione perché lillecito non è più previsto dalla legge come reato, su una
condanna di un anno per il reato di frode fiscale. Annullata la pena a un mese di
reclusione per Francesco Paolo Mattioli. Il dispositivo della sentenza dice: «Annulla
senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Francesco Paolo Mattioli perchè il
reato continuato ascrittogli è estinto per sopravvenuta prescrizione; annulla senza
rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Cesare Romiti, limitatamente alla
imputazione di cui al capo B della rubrica, perchè il fatto non è previsto dalla legge
come reato ed elimina il relativo aumento di pena di 20 giorni di reclusione e lire 200
mila di multa; rigetta il ricorso di Romiti nel resto e quello di Mattioli agli effetti
delle statuizioni civili; rigetta il ricorso del procuratore generale; rigetta il ricorso
delle parti civili rappresentate dallavvocato Ugo Giannangeli; condanna Romiti e
Mattioli in solido al rimborso delle spese sostenute dalle parti civili». «Neghiamo che
Romiti sapesse che esisteva il conto Sacisa». Così aveva detto lavvocato Vittorino
Chiusano che assieme a Franco Coppi difendeva Cesare Romiti, sintetizzando la posizione
dellex amministratore delegato del Gruppo Fiat, nel corso delludienza in
Cassazione. Il problema riguarda i conti esteri Sacisa e Reno (36 miliardi sul primo e due
miliardi sul secondo), ignorati nel bilancio consolidato Fiat e ritenuti dallaccusa
una riserva extracontabile di fondi neri. Per Chiusano «questo falso in bilancio non ha
rilevanza perché ammonta solo allo 0,008% del fatturato del Gruppo Fiat, pari a 60 mila
miliardi». I fatti riguardano i bilanci tra il 1984 e il 1992. In questultimo anno
sarebbe stata pagata una tangente di quattro miliardi al Psi, fatto per il quale Romiti è
stato condannato. Nella sua arringa il difensore dellex amministratore delegato
della Fiat aveva anche messo in luce le conseguenze derivanti da un verdetto di condanna:
Cesare Romiti non potrà ricoprire incarichi societari nelle banche e nelle assicurazioni,
per effetto dei codici di autoregolamentazione di questi settori, quindi niente ipotesi di
incarichi in Mediobanca. Può invece continuare a fare il presidente della
Rizzoli-Corriere della Sera, perché la condizionale sospende anche leffetto della
condanna accessoria circa il divieto di ricoprire per un anno incarichi societari.
Alludienza erano presenti anche numerosi operai della Fiat di Arese, in
rappresentanza di 150 operai costituitisi parte civile nel processo, in quanto i fondi
occultati non sarebbero stati calcolati nello stipendio alla voce dei risultati di gruppo.
ge. co.