ACCADDE IERI
a
cura di Angelo Labbate
L'anno millenovecentoquarantacinque,
il giorno 8 del mese di ottobre, nel Comune di Accettura e nell'ufficio di segreteria. Il sindaco sig.
Michele Tortorelli con la giunta municipale assessori
Scavone Pietro e Marchisella
Vito per l'ordinaria amministrazione del Comune, assistito dal sottoscritto
segretario Sig. Vito dott. Francesco, La Giunta
Comunale, RITENUTO che questo Comune ha urgente necessità della costruzione di
un edificio scolastico, essendo la scolaresca relegata in locali privati
lontani dal centro e non sempre idonei, il cui fitto grava sul bilancio
comunale per circa trenta mila lire al mese;
CONSIDERATO che il progetto relativo è stato già compilato dall'ing. Corazza e
trovasi dal 1941 presso il Genio Civile di Matera, il quale in data tredici
gennaio 1941 comunicava che lo Stato si assumeva l'intero carico del costo
dell'opera, purché il Comune cedesse gratuitamente l'area; VISTA la nota n°1805
del dodici febbraio 1941 del Provveditorato agli Studi di Matera nello stesso
senso; VISTA la deliberazione n°8 del 15 febbraio 1941, approvata dalla G.P.A.
in seduta del 3 marzo 1941, n°2838, con cui il Comune cedeva gratuitamente
l'area compresa tra la villa comunale, largo San Vito e via Marconi
allo Stato, franca e libera da ogni servitù, per esclusiva costruzione
dell'edificio scolastico, da servire in perpetuo a detta costruzione; ATTESO la
costruzione dell'Edificio Scolastico è problema urgente, vitale e
improrogabile, perché la popolazione scolastica aumenta ed il Comune non riesce
più a trovare locali capaci ed idonei dove allogarla; RITENUTO che il fenomeno
della disoccupazione postbellica consiglia iniziare i lavori e le opere,
RITENUTO indispensabile anche allo scopo di impiegare la mano d'opera
disoccupata;
delibera
Chiedere alle Superiori Autorità
l'inizio dei lavori di costruzione dell'Edificio Scolastico, per
cui è pronto il progetto, l'area e il nulla-osta degli Enti interessati,
opera che sarebbe già un fatto compiuto se le vicende della guerra non ne avesse
rallentato il corso, opera che questa cittadinanza invoca dal Governo
Democratico dell'Italia rinnovata come auspicio a una nuova Era in cui possa
avverare il vaticinio del Poeta che per ogni scuola che si apre è un carcere
che si chiude e una battaglia si vince nel campo del sapere e del lavoro.