ACCETTURA  Negli ultimi anni c’è stata una gran fioritura di premiazioni e riconoscimenti attribuiti a personaggi popolari. Con le motivazioni più varie, soprattutto i piccoli comuni hanno cercato di ritagliarsi uno spazio di notorietà e di dare vita a un’occasione mondana, assegnando lo Spiedo d’oro, la Torre d’argento , il Dirupo o il Portale a lucani o a personalità di origini lucane che abbiano avuto successo. E’ uno dei tentativi escogitati dagli amministratori dei microcosmi nella quotidiana battaglia per la sopravvivenza. A queste ragioni si sono ispirati gli amministratori di Accettura, quando hanno deciso di istituire il premio Amico di Accettura, un riconoscimento annuale da conferire a chi nel campo delle lettere, delle arti, delle scienze e del lavoro abbia  illustrato sé stesso e il paese. Inaugurando la manifestazione, il sindaco Vincenzo Amoia ha detto che gli amici di Accettura sono molti e sparsi nel mondo. “Penso a tanti artisti, pittori, scultori fotografi, registi, scrittori e studiosi che si sono ispirati al rito del maggio, contribuendo alla conoscenza e collocandolo tra i più significativi documenti del folk-lore europeo. Una scelta difficile; alla fine abbiamo orientato  la nostra attenzione verso chi ha concretamente aiutato la nostra comunità fornendo opportunità di lavoro, che permettono di guardare con più ottimismo al futuro”. Il benemerito è Antonio Martoccia, originario di Tricarico, titolare di una piccola azienda, poco più di un laboratorio artigianale, la Metal job, che per conto di Divani & Divani di Natuzzi produce recliners, dispositivi meccanici per regolare la posizione della poltrona. L’azienda, che ha sede alla Martella, conta ventiquattro dipendenti. Di questi, ben otto sono di Accettura, che quotidianamente raggiungono la sede di lavoro e poi rientrano . Sono giovani che affrontano i disagi del viaggio, determinati a non lasciare il paese. Alcuni hanno già messo su famiglia, altri sono in procinto di farlo, consapevoli di essere il nucleo, che con il reddito e la presenza, può garantire la sopravvivenza di una comunità assillata dal problema dell’occupazione e dallo spettro dell’emigrazione.  Visibilmente commosso per le manifestazioni di simpatia, Antonio Martoccia ha ringraziato per essere stato annoverato tra gli amici di Accettura e da amico ha voluto ripercorrere le tappe della sua avventura di imprenditore. Appena conseguita la laurea in scienze politiche, dopo aver insegnato per qualche anno discipline giuridiche, smanioso di verificare le ipotesi di sviluppo delle aree interne, argomento della sua tesi di laurea, si è trasferito in Emilia Romagna per acquisire le esperienze necessarie, dove, tra l’altro, ha diretto un maglificio. Quando si è sentito pronto ad affrontare l’impresa, è ritornato in Basilicata. Dall’analisi del mercato e da un incontro casuale, è germogliata l’idea della Metal job. Un percorso non facile, spesso ostacolato dal sistema dei crediti, dalle interferenze e dalla miopia della classe politica. Anche un  settore in continua espansione, come il polo del salotto, da un lato è insidiato dalla concorrenza dei paesi extracomunitari, dall’altro deve fare i conti con le difficoltà dei trasporti e delle spedizioni. Ma non bisogna disperare, ha concluso Martoccia, sino a quando ci sono giovani, che, coniugando il pessimismo dell’intelligenza con l’ottimismo della volontà, sono decisi a non prendere il volo e a scommettere sul futuro delle aree dell’osso. Lui ci ha creduto con forza, ha vinto ed anche per questo è diventato Amico di Accettura.

                                                                                            

                                                                                                                                               Angelo Labbate