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I Benedettini a Palena nell'VIII secolo
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I BENEDETTINI ALL'AVANGUARDIA DELLA RINASCITA DELL'ABRUZZO
A sollevare i miseri superstiti scampati dall'infernale valanga barbarica,
fu la grande opera dei monaci benedettini che illuminati dalla luce
del Cristianesimo infusero amore e speranza alle tristi popolazioni,
guidandole verso la rinascita. E' ovvio che il proposito dei cenobiti
di S. Benedetto fu di risollevare le sorti delle popolazioni oppresse
Questi due monasteri vennero riconfermati da Carlo Magno nell'anno 774, come risulta dal " Chronicon Volturnenses ". Da questa documentazione storica, Palena in quei lontanissimi tempi aveva certamente una grande importanza, sia sotto il profilo della sua posizione ideale che le offriva pascoli in abbondanza, acque e le prime rudimentali industrie laniere, con i mulini, ma anche, da quanto ci è stato riferito dalla tradizione, fu certamente, dopo Sulmona, uno dei primi centri dove si irradiò la luce del Cristianesimo, da quanto ci tramanda la tradizione. Certamente l'opera ricivilizzatrice dei Benedettini fu veramente provvidenziale poiché era la sola, la più idonea organizzazione di quei tempi, per ridare slancio e vigore alle avvilite misere popolazioni, ridotte fra l'altro alla più oscura ignoranza. Monte Cassino e San Vincenzo al Volturno si trasformarono in febbrili fucine, in fonti provvidenziali dai cui centri si arradiarono i legionari di Cristo a guidare le redivive popolazioni verso il cammino della civiltà e dell'amore fra i popoli.
Sicché, anche questa volta le martoriate popolazioni fuggivano terrorizzate, rifugiandosi sulle alture sulle quali potevano così sottrarsi alla furia devastatrice e spoliatrice dei nuovi barbari. A queste calamità si aggiunse nell'anno 847 un'altra: lo spaventoso terremoto che nel Sannio e in Abruzzo rase al suolo tanti paesi, non risparmiando alcun centro abitato. Ne parla, fra l'altro, Luca Ostiense. Intorno all'anno 890 dovette sorgere il Monastero di San Nicola di Coccia, secondo quanto si legge nel " Chronicon Volturnense ". I monaci vi edificarono anche l'"Hospitium" per accogliervi pellegrini di transito. Subito dopo ne sorse un altro con le stesse caratteristiche del primo e sempre ad opera degli stessi Benedettini, nei pressi di Palena, intitolato a SAN ANTONIO ABATE, protettore degli animali, nel sito, dove oggi, dopo le distruzioni belliche dell'ultimo conflitto, sorge il Rione Frentano. |