Un originale studio di dialettologia
Esiti di matrice latina nel dialetto accetturese
di Giulia
Verdone
Non tutti sanno che
l'accetturese deriva dal latino come l'italiano, il
francese, lo spagnolo e le altre lingue romanze. Ma
mentre le lingue sono ampiamente studiate e documentate, i dialetti italiani lo
sono molto meno. Nel caso del dialetto di Accettura, la situazione é ancora piú
grave: fino ad oggi non era mai stato oggetto di uno studio linguistico. Eppure il nostro dialetto presenta numerosi spunti
d'interesse e di riflessione. II punto di partenza di uno
studio sincronico, in grado di fornire un quadro piú
o meno esaustivo dello stato di una lingua, é la raccolta dei dati. É stato
selezionato un campione di persone di etá compresa tra i 65 e i 95 anni. Di questi, la maggior
parte é analfabeta, solo due hanno frequentato la prima elementare. Ognuno di
loro é stato inconsapevolmente sottoposto ad una intervista
a tema libero, registrata di nascosto. Era importante che l'intervistato non
fosse a conoscenza dello scopo della conversazione, affinché si esprimesse
nella maniera piú spontanea possibile. Le
registrazioni sono state, poi, accuratamente trascritte in grafia fonetica,
facendo ricorso all'Ipa (International
Phonetic Alphabet).
Solo a questo punto é potuto iniziare lo studio
comparativo: delle parole accetturesi sono state
comparate alle rispettive parole latine dalle quali derivano. Talvolta i
risultati della comparazione sono stati sorprendenti e meriterebbero
di essere ulteriormente approfonditi in futuro.
Si é notato, ad esempio, che la A
e la A latina danno come esito in accetturese una a
(e muta o semimuta) anche in posizione atona, fatto eccezionalissimo,
dal momento che nessun'altra lingua romanza presenta
questo esito. Senza voler riproporre qui lo studio ed
affrontare i vari aspetti prettamente tecnici, l'accetturese,
soprattutto dei parlanti anziani, risulta ancora scarsamente "imbastardito''' dall'italiano. L'italiano, tuttavia, continua
la sua marcia di conquista di fasce sociali sempre piú
ampie, notevolmente aiutato dalla televisione che, ormai, "regna" m
quasi tutte le case. Questo, che appare un fatto esclusivamente positivo, determinerá nei secoli,
forse negli anni prossimi, la morte dei dialetti e anche, tra questi, dell'accetturese. Lo studio dei dialetti ha, dunque, una duplice
funzione: documentare queste lingue senza un esercito e una marina (F. de Saussure) e gettare luce su altre lingue, incrementando cosí lo scibile linguistico in generale