Per la ricorrenza del loro san Rocco sono venuti in paese dagli Stati Uniti gli Spagna d'America

 

La festa di san Rocco, che dagli inizi del 1800 gli Spagna, cospicua famiglia della borghesia terriera, celebrano l'ultima domenica di settembre, ha da tempo smarrito i caratteri della ruralità. Sino agli anni '50 del '900, prima del secondo grande esodo migratorio, a conclusione della stagione agraria, con muli e asini carichi di granaglie e  formaggi, massari e affittuari si recavano in paese per saldare i conti con gli "Spagnoli", come comunemente sono chiamati gli

Spagna, e per partecipare  alla festa dei padroni. Legati per tutto l'anno alle fatiche della terra, anch'essi per un giorno diventavano protagonisti di un avvenimento non solo religioso, ma di grande rilevanza sociale, perché li immetteva nel circuito della comunità. Il latifondo, le masserie, gli armenti, i proprietari, i padroni sono, ormai, solo un lontano ricordo. Le uniche testimonianze dello splendore del passato  sono l'austero e disabitato palazzotto posto al centro del paese  e l'annuale ricorrenza della festa di san Rocco. Nel corso

degli anni, i discendenti si sono sparsi per l'Italia, intraprendendo con successo le professioni liberali e portando ovunque il ricordo del paese e della famiglia. Medici, avvocati, giudici, professori, rosi dal male oscuro della "grandeur" della famiglia, il cui capostipite sarebbe venuto proprio dalla Spagna perseguitato dall'Inquisizione per le sue origini ebree, non rinunciano all'appuntamento autunnale con la festa del loro san Rocco. Quest'anno il contagio si è esteso agli Spagna d'America. In quindici dalla California e dal North Caroline sono venuti per la prima volta nel paese d'origine, spinti dalla memoria e dal culto dell'antenato Francesco, giovane avventuroso e intraprendente, che agli agi e alle certezze della rendita fondiaria preferì l'incognita della lontana America. Non ancora ventenne, appena conseguita la maturità classica nel prestigioso Collegio Vittorio Emanuele di Napoli, con il denaro che il padre gli aveva dato per gli studi universitari acquistò un biglietto di viaggio per New York. Era l'anno 1892. Nel giro di pochi anni il giovane Francis è a capo della potentissima organizzazione dei piastrellisti e dei mosaicisti. E' eletto membro della "Building Trades". Demolisce, costruisce e vende edifici dappertutto, con efficienza fordiana. Crea un impero economico, che sarà travolto dal crollo di Wall Street del 1929. Con straordinaria tenacia, non solo risale la china, ma trova anche il tempo per dedicarsi ad attività sociali e culturali per mantenere alto anche oltreoceano l'onore degli Spagna. E' il figlio maggiore, Francis j., a raccontare in uno stentatissimo italiano la storia del padre, che di lingue ne parlava sei correntemente. Una storia romantica che ha ripetuto più volte ai figli, ai nipoti e ai pronipoti, ingenerando curiosità per le origini dell'antenato. Solo quest'anno hanno potuto rispettare la vecchia promessa di visitare la misteriosa Accettura e di conoscere i parenti italiani, partecipando anch'essi al raduno familiare degli Spagna d'Italia in occasione della festa di san Rocco. Commossi hanno portato a spalle il simulacro del Santo e partecipato a tutte le fasi della festa, immergendosi in rituali inconsueti e sconosciuti ai cittadini degli States. Un'esperienza nuova e coinvolgente che vorranno ripetere a giugno, alla festa del "maggio". (a.l.)