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Forca Palena
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FEUDO DI FORCA PALENA
Il vasto territorio di questo, (Quarto di Santa Chiara e Collefauno), feudo di oltre diecimila tomoli, parte montuoso e parte pianeggiante, confinava con l'agro di Pescocostanzo, delle Carceri, di Pietrabbondante, del Castello di Cere e di Cansano. Nella seconda metà del sec. XIII ne era feudatario il Conte Tommaso di Palena, onde forse il Castello associò il il suo nome primitivo di Forca con quello di Palena. E' bene ricordare ancora che nel 1268 i tre figli del Conte Tommaso di Palena: Simone, Odorisio e Florisenda, si divisero l'eredità paterna: a Florisenda, per " assegno de paragio " fu data la terza parte del Castello di Forca; ed essa che divenne abadessa del Monastero di Santa Chiara in Sulmona, donò i beni al suo monastero. Ma essendo in seguito intervenute altre divisioni, Florisenda si trovò all'inizio del sec. XIV signora della metà del descritto feudo paterno, e per tale es tensione, Carlo II d'Angiò con diploma del 15 gennaio 1305 confermò alle clarisse la donazione di detta metà, che prese fin da allora il nome di Quarto di Santa Chiara. In appresso Forca Palena con Pescocostanzo fece
parte degli Stati Feudali di Casa Cantelmo, come risulta da un E lo stesso re tre anni dopo, e cioè quando Antonio Caldora gli si ribellò, con altro diploma del 17 marzo 1467, concesse unitamente ad altri feudi anche quello di Forca a MATTEO DI CAPUA, il quale tolse il titolo di CONTE DI PALENA, ma non derogò alla donazione precedentemente fatta all'Università. Nel 1507 Don Gianfrancesco di Capua, figlia di Matteo, sollevò contro le Clarisse un giudizio per il pagamento dell'ADOHA a seguito di che Ferdinando il Cattolico con diploma 22 dicembre 1507 confermò alle clarisse la concessione della metà del feudo di Forca "prout hactemus et possiderunt ". Tale controversia fu composta con istrumento del 20 maggio e del 24 e 25 luglio 1508 . L'ex feudo Quarto di Santa Chiara, secondo anche l'interpretazione della Commissione feudale, espressa nella sentenza del 2 giugno 1810, comprendeva metà del feudo di Forca, essendo l'altra metà passata in possesso del Comune di Palena, e che prese la denominazione di Collefauno. Tale denominazione cominciò ad apparire nel Catasto Onciario del Comune di Palena del 1753, nel quale si legge: " Le possidenze dell'111/mo Don Tommaso d'Aquino, Cavaliere napoletano, Duca di Casoli e Principe di Caramanico ed utile padrone di questa terra (Palena) sono: Feudo delli Pizzi, i feudo di Giovanni Aberigo " Castelletta " disabitato, la metà del feudo di Forca Palena, oggi Collefauno ". |