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San Falco
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SAN FALCO PADRE E PROTETTORE DI PALENA Nel 2 luglio 1893 la Sacra Congregazione dei Riti confermava
il culto anteriore ad Urbano VIII dato a San Falco, avendo già dispensato
"dalla ordinaria e giuridica disquisizione, facendone le veci la serie
dei documenti raccolti e mandati in Roma, per cura e industrie del Rev.
D. Nicola Araneo Provicario Gen.le della Diocesi di Valva e Sulmona
". Di San Falco si hanno queste notizie: " Alla fine del sec.
X od XI, come si ha per antichissima Di ritorno, morto Nicola, e schivando tutti umilmente di succedergli al comando, si separarono, condottivi pure dall'amore di solitudine. Falco si ritirò presso la villetta di Sant'Egidio, in quel di Palena, ora distrutta. Quivi visse da eremita santo, tra fiori d'ogni virffi e le spine d'ogni penitenza. Vi mori il 13 gennaio, perché da secoli sempre in tale giorno se ne commemora la festa, non si sa però in qual anno. La campanella di S. Egidio, non tocca da alcuno, ne annunziò col suono il beato transito agli abitanti della Terra, che fin da allora lo ebbero quel santo. Il suo corpo, benedetto fin d'allora, fu meta di pellegrinaggi e fonte di prodigi, specialmente contro gli ossessi. Esala anch'oggi un odore soave " reliquias suaviter hactenus redolentes " come si afferma nel suo, breviario. Rimasto in S. Egidio in venerazione dei popoli, tramutò anche nel suo il titolo della chiesa che si chiamò di Sant'Egidio e di San Falco, come dai documenti che cominciano ad apparire nel 1358. |