Accettura e Zanardelli

 

 

 

 

II "Memorandum per il comune di Accettura" che la commissione nominata dal consiglio comunale consegnó a Zanardelli, nell'incontro di Stigliano, ricorda, prima di ogni altra cosa, che "quando il fascino della nuova idea cominciava a brillare, Accettura non fu seconda agli altri comuni del Regno" e che nei moti del 1799, del 1821 e del 1848 versó il suo contributo di sangue e offri 225 ducati per la causa insurrezionale, mentre le donne, con fervore patriottico, si privarono dei loro gioielli, e "li riversarono sull'ara fumante dei bisogni della patria". I militi e la popolazione si distinsero anche nella lotta al brigantaggio, tanto da meritare una medaglia al valore e uno speciale encomio del prefetto De Rolland. Ma il patriottismo non é stato premiato. II Comune é privo di acqua potabile, deficienza che Zanardelli ricorderá nel discorso che tenne a Potenza a conclusione del viaggio, e per questa ragione sono frequenti i casi di malattie infettive; non ha il cimitero; é privo di istituti di beneficenza. L'abitato é minacciato dalle frane provocate dal torrente Salandrella, che scorre disordinatamente ai piedi del paese. A questo si aggiungono lo sproporzionato peso delle imposte, i dazi sui consumi e l'esositá degli agenti fiscali, che hanno alimentato l'emigrazione verso le Americhe, causa primaria della crisi dell'agricoltura e dell'allevamento, un tempo fiorenti. Ma ció che maggiormente sta a cuore agli amministratori dell'epoca é la sdemanializzazione della foresta di Gallipoli Cognato, ex demanio ecclesiastico di pertinenza del Monastero delle Clarisse i Tricarico, nella quale i cittadini esercitavano gli usi civici. Con la legge 20 giugno 1871, la foresta veniva compresa fra i beni inalienabili dello Stato. É facile immaginare che la dichiarazione d'inalienabilitá frustrasse gli appetiti della borghesia terriera, costituitasi con le usurpazioni e gli acquisti a prezzi irrisori. II governo si mostró sordo a questa richiesta, permettendo che si conservasse integro uno dei piú interessanti complessi boscati della regione. La legge speciale per la Basilicata fu licenziata dal Senato il 31 marzo del 1904. In sostanza fu gestita da Pietro Lacava e dai parlamentari "giolittiani", che avevano accompagnato Zanardelli nel suo viaggio. Una spedizione criticata da Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti ed Ettore Ciccotti e sulla quale Gaetano Salvemini aveva espresso un severissimo giudizio: "Zanardelli fu accompagnato per tutto il viaggio da Pietro Rosano, da Ascanio Branca, da Michele Torraca, da Pietro Lacava: l'accordo tra il ministero e i camorristi meridionali é un fatto compiuto". 1 risultati della legge furono inferiori alle aspettative. Ma "al di di un bilancio meramente quantitativo, é facile riconoscere ritiene lo storico Raffaele Giura Longo  che quell'intervento era destinato a modificare i punti di riferimento per la societá lucana, almeno in tre ordini di fattori: il rilancio del credito; il programma di intensificazione delle opere pubbliche nei centri abitati minori; il risanamento delle zone malariche e paludose". Grazie a questa legge, ad Accettura si costruirono il cimitero, le prime fogne, l'acquedotto comunale, si avviarono i primi lavori di consolidamento dell'abitato) furono pavimentate le strade principali. j Rimasero, comunque, irrisolti i nodi della  trasformazione dell'agricoltura e dell'occupazione. E, allora come oggi, si continuó a emigrare. (angelo labbate)

 

 

 

L'anno millenovecentodue il giorno diciassette settembre in Accettura si é riunito il Consiglio Comunale alle ore dieci antimeridiane, in seduta d'urgenza in prima convocazione ed in seduta pubblica. Fatto l'appello nominale risultano intervenuti i Signori:!) Ferri Luigi fu Nicola assessore anziano della vecchia giunta; 2) Bubbico, 3) Tambone Salvatore, 4) Sansone, 5) Ferri Luigi di Giuseppe, 6) Filardi Giuseppe, 7) De Luca, 8) Tortorelli, 9) Romano Giuliano, 10) Rocco, 11) Colucci, 12) Sarubbi, 13) Miraglia, 14) Brandi. Assenti 1) Spagna Michele, 2) Filardi Pietro, 3) Garrammone Giuliano, 4) Digilio Giuseppe, 5) Tambone Domenico, 6) Filardi Prospero. Assume la Presidenza Signor Ferri Luigi fu Nicola quale assessore della vecchia Giunta e visto il numero legale a poter deliberare dichiara aperta la seduta alla quale assiste l'infrascritto Segretario. II consigliere Signor Tambone Salvatore prende la parola ed espone come egli nella sua qualitá di Consigliere Anziano, indisse un Comizio perché i cittadini di Accettura nell'occasione del viaggio di S.E. il Presidente dei Ministri, non fossero rimasti inerti a presentare gli omaggi del paese a S.E. a mezzo di un comitato, il quale venne eletto nelle persone dei Signori Tambone Salvatore quale Sindaco funzionante, Presidente; 2) Nota Cav. Nicola; 3) Campanelli Dott. Giuseppe; 4) Loscalzo Cav. Emiddio; 5) Spagna Nicola componenti, con l'incarico al detto Comitato di redigere un memorandum da presentarsi all'On. Ministro; il Comitato formó tale memorandum in cui rilevó i bisogni del paese, e tale memorandum fu approvato da un secondo Comizio; ora a coronare quest'opera propone il seguente ordine del giorno: Che si approvi l'oprato giá compiuto e si nomini una Commissione la quale si rechi a Stigliano a presentare gli omaggi della cittadinanza ed il memorandum a S.E. Zanardelli.

II Presidente

Mette a votazione l'ordine del giorno proposto dal Sig. Tambone per acclamazione, il consigliere Tambone dichiara di astenersi dal votare, quindi fattasi la votazione l'ordine del giorno Tambone resta approvato. A questo punto il Consigliere Tambone chiede il permesso al Consiglio di ritirarsi ed esce dalla sala. II Consigliere Rocco ottenuta la parola dice che sarebbe atto sconveniente e deplorevole verso il pubblico e S.E. che la Commissione che ha formato il memorandum non sia la stessa incaricata di recarsi a Stigliano a presentare gli omaggi alla prelodata Eccellenza, e perció mentre propone un voto di encomio alla Commissione stessa, propone pure al Consiglio che dia mandato alla stessa di recarsi a Stigliano, quale rappresentanza del Paese cosí come fu composta.

II Consiglio

Ad unanimitá approva la proposta del Consigliere Rocco. Del che si é redatto il presente verbale che viene sottoscritto dal Presidente, dal Consigliere Anziano e Segretario.

L'Anziano               II Presidente              II Segretario f.to F. Colucci            f.to Luigi Ferri            f.to G. Caiafa

 

 

 

Memorandum per il comune di Accettura a Sua Eccellenza G. Zanardelli presidente del Consiglio dei Ministri

 

Eccellenza,

Accettura, situata su di una collina, circondata da montagne, é un paese esclusivamente agricolo. II suo territorio, frastagliato e montuoso, misura circa Ea 11760, dei quali Ea 1200 di beni del demanio civico ex feudale, ed Ea 4464 di demanio inalienabile dello Stato. La sua popolazone, un tempo di oltre 5000 abitanti, oggi é ridotta a due terzi, per l'emigrazione che ha tolto quasi tutti gli idonei al lavoro. Parecchi torrenti solcano il suolo, producendo balze e dirupi; ed il fiume Salandrella, non arginato, che nasce sotto il paese, ha determinato molte frane, minacciando l'abitato, in parte crollato, verso SudOvest per effetto della piú pericolosa di esse detta Fariuolo. II Comune non ha rendite patrimoniali: a forza di tasse, di sempre incerta e difficile riscossione e d'inequabile ripartizione, si provvede alle pesanti spese obbligatorie. Esso manca di fontane, per cui sono frequenti i casi di malattie infettive, e nell'estate cessa l'uso delle acque, perché non sono incanalate e raccolte. Difetta di cimitero, alterando cosi le condizioni generali igieniche e recando incivile offesa al sacro culto degli estinti. Mancano pure gli istituti di beneficenza, le istituzioni ospitaliere, la sufficiente istruzione elementare, i ricoveri di mendicitá; ed il bilancio del Comune non offre i fondi per sostentamento degl'inabili al lavoro, cui provvede, purtroppo, la caritá pubblica. La foresta demaniale di GallipoliCognato, sita m agro di Accettura, e di esso miglior parte, era un ex demanio ecclesiastico, in godimento al Monastero delle Chiariste di Tricarico. In forza della sua natura i cittadini vi esercitavano i loro pieni usi civici, dai quali ricavavano la loro avita prosperitá. Con l'art.l della legge 1° settembre 1806 sull'eversione dei feudi, la cittadinanza accetturese doveva conseguire il compenso dei detti usi civici, ivi esercitati. Invece con la legge 20 giugno 1871 la foresta veniva compresa nell'elenco dei beni demaniali, dichiarati inalienabili, senza che la cittadinanza avesse avuto compenso di sorta e senza che avesse potuto, in tempo, giovarsi delle disposizioni delle leggi 1° novembre 1875 n° 2794 (serie 2^) e del titolo V della legge 20 giugno 1877 n° 39917, perché non trattavasi di diritti d'uso, ma di usi civici. E per questi parrebbe non estinta l'azione, perché il diritto municipale, in materia, non va soggetto alle leggi di prescrizione, come c'insegnano la savia giurisprudenza e la dottrina napoletana, inserite nelle sentenze della Commissione Feudale. E quando gli enunciati diritti volessero oppugnarsi, potrebbe usarsi il medesimo provvedimento, adottato pel bosco Montello, giá sacro alla Repubblica Veneta, anch'esso compreso nell'elenco dei beni demaniali dichiarati inalienabili; tanto piú che la foresta GallipoliCognato, mentre con la sua dichiarazione di'inalienabilitá ha pregiudicato positivamente l'economia, l'agricoltura e la pastorizia del Comune, cessa pure, economicamente, di essere proficua al bilancio dello Stato. Quando il fascino dela nuova idea cominciava a brillare alla mente delle popolazioni, oppresse dall'assolutismo, ed il soffio vivificatore lasciava sventolare la bandiera della rivoluzione universale, Accettura non fu seconda agli altri comuni del Regno, come le cronistorie attestano. Nei moti del 1799 ebbe i suoi sacrifici, e in quelli posteriori del '21 e del '48 non gli mancarono perseguitati politici nelle persone dei chiari suoi concittadini Amodio Pasquale seniore, Amodio Pasquale iuniore, Avv. Pasquale Giliberti, Avv. Giuseppe Marone morto pretore, ed anche in quello del popolano Galgano Pietro. Crebbe l'entusiasmo ed aumentarono gli sforzi nel 1860, quando la nostra regione, prima fra tutte le altre del Mezzogiorno, proclamó l'indipendenza e l'annessione alle altre province italiane, dando numerosi volontari nelle colonne insurrezionali e spontanee contribuzioni pecuniarie. Infatti il Comune con quello di San Mauro Forte e di Laurenzana offrí ducati 225; i signori Amodio e Donnaperna ducati 700; il sig. Vincenzo Nota 185; e quasi ció non bastasse le donne accetturesi, uniche fra tutte le altre della provincia, anch'esse infervorate dalla santa idea, si privarono dei loro gioielli e, con abnegazione romana, li riversarono sull'urna fumante dei bisogni della patria, ricavandosi dalla loro vendita ducati 285. Ma tanto bagliore di fede nei nuo vi destini della patria unita, tanti sacrifizú furono offuscati dalla reazione borbonica, che riversó sulle prospere sue campagne ed industrie armentizie le orde feroci di numerose sanguinarie compagnie di briganti, i quali posero a sacco e fuoco proprietá, animali, paesi e vita di cittadini. Peró anche a queste bande Accettura tenne fronte, coprendosi di gloria, tanto da meritare la medaglia al valore ed uno speciale encomio, emergente dal Decreto del 10 agosto 1862 che, per brevitá si riproduce nella sua ultima parte: «Militi di Accettura, Voi avete dato pruoue non dubbie di valore: vi siete mostrati degni di appartenere alla milizia nazionale, provando coi fatti che essa, ove concordemente il voglia, in pochissimi giorni potrebbero purgare il paese dai pochi avanzi di brigantaggio. Nel manifestarvene la mia piú sentita soddisfazione proclamo altamente: che voi abbiate ben meritato dalla patria.» II Prefetto firmato De Rolland. Prima del 1860 fiorivano in Accettura l'agricoltura e la pastorizia. Fiorivano non per migliorati sistemi di produzioni, di cui non si aveva neanche notizia, ma perché Accettura non aveva risentiti i disastrosi effetti di quelle cause che avevano altrove portata la rovina. L'attrattiva e i piaceri della Corte di Napoli, la frenesia del lusso, la speranza di ricchezza e di potere non avevano, la Dio mercé, determinati i nostri maggiori a trasferirsi nella capitale: in ció confortati eziandio da mal repressi sentimenti di libertá che li consigliavano a tenersi lontani dalla sede di un governo che fu detto la negazione di Dio. Essi si tennero attaccati alla loro terra, al loro dovere, all'onesto lavoro. E vi fiorivano altresí, perché con una ben densa popolazione agricola, ricca di forze giovani e vigorose, fu possibile la coltivazione del territoro; fu possibile l'allevamento del bestiame, unico, potente ausilio della primordiale agricoltura, e necessario ad utilizzare gli ottimi ed abbondanti pascoli montani. Notevole l'esportazione del frumento; notevolissimo il commercio delle lane, dei formaggi e degli animali da macello, dappoiché verdeggiava la campagna, fecondata dal lavoro e numerosi e ben pasciuti armenti popolavano i colli aprichi. Ora...oh! Quantum mutatus ab illo! L'enorme peso delle imposte  talune letali per l'agricoltura  il dazio sul consumo, la ferocia degli agenti fiscali negli accertamenti e nelle riscossioni, la ingiustizia dei giudici asserviti spesso al potere, il favoritismo e le angarie delle amministrazioni comunali, protette sovente dalle autoritá amministrative, hanno determinata ed alimentata quella continua, incessante, spaventevole emigrazione, che ha messo lo sconforto negli animi e la miseria nelle case. Eccellenza, la Basilicata che per esagerati sentimenti di solidarietá, ha pazientemente tollerato uno sgoverno di mezzo secolo, preferendo l'emigrazione alle associazioni a delinquere, ha, malauguratamente, la sua quistione che oramai s'impone al Governo, al Parlamento, agli uomini che, come l'Eccellenza Vostra, massimamente affidano per elevato ingegno ed alto patriottismo. La Basilicata che tanto contributo di sangue e di sostanze portó all'unitá e libertá della patria non deve certamente avere diritti minori delle altre regioni alla considerazione del Governo. Nel nome adunque di quei fulgidi ideali che ci diedero il risorgimento politico, si provveda, Eccellenza, ai generali e peculiari bisogni, si provveda sopra tutto alla redenzione della terra, la cui coltura, e conseguente fertilizzazione, é ricchezza, é forza, é ordine, é bene sociale. Accettura, 20 settembre 1902

 

 

II segretario della commissione ins. Antonio Zaccara. La Commissione: avv. Salvatore Tambone sindaco-presidente, cav. Nicola Nota, dott. Giuseppe Campanelli, Nicola Spagna, avv. Emiddio Loscalzo