![]() |
![]() |
Fine del XV secolo: nasce la nuova Palena
|
SORGE LA TERRA NOVA DI PALENA Dopo la capitolazione della munita roccaforte di Palena, avvenuta - per accordo - il 3 agosto 1464, ad opera delle milizie di Re Ferrante d'Aragona, larghi benefici e privilegi concesse il re ai Palenesi ribellatisi all'ambizioso castellano Caldora. Il Popolo esultante chiese fra l'altro al sovrano vittorioso che, " HAVUTO IPSA MAESTA' IN SUO POTERE LA FORTEZZA DI QUESTO LOCO, DE CONCEDERE DE MERCE' LA POSSIAMO ABBATTERE T' ROVINARE, E NE POSSIAMO FARE CASE PER HABITARE, PER QUILLI CHE NON HAVESSERO CASE... " ed il Re, corsiderando che cosa sarebbe stata eliminata una dolorosa spina su una importante località strategica del Regno, sicuro rifugio di ribelli alla Corona, accolse con entusiasto la richiesta dei Palenesi : "REGIA MAIESTAS SUPER HOC OPTIME DELIBERAVIT ". Ben presto ebbe cosa
l'iniziò graduale dell'estensione dell'Università oltre le sue antiche
mura. Il nuovo BORGO, come veniva allora definito, LA TERRA NOVA doveva
assumere l'aspetto di un nuovo centro da sorgere con criteri di edilizia
più moderni: una bella piazza quadrangolare, ornata di porticato, sul
terreno antistante, al di sotto del MASCHIO cioè della torre principale.
La torre, il baluardo severo e invitto, l'opera più forte e sicura di
tutto il sistema difensivo della roccaforte, che aveva sempre resistito
e rigettato i disperati tentativi di armati, tesi a snidare il superbo
castellano, venne abbattuta dai
LA PRIMA ARTISTICA FONTANA PUBBLICA E' poco distante dalla piazza, sotto un porticato di due arcate, con quattro copiosi getti, dai quali fluisce acqua fresca e leggera delle vicine sorgenti montane, abbandonando così le vecchie cisterne esistenti nelle abitazioni dei cittadini più facoltosi. Nel 1812, ossia durante il Regno di Gioacchino Murat, questa bella fontana venne completata da ben cinque getti, con artistici mascheroni, di cui uno piccolo per dissetare, i viandanti. Sul muro sovrastante i quattro copiosi getti furono poste nello stesso periodo due lapidi: quella a destra in lingua nazionale e l'altra a sinistra in latino: Iscrizione a sinistra : CAETERA SEMPER INFECTA ET NUNQUAM UTILIA AGENTIUM VEL CONSULENTIUM VITIO. HOC OPUS SOLUM FACTUM EST ATQUE PERFECTUM UNIVERSO PRORSUS POPULO CONSENTIENTI CUI NEC SILENTI UT SAEPE, NEC DECEPTO UT SEMPER ITA PLACUIT. Iscrizione a destra: DEL VOTO UNIVERSAL L'OPERA E' QUESTA, SE IL CITTADIN NE GODE ALMEN PER POCO, TU PURE - OPASSEGGER - IL PASSO ARRESTA, LIMPIDA E' L'ACQUA ED OPPORTUNO IL LOCO; BEVI COME PUR VUOI PER DISSETARTI, MENTRE L'OMBRA T'INVITA A RISTORARTI. IL MONTE FRUMENTARIO Al di sopra del porticato della fontana pubblica si provvide alla costruzione di un'Opera Pia: il MONTE FRUMENTARIO dell'Università, corrispondente presso a poco ad una Cassa di Prestanza Agraria. Senza dubbio un'opera altamente umana che accendeva e manteneva vivo il vincolo di solidarietà che univa il popolo palenese. Un'opera benefica per i piccoli lavoratori della terra, i quali vi si rivolgevano nei periodi di necessità quando cioè, in seguito a cattivo raccolto, scarseggiava il principale prodotto, di Madre Terra: il grano. Accadeva che nei tristi periodi di carestia, che si verificava in seguito, a guerre, a epidemie o a siccità, la povera gente era costretta a dar di mano al grano riservato per la semina . Sugli architravi di finestre e balconi di questo edificio fu scolpita la seguente memoria: PIETATIS DOMUS CIVIUM SUMPTU EGENTIUM OPERA CONSTRUCTA EST (Casa della generosità - Fu edificata dai cittadini benevoli per gli indigenti). Negli anni successivi la nuova Palena continuò ad estendersi verso
sudovest arricchendosi dì sontuosi palazzi che La cosa che fa collocar questo Comune fra i più significativi dell'Abruzzo
Citeriore, si è la perfezione cui vi sono state portate le manifatture
di panni i cui prodotti figurar possono tra i migliori della nostra
industria. Molte sono le fabbriche a questi grandi lavori destinate
I palazzi che suscitarono l'ammirazione del celebre naturalista napoletano
erano quelli dei baroni Cocco, dei baroni Croce-Nanni, dei Baroni Perticone,
dei Baroni Mari, dei Margadonna, dei Testa, dei Villa, dei Cajone, dei
Coletti, dei Di Benedetto, dei Tilli, residenze della nobiltà palenese
arricchite con l'industria laniera oltre alle signorili abitazioni dei
tanti professionisti del paese, fiorente terra di medici, ingegneri,
notai e giurisprudenti. Agli inizi dell'anno 1900 l'arteria principale cittadina, il Corso Umberto I, venne abbellito con una pavimentazione di lastroni di pietra rettangolari (il nascosto), come pure Piazza Municipio. E' un vero peccato che lo scarso senso artistico di una breve Amministrazione Comunale del dopoguerra abbia fatto sovrapporre alla bella pavimentazione un comune strato incatramato, da ridurlo ad una semplice strada di paese e ciò fu un grave errore fra i tanti.
|