IL RILANCIO DELL'AGRICOLTURA NELLE
AREE INTERNE
di Pasquale Nota
Lo scenario economico sociale in atto, alla luce del
profondo processo di globalizzazione che interessa
anche la mostra regione, richiede un riadeguamento
delle politiche di programmazione territoriale; chi sarà direttamente
interessato da questo fenomeno, nel breve e medio periodo, sarà lo sviluppo
locale. Esso, infatti, non può più porsi, come nel passato, in termini di
localismo, ma come un sistema produttivo aperto, dinamico e capace di esprimere
un elevato livello di sviluppo socio economico. E' necessario creare, mediante
opportune strategie di marketing territoriale, le condizioni migliori per
favorire lo sviluppo di quelle attività economiche già esistenti e
contemporaneamente di attrarre nel proprio territorio attività economiche che producano occupazione e ricchezza senza stravolgere il
territorio. Le aree del parco presentano caratteri di omogeneità
e uniformità e deve essere possibile ricercare all'interno dello stesso parco
elementi di differenziazione che possano promuovere e valorizzare il territorio.
E' necessario fare propria, da parte di tutti, la visione
strategica e pluralista della gestione territoriale dell'area protetta,
che deve nascere da due considerazioni generali:
1) il raggiungimento degli obiettivi di interesse pubblico non può essere assicurato solo
attraverso l'intervento delle Istituzioni: sono necessarie altre forme di
intervento di origine privata o mista;
2) lo sviluppo di un territorio è il risultato
dell'interazione tra le condizioni interne, relative alle componenti
del territorio stesso, e quelle condizioni esterne relative ai sistemi che
possono interagire con il territorio.
E' necessario stabilire obiettivi di sviluppo condivisi da tutti, definendo le direttrici principali: quella sociale, quella ambientale e quella economico produttiva, che devono essere le componenti fondamentali per lo sviluppo sostenibile del parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane. L'Ente parco deve diventare il volano per lo sviluppo economico dell'area collaborando con i Comuni per rendere disponibile alle popolazioni locali e ai potenziali investitori beni e servizi spesso inaccessibili. Durante i lavori della Conferenza Regionale dell'Agricoltura, tenutasi a Rifreddo nel 1999, sono stati messi in luce i punti di debolezza e di forza dell'agricoltura delle aree interne, fondata prevalentemente su attività agricole con limitate relazioni con i processi di trasformazione e commercializzazione. Le problematiche delle aree interne vanno affrontate attraverso la ricerca e la promozione di forme di integrazione economica e sociale alternative a quelle tradizionalmente perseguite, che valorizzino opportunamente il nostro territorio, trasformandone i limiti in occasioni di sviluppo. I punti di debolezza sono l'invecchiamento degli imprenditori agricolo e lo scarso ricambio generazionale, l'inadeguatezza della rete idrica e la scarsità di acqua la carenza della rete viaria interpoderale. Sono, invece, punti di forza il patrimonio forestale, il patrimonio storico e culturale, i prodotti tipici di elevata qualità (salumi di nicchia preparati con carni di suino nero e caciocavallo podolico), l'allevamento podolico, le carni di cinghiale. La globalizzazione dei mercati agricoli sta determinando rapidi mutamenti nel quadro competitivo internazionale con l'affermazione di minacce rilevanti, ma con nuove opportunità nella filiera agroalimentare nazionale e regionale. Lo sviluppo di sistemi produttivi agroalimentari basati su criteri di differenziazione delle materie prime, dei processi di trasformazione e di valorizzazione dei prodotti finali rappresenta una via obbligata per guidare la nostra agricoltura nel mercato globale.