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La chiesa e la fonte di San Cataldo
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Alle falde del Monte Porrara, lo storico Monte Pallenium,
a circa cento metri dalle spumeggianti sorgenti dell'Aventino, lungo
la Frentana 84, nelle vicinanze di Palena, c'è la Fonte di San Cataldo.
da tre cannelle, con Fu restaurato dopo l'ultimo conflitto mondiale, e la
venerazione che i Palenesi dedicano a San Cataldo risale ad epoche che
si perdono nella notte dei tempi. Secondo la menzione che si legge,
nella bolla di papa Clemente III (1080-1100) (Celidonio: " La Diocesi
di Valva e Sulmona ", vol. I pag. 52) " ... Ecclesia Sancti Antonini,
Sancti Egidii, Sancti Cristintiani, SANCTI CATALDI, Sancti Tome, et
Sancti joanne que sunt in Palene... ", la chiesetta, come si vede, era
già esistente in quei tempi lontani. Due sono le statue del Santo che
si conservano nel tempietto: una lignea, risale all'epoca della sua
costruzione, e si vuole che sia stata scolpida da pastori palenesi che
frequentavano i pascoli attigui. I pastori infatti, sono soliti ingannare
il tempo della loro particolare giornata di vigilanza al gregge, incidendo
sui fuscelli di legno, molto più spesso, ístoriazioni varie. Alcuni
di essi, devoti al Santo, avrebbero applicato le loro L'altra statua, di gesso, coperta di paludamenti vescovili è esposta alla venerazione dei fedeli, mentre la lignea è conservata dietro l'altare. Il giorno dieci maggio di ogni anno, ricorrenza- della festività del Santo, una folla di fedeli si riversa con devozione su questo colle, per rivolgere ferventi preghiere al Santo e ristorarsi ai-che con l'acqua salutare dopo lungo cammino,. " SISTE VIATOR! SANCTI CATALDI GRATIA UBERRIMUS GELIDIS AQUIS ET SACRIS HIC FONS ". "Fermati o passeggero: qui è la fonte di gelide e prodigiose acque di San Cataldo". |