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Alcuni cenni storici

ARCAS è l'acronimo di "All-Purpose Rocket for Collecting Atmospheric Sounding"; è un razzo sonda dalle dimensioni piuttosto contenute utilizzato per rilevazioni atmosferiche ad alta quota.

Sviluppato nel 1957 dalla Atlantic Research Corp.  su richiesta dell'ONR (Office of Naval Research) e dell'AFCRL (Air Force Cambridge Research laboratory), vide il suo primo volo nel luglio del 1959, a cui ne seguirono oltre 6.000.

Il peso della payload (stivata nell'ogiva) si aggirava attorno ai 2 kg ed era costituita principalmente da sistemi di rilevamento di temperatura e pressione atmosferica, oltre a piccoli esperimenti biologici. Un paracadute permetteva un atterraggio morbido.

Il successo di questo razzo sonda è dovuto anche alle particolari caratteristiche del sistema di lancio. L'ARCAS infatti veniva "sparato" come se fosse un proiettile da un tubo che veniva pressurizzato con una carica aggiuntiva per imprimere una forte accelerazione. Il razzo lasciava la rampa (lunga poco più di 6 metri) con una velocità di 240 km/h che garantiva stabilità e piena efficacia alle piccole fins.

La struttura della carica (end burning) permetteva poi di raggiungere altezze ragguardevoli per una macchina di così ridotte dimensioni. La carica bruciava per 29 secondi, veniva poi innescato un delay di circa 100 secondi  al termine del quale l'ARCAS si trovava ad una quota di 48 km.

 
 
PRINCIPALI
CARATTERISTICHE

 

lunghezza                    230 cm.

diametro tubo           11,43 cm.  

peso totale                  34,4 kg.

peso propellente         18,6 kg.

peso payload                   2 kg.

 

 

 

 

LA RIPRODUZIONE IN SCALA

 
PRINCIPALI DIMENSIONI DEL MODELLO

lunghezza                         121,5 cm

diametro tubo                        6 cm

peso (solo modello)             320 gr.

motor mount                       29 mm.

Il modello è una precisa riproduzione dell'originale in scala al 52,5%.

Altro scopo del progetto, era quello di ottenere un modello estremamente leggero, sfruttando nel migliore dei modi le qualità dei materiali compositi. In base al rapporto peso/dimensioni, mi posso dichiarare soddisfatto di quello che sono riuscito a realizzare.

Totalmente autocostruito con l'impiego di materiali compositi come fibre di carbonio e di vetro.

L'ogiva è realizzata in carbonio, utilizzando uno stampo costruito rispettando i parametri originali.

Il tubo principale è formato da un sandwich di fibre di vetro e balsa; le due pelli di fibra di vetro (esterne ed interne) sono distanziate da un foglio di balsa dello spessore di 0,8 mm, ciò per aumentare la rigidità del manufatto.

Il motor mount è removibile; ad esso sono incollate le fins, realizzate con un sandwich di fibre di vetro, balsa ed un'anima di fibra di carbonio. Estremamente leggere e nel contempo robuste. Al motor mount è collegato, mediante viti, un distanziale (stuffer tube) per evitare che il paracadute arretri in fase propulsiva.

 

L'Arcas scomposto nelle tre sezioni principali.

L'ogiva è dotata di un disco removibile, in modo da poter ospitare una payload.

Lo stuffer tube è fissato mediante viti per poter essere cambiato a seconda delle esigenze o in caso di sostituzione per deterioramento.

La collocazione della shock cord è tale da evitare qualsiasi contatto con la fiamma prodotta dalla carica di espulsione. Un elastico collegato alla base attenua lo strappo al momento dello spiegamento del paracadute.

Sono stati realizzati dei particolari di alluminio che hanno la duplice funzione di supporto per le viti del blocco motore e dell'airframe.

Di seguito alcuni altri particolari della costruzione.

arcas tail.jpg (111616 byte) arcas tail2.jpg (43487 byte) arcas mmount.jpg (97449 byte) arcas shockcord.jpg (98842 byte)
arcas tubi.jpg (113182 byte) arcas guida.jpg (55711 byte) arcas baffle-shock.jpg (134980 byte) arcas blocco all.jpg (61991 byte)
arcas tail3.jpg (55690 byte) arcas motormount.jpg (98588 byte)  

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