La festa del grano sublima l’arte dell'intreccio

 

di Nicola Mastrocinque

 

 

Nel cuore di ferragosto, tra i raggi del sol leone ed i riflessi che appaiono evidenti sulle produzioni artistiche, che lambiscono ed intersecano bifore, rosoni, trilobi, archi rampanti, giocano un ruolo da protagonista "i carri", nella celeberrima "Festa del Grano". L'appuntamento annuale che si celebra il 16 agosto, rende gloria a San Rocco, il Pellegrino di Dio per antonomasia, che liberó il paese dal flagello della peste, propagatasi con estrema virulenza nel 1656. Suoni, colori, arte, tradizione, cultura, si armonizzano, dando vita ad un evento stupefacente, che catalizza l'attenzione dei mass-media, delle testate giornalistiche e di numerosi turisti, confluiti per ammirare le opere degli "artisti della paglia". Nella magnifica sfilata, cattedrali italiane e straniere, monumenti famosi, carri piccoli e medi, esaltano l'abilitá degli abitanti di Foglianise che con maestria, abnegazione, creativitá, elevano alle cronache l'immagine del paese ed esprimono in tal modo la fede autentica in San Rocco. Un'indicibile suggestione appare alla vista del gruppo dei mietitori, che proiettano i visitatori, in una sorta di "viaggio nel passato", una scena bucolica d'altri tempi. Le donne con le ceste di spighe, si rituffano nella "sorgente tradizione", alimentata dagli usi e costumi, che rivivono nel tessuto sociale, mai lasciati nell'oblio della memoria. La riproduzione della cernitura e battitura dei covoni, completa ed arricchisce la festa, simulando la felicitá, pregustata sull'aia dopo il raccolto. II gruppo delle pacchiane, che indossano il tipico costume di Foglianise e quello dei bambini abbelliscono la struggente "Festa del Grano". Negli antichi casali di Palazzo, Barassano, Prato, Cautani, Leschito, Frascio, nelle frazioni di Iannilli e Cienzi, si realizzano le artistiche produzioni che sfilano lungo il percorso, assiepato da innumerevoli turisti. Nell'edizione del 2002, per la pregevole fattura, meritano una citazione particolare, l'Abbazia della Trinità-Vendome e la Cattedrale di Notre-Dame-Chartres, entrambe francesi, esempi tipici del Gotico, architettura sublime, per la creazione di capolavori che si elevano verso l'infnito. Magnifico il Vittoriano, conosciuto come l'Altare della Patria; non é mancato il riferimento alla piú alta carica istituzionale, la sede del Presidente della repubblica, il Quirinale: la facciata principale é stata mirabilmente realizzata con gli steli del grano. La Diocesi di Benevento ha celebrato dal 26 maggio al 2 giugno, il primo Congresso Eucaristico. In occasione della "Festa del Grano", ha ottenuto consenso un'edicola, rappresentante il Pane Spezzato, l'alimento dell'anima, che diventa Tempio vivo dello Spirito Santo. Un monumento é stato prodotto per simboleggiare l'Eucarestia, raffigurata nel mondo con i suoi continenti, esaltando la genialitá degli artisti. Nell'anno della canonizzazione di San Pio da Pietrelcina, l'Istituto comprensivo ha proposto il frate delle Stimmate, circondato dai simboli religiosi a lui piú cari, mentre un gruppo di ragazzi ha riprodotto la Cappella di Piana Romana, luogo soffuso di intensa spiritualitá. Un bellissimo carro tridimensionale, simboleggiante la Chiesa della Madonna della Grazie, nel cuore del centro antico di Barassano, ha suscitato profonda ammirazione. Tra i carri dobbiamo ancora annoverare il Ponte di Maria Cristina, in Solopaca, l'Arco Trionfale, in S.Arcangelo di Romagna, per la ricercatezza dei particolari nella realizzazione artistica. L'organo della Chiesa di S.Giustina (Padova), raffinato e sublime con tutte le tecniche di lavorazione, ha arricchito la stupefacente manifestazione. II gruppo degli Impagliatori ha fedelmente riprodotto la Chiesa di KahlembergVienna, riscotendo il plauso da tutta la comunitá.

Per la categoria dei carri novitá non dobbiamo dimenticare gli affascinanti lavori: la lapide della Dea Fortuna Folianensis, la Ferrari, la Rossa di Maranello, il Tempio di Yakushiji (Giappone), dedicato al Budda della guarigione, la pista delle macchine a scontro, Fausto Coppi, il Campionissimo, la scena del cacciatore e la volpe. La sfilata termina, come di consuetudine, in piazza S.Maria. A tal proposito mi piace concludere con i versi di un poeta locale, Alessandro De Donato, nella poesia "Mezzo agosto": " Un'apoteosi! Nel cielo azzurro il vento raccoglie i cirri degli spari e orna le cime dei monti, mentre il Santo, solenne, solca l'ingresso della sua maestosa Casa. Cala il velario, lievemente; resta al proscenio il sapore della fede e il vivo desiderio di ritrovarsi su quello spiazzo, per decenni ancora, con la stessa ansia, con lo stesso amore con lo stesso ardore ".

 

Le immagini sono tratte dalla brochure "Foglianise festa del grano" edita dal COMITATO FESTE DEL GRANO