Processione delle vare del Venerdì Santo dell'anno 1999

Come in varie località della Sicilia, anche a Barcellona Pozzo di Gotto molto sentite sono le manifestazioni relative alla settimana santa. Esse hano inizio con la celebrazione della Domenica delle Palme e trovano il loro culmine il giovedì ed il venerdì santo. Pittoresca appare la processione degli apostoli che in costume, per la ricorrenza del giovedì santo, sfilano per le vie della città, fermandosi nelle chiese nelle quali sono stati allestiti sontuosi Sepolcri, alla ricerca di Gesù. Prima di tale processione essi erano stati protagonisti del rito della Lavanda dei piedi, funzione molto seguita dalla gente. A questo proposito occorre ricordare che da sempre il popolo siciliano ha mostrato sensibilità verso questa manifestazione religiosa, basti pensare che già nel XIV secolo, Re Martino II, il giovedì santo, per guadagnarsi il favore popolare, chiamava tredici poveri, li vestiva, li sfamava, ed egli stesso eseguiva la Lavanda dei piedi (cfr.G.Beccaria, Re Martino, pp.142 - 148, Registro R.1397 - 1398, f.147).

Ma sicuramente la manifestazione più attesa è la processione delle varette del venerdì santo. Essa non si discosta da altri simili riti che hanno luogo in altre parti, soprattutto del Meridione: è singolare però che le processioni siano due e che avvengano contemporaneamente, una a Pozzo di Gotto e l'altra a Barcellona, come se i due Comuni in questa occasione tornassero a vivere la loro storia separatamente, per poi unificarsi con l'incontro simbolico delle due processioni sulla copertura del torrente Longano, torrente che un tempo ne segnava invece la separazione.

La processione delle vare, le quali rappresentano i momenti salienti della Passione di Cristo, trae probabilmente origine dalle sacre rappresentazioni che avvenivano anticamente anche in Sicilia: l'opera Resurrectio Christi di Marco De Grandi, segretario della Camera Regionale di Siracusa vissuto tra il 1418 e il 1495, può costituire una prova che tali rappresentazioni erano usuali in quell'epoca anche nella nostra isola. Ma è molto più probabile che la nostra processione derivi dalle famose Passioni, spettacoli aperti al popolo, che altro non erano che lavori di falegnameria, non erano infatti recitate e le immagini e gli artifizi venivano realizzati in legno e carta colorata: proprio una tale Passione venne realizzata a Messina nel 1508 sulla piazza del Monastero carmelitano, in occasione della visita nella città del vicerè Raimondo Cardona (cfr. F. Maurolico, Sicanarum rerum compendium, c.191 r.).

Delle nostre due processioni del venerdì santo, quella di Pozzo di Gotto è senz'altro la più antica e risale ai primi decenni del 1600. Pare che in origine a sfilare fossero solo quattro varette: l'Ecce Homo, il Crocifisso, l'Addolorata e il Cristo Morto, che veniva trasportato dai cosiddetti Giudei, uomini in vesti di soldato romano ma aventi sull'elmo un caratteristico ventaglio fatto di penne di pavone. Inizialmente a provvedere a tale processione vennero chiamate le Confraternite, i rappresentanti delle Arti e dei Mestieri ed alcune famiglie pozzogottesi. In seguito la processione si arricchì di nuove vare, e di nuovi patrocinatori, fino a raggiungere l'attuale rappresentazione.

l'Ultima Cena

U Signuri all'ortu

U Signuri a' colonna

Ecce Homo

(Pozzo di Gotto)

Ecce Homo

(Barcellona )

Cristo Portacroce

Gesù incontra sua Madre

U Signuri a cascata

La processione di Barcellona, come risulta da un libro di memorie di una antica famiglia locale, risale al 4 aprile 1871: fondatori furono don Giovanni Cannavò, l'arciprete don Bernardino Duci, Puglisi Francesco Fu Gaetano e Bruno Sebastiano fu Antonino. Così come ancora oggi, la prima processione prese avvio dalla chiesa di San Giovanni Battista. Nucleo originale forse la festa processionale della Vergine Addolorata istituita nel 1754 e la processione della Croce che avveniva proprio il venerdì santo - Anche per questa processione, come per quella di Pozzo di Gotto, gran parte ebbero le Confraternite e le Maestranze locali. La cena è opera dello scultore messinese Carmelo Vanni, figlio dello scultore Michele Vanni originario di Lucca. Le vare sono alcune in cartapesta ed altre semplici manichini con le teste e le mani di cartapesta, addobbati con vesti multicolori; gran parte di esse sono state eseguite dallo scultore barcellonese Matteo Trovato.

Cristo spogliato dalle vesti

Cristo Crocifisso

La discesa della croce

La Pietà

Cristo condotto al sepolcro

I Simboli della Passione

Urna di Cristo morto portata dai caratteristici Giudei

L'Addolorata

 

Le foto sono state gentilmente rese disponibili dal Sig. Domenico De Pasquale.

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