ATTENTATO A CARLOFORTE

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Attentato a Carloforte


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CARLOFORTE. Una bombola di gas è stata fatta esplodere nel Febbraio scorso in un'abitazione privata in località "Bacciu" nella campagna dell'Isola di San Pietro. L'atto intimidatorio è stato compiuto ai danni di Salvatore Parodo, 51 anni, meglio noto agli isolani come "Zì" e per essere il proprietario del pub "Il Barone Rosso" di Via Roma a Carloforte.

Mentre sono state immediate le espressioni di solidarietà al ristoratore tabarkino, tra gli inquirenti si è fatta largo l'ipotesi che la motivazione dell'attentato possa essere ricondotta alle battaglie combattute dal Parodo nel Consiglio Comunale di Carloforte a difesa dell'ambiente e per la repressione dell'abusivismo edilizio sull'isola.

«Dovevano farmela pagare»

Così il Parodo ha commentato l'attentato sulle pagine di un giornale sardo: «Qualcuno ha messo una terza bombola [oltre alle due utilizzate per fini domestici, NdR] proprio all’ingresso, ed è quella che è esplosa, poi ha anche spostato un’altra bombola in una stanza adiacente per completare l’opera, ma non ha tenuto conto del fatto che lascio sempre le finestre un po’ aperte, e così lì il gas ha potuto disperdersi senza fare altri danni». Aggiunge poi: «Me l’aspettavo, prima o poi me la dovevano far pagare, e lo hanno fatto distruggendo la cosa a cui tenevo di più. Proprio per le mia battaglie ecologiste ho subito controlli a più non posso, frutto di denunce anonime, mentre effettuavo il restauro conservativo di questa campagna».

Zac Criasldi

LA VITTIMA DELL'ATTENTATO

Salvatore Parodo, 51 anni, proprietario di un pub, celibe, ha dedicato almeno metà della sua vita per le battaglie ambientaliste e ecologiste. Seppur da sempre uomo di sinistra, si ritiene un “cane sciolto” e non appartiene ad alcun gruppo o partito. Alla fine degli anni 80 aveva “denunciato” abusi edilizi in località “Laveria”.

Nel marzo dell’anno scorso aveva protestato con tazebao, banchetti e foto, insieme ai giovani del “Carloforte social forum” e ad altri ambientalisti carlofortini, per documentare la nascita di una strada sterrata in località “Sepoltura” e quella che era stata definita palificazione selvaggia ad opera dell’Enel. La sua partecipazione alle ultime elezioni amministrative con la lista del sindaco Marco Simeone aveva suscitato molto clamore.

Poco dopo l’insediamento della nuova giunta, eletto consigliere, è anche arrivato il primo incarico pubblico con la presidenza della Commissione “per la salvaguardia dell’ambiente”. Le sue ultime lotte: la denuncia pubblica di una costruzione abusiva proprio in località “Laveria”, a due passi dalla sua campagna, e l’impegno per contrastare il taglio indiscriminato e abusivo di alberi secolari.


La casa distrutta dall'attentato

 


Il pub "Barone Rosso"
(foto gentilmente concessa da Isoladisanpietro.org)

 

L'ATTENTATO SU INTERNET:

 

 

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