Nasari e Santa Venera
la torre di Nasari vista dall'ingresso
  la torre di Nasari , posta su una collina, domina l'intera zona. 
Nella valletta sottostante accanto alla chiesa grotta di Santa Venera, vicino al torrente ed all'antica mulattiera che portava a Gala, sorgeva un palazzo padronale, la cui torre (vedi foto) è a portata ottica della torre di Nasari; purtroppo la costruzione ha subito, come si può vedere, una serie di interventi non esattamente mirati al recupero conservativo  



La grotta di S. Venera faceva parte del feudo concesso in enfiteusi dall'abate commendatario del monastero basiliano di Gala alla famiglia messinese dei Gregorio dalla quale passò a quella dei Di Giovanni e da quest'ultima agli eredi che attualmente ne hanno cura. Pare che sia stata abitata sin dai tempi più remoti e la tradizione vuole che ivi si fosse rifugiata una nobile giovinetta di nome Venera, per sfuggire all'ira dei fratelli che la volevano costringere a sposare un pagano; e qui ella visse,nutrendosi di erbe e dissetandosi con l'acqua sgorgante dalle rocce, fino a quando, scoperta,subì il martirio. Sempre la tradizione recita che in seguito a questo avvenimento, scaturì nella grotta una fonte sanguigna e miracolosa. Ma questo racconto non trova tutti concordi, alcuni, infatti, pensano che nella grotta si celebrasse un culto alla dea Venere e che questo sia stato sostituito, in era cristiana, da quello della giovane martire che si chiamò appunto Venera.

Lo storico Barberini azzarda un'ipotesi per la verità molto audace dicendo che la grotta di S. Venera sia da identificarsi con l'omerico antro di Polifemo; giustifica la sua teoria osservando che il luogo anticamente (quando ancor non esisteva la pianura preadiacente formata dai detriti del Longano) offriva una visione bucolica e pastorale, aderente alla descrizione omerica ancor più di quella di Milazzo.

Il Rossitto, nel ricordare che questa grotta viene menzionata nel diploma di Adelasia del 1105, fa una descrizione alquanto lirica del luogo esprimendosi con tali parole: "il tempio anteposto alla grotta è di forma quadrata di circa sei metri e mezzo per lato, con cupola di fabbrica ottangolare... Su due piedistalli, appoggiati ai due stipiti della porta d'ingresso, si vedono due rozze statue di calcare cristallino, rappresentanti i SS. Pietro e Paolo, scolpiti nel 1717... Sotto l'arco della finestra soprastante sorge la statua di pietra, semicorrosa, della Santa, scolpita dalla mano di Paolo Greco... L'interno del tempio è nudo e serve come di pronao, o vestibolo, all'antro in cui esiste l'altare col quadro della Santa, dipinto sopra lavagna... Le villanelle discinte e scalze che vengono a trarre l'acqua dal pozzo danno i voli all' immaginazione e trasportano ai primi tempi del cristianesimo, quando l'amore e la semplicità costituivano il carattere dei primi battezzati." Lo storico continua raccontando con dovizia di particolari la festa che si celebrava la notte del 25 ed il 26 luglio, un misto di sacro e di profano, e che venne in seguito proibita da don Domenico Gregorio nel suo testamento del 1718, perchè essa degenerava sempre in disturbi e disordini.

Accanto alla grotta di S. Venera pare esistesse un tempo un castello di cui è rimasta solo la torretta. Attorno ad esso è sorta la leggenda che il castello fosse stato abitato da una baronessa di Nasari, la quale amava condurre una vita mondana e scandalosa con tutti quei bei viaggiatori che passavano di là per raggiungere Messina o Palermo. Si dice che la nobildonna li ospitasse nella vicina torre di Nasari, dove, dopo aver soddisfatto le sue voglie, li faceva uccidere dai suoi bravi. Ancora oggi si trova qualcuno che crede che il fantasma della dama vaghi per quei luoghi.

la grotta di S.Venera. (foto Genovese G.)

Sull'architrave centrale è posto uno stemma in pietra

Attualmente la grotta, chiusa al culto celebrato in passato in rito greco, viene utilizzata nel periodo di Natale per l'allestimento di un caratteristico presepe.

 

arco in pietra facente parte dell'antico palazzo

SCHEDA

acquasantiera conservata nella nuova chiesa di S. Venera del Piano.

SCHEDA

antica statua lignea di San Biagio, conservata nella nuova chiesa di S. Venera del Piano.

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