Perry Como
un americano di Palena ....

Addio Perry... ciao Pierino Como....!

Si è spento in Florida il 12 maggio scorso il grande cantante americano PERRY COMO da tutti ricordato come un illustre italoamericano ma da quasi nessuno ricordato come figlio di PALENA. I suoi genitori, Lucia Travaglini e Pietro Como, emigrarono in Pennsylvania all'inizio del 1900 in cerca di fortuna dove nacque il piccolo Pierino-Perry nel 1912. A soli 2 anni Perry rischio di morire di convulsioni ed in circostanze drammatiche fu battezzato con il conforto dell'altrettanto palenese Gaetano Mascetta. Da lì comincio la sua straordinaria passione per la musica e per il canto che lo portò, dopo un lungo cammino, insieme a Frank Sinatra, Dean Martin, Bing Crosby a rappresentare in America e nel mondo la tradizione più importante e bella di un genere unico ed irripetibile come quello degli evergreen, del bel canto all'americana, dello swing. In queste pagine un piccolo ricordo e finalmente rivelati i retroscena del mancato suo arrivo a Palena nel 1958.

 

del 18 maggio 2001

Sessanta milioni di dischi venduti. In quest'unica cifra può essere racchiusa una delle carriere più belle e longeve che il mondo italoamericano ha prodotto nel XX secolo, una carriera che soltanto pochi artisti possono vantare nel mondo internazioanale dello spettacolo. Ma la fama artistica raggiunta da un cantante come Perry Como rende effettivamente omaggio a un uomo che alla musica ha dedicato tutta la sua vita e che con le sue note ha accompagnato numerose generazioni di americani, a cavallo di una guerra mondiale che tanta strage di affetti mieté tra le famiglie. Pierino Como nacque il 18 maggio 1912 da genitori di Palena, Lucia Travaglini e Pietro Como. La sua adolescenza fu segnata da un traguardo modesto ma tranquillo dal punto di vista del reddito: la bottega del barbiere. Divenuto artigiano competente, il giovane si lasciò trascinare dal grandissimo amore per la musica e da una voce baritonale che già aveva raccolto consensi tra gli amici e il piccolo pubblico della provincia. Como giocò tutte le sue carte e lasciò la bottega di barbiere per seguire il gruppo di Freddie Carlone, uno "swingingmen" baciato da discreta fortuna. Era il 1933 e da quell'anno la carriera del cantante americano di origine palenese iniziò la sua marcia di avvicinamento al successo. E la popolarità non dovette neanche tardare molto. Nel 1936 si presentò infatti con la "Ted Weem's Band" e con lo show radiofonico "Beat the Band". Perry Como era il vero fulcro di questo gruppo musicale e attraversò con esso i primi anni del secondo conflitto mondiale. Nel 1942, anche in virtù del volontariato bellico, la band perse diversi musicisti e si sciolse. Per Como però si trattò soltanto di un ulteriore salto di qualità. In quello stesso anno infatti la sua calda voce baritonale gli fruttò un contratto con la casa musicale RCA, e un successo di pubblico strepitoso. Perry Como attraversò gli anni bui del conflitto con le sue calde interpretazioni e nel 1944 sbarcò nel mondo del cinema, come interprete del film "Something for the Boys". La seconda parte degli anni Quaranta fu particolarmente felice per il cantante, così come lo fu per numerosi altri artisti. In un mondo riemerso dalla tragedia bellica la musica popolare ricostruì il morale e riportò momenti di serenità e Como rimase sempre in prima fila tra i desideri musicali del pubblico americano. Egli partecipò regolarmente alle trasmissioni radiofoniche nelle quali si esibiva dal vivo e interpretò altri due films: "Doll Face if I'm Lucky" nel 1946 e "Words and Music" nel 1948. Il decennio seguente vide prorompere il televisore nel mondo delle famiglie americane e il nuovo mass media si rivelò subito congeniale all'arte di Perry Como. Egli seppe infatti adattare magistralmente la sua musica alle trasmissioni televisive e le sue interpretazioni rilassanti strapparono apprezzamenti su apprezzamenti tra gli spettatori americani. Il suo programma settimanale "Music Hall", cadenzato dal tema musicale "Dream Along With Me", percorse con grandissimo successo gli anni tra il 1955 e il 1963 strappando anche il titolo di migliore nel suo genere. Gli anni '50 si chiusero inoltre con altri notevolissimi successi discografici. Grazie alle sue apparizioni televisive Como vendette dischi che occuparono a lungo i primi posti delle classifiche di tutto il mondo. Divenuto mito della musica "soft" americana, Perry Como attraversò con relativi pochi danni anche gli anni dello strepitoso assalto del rock. Durante gli anni 60 egli visse praticamente di rendita e lavorò pochissimo in sala di incisione. Ma il vento volse ancora una volta a favore dell'italoamericano nel 1970. Como rientrò alla grande nel mondo della musica leggera e iniziò una tournee destinata a durare per oltre venti anni. La sua voce divenne così una vera e propria istituzione del panorama musicale mondiale regalando brani destinati a essere ricordati per sempre. Per coronare la sua lunghissima attività musicale, Perry Como incise un album intitolato "Live at the International Hotel Las Vegas", nel quale racchiuse davvero il meglio della sua carriera canora. Quell'album, ancora oggi è considerato uno dei migliori prodotti della musica leggera mondiale e e all'epoca fu premiato con il disco d'oro. Il riconoscimento del resto arrivò dopo altri diciannove dischi d'oro assegnati per i complessivi 60 milioni di dischi venduti nella lunghissima carriera. Perry Como non mollò però neanche in tarda età la sua grande voglia di spettacolo e alla fine degli anni '80 calcava ancora i palchi con le sue canzoni immortali. A Las Vegas ricevette ancora riconoscimenti per il suo ottantesimo compleanno, concludendo con uno spettacolare show la sua lunghissima parabola artistica che ancora oggi rimane una pietra miliare della musica internazionale. La sua voce rimarrà per sempre immortale tra tanti prodotti mordi e fuggi di un'epoca contemporanea segnata dalla schizofrenia consumistica.

Quando a Palena aspettarono Perry Como....
Questa è la vera storia di quando alla fine degli anni '50 Perry Como doveva venire a salutare e forse anche a cantare nel suo paese natio... ma quel viaggio non avvenne mai e questa è la sua vera storia. Di seguito un documento eccezionale: il testo, le foto e tutto il resto di un grande articolo che Sorrisi e Canzoni dell'epoca dedicò all'avvenimento.

Era una sera dell'agosto '58 e nei classici raduni "arrete aj'iualbergh" ci si trovava tutti in un'afosa serata davanti alla televisione del Bar Maiella di Antonio Como. Mario RIVA presentava a quei tempi l'indimenticabile "IL MUSICHIERE" dove si alternavano ospiti illustri, grandi attori, cantanti, uomini dello spettacolo e dello sport come Gary Cooper, Fausto Coppi, Gino Bartali, Totò, Macario ecc. ... insomma tutti! Ad un certo punto Riva annuncio: "…signori e signori Perry Como…" (in quei giorni in visita in italia) ! Nell'intervista che seguì si diffuse in tutt'Italia il l’inconfondibile dialetto palenese che Perry Como chiese, ridendo, di parlare, in quanto per lui, era l’unico modo per farsi capire in italiano... Dentro il Bar Maiella scoppiò poi il putiferio quando Como disse a Mario Riva. "jì so de Palaine..." e Riva ridendo perché non si capacitava ancora di quel che stava cercando di dire... Insomma a Palena in quei momenti ci si sentì orgogliosi e felici di questo suo importante figlio seppur nato in America! Nelle interminabili discussioni e commenti che seguirono, si decise di fare qualcosa ... In fretta e furia il Sindaco Paolino Chiaverini, coinvolto subito nell’iniziativa, firmò una bella pergamena preparata da Panfilo Napoleone per un regalo simbolico da portargli personalmente e … con tanta buona volontà in spalla, andarono a Roma (dov'era il cantante) per salutare Perry, Augusto Paterra alla guida della sua "ammiraglia" (che si fermò per la Chiovera....), Panfilo Napoleone, Alberto Teti e Luigino Rapa. Questa era la "la squadra" che nell’entusiasmo affrontò quindi un viaggio interminabile (a quei tempi non c'era l'autostrada...) fino all'Hotel Excelsior in via Veneto dove alloggiava Como. Dopo una mezzoretta di anticamera, alla presenza di numerosissimi giornalisti, nella hall, arrivò Perry Como che molto cordialmente e simpaticamente ed in dialetto salutò i palenesi ringraziandoli della pergamena e dei saluti. Ma la richiesta pressante fu una sola: "Devi venire a Palena !!!". Perry Como che sembrò entusiasta della cosa accettò ma Panfilo Napoleone ancora oggi ricorda un funzionario (che poi si seppe appartenere alla RCA americana) che faceva da dietro e silenziosamente, già un diniego con le dita. Comunque si ripartì fiduciosi e speranzosi. Si prepararono tutte le cose per bene: l'alloggio, i pranzi, il ricevimento, gli striscioni d'accoglienza... tutto insomma. Tanto e vero che molti giornalisti vennero a Palena per seguire la cosa e Sorrisi e Canzoni addirittura scrisse un lungo reportage da Palena.... ma Perry Como non venne mai. Il motivo non si è mai saputo ma forse prevalsero da parte dei suoi discografici motivi indipendenti dalla verà volontà del cantante. E quella visita ancor'oggi si rinpiange per non essere avvenuta soprattutto perchè ora che Perry non c'è più, il rimpianto è quello di non aver potuto manifestare tutto l'affetto per un figlio di Palena che raggiunse la meritata notorietà mondiale con la sua arte del vero bel canto.

 

agosto 1958

"IL PAESE DI PERRY COMO E' IN SUBBUGLIO"

(da Sorrisi e Canzoni dell'agosto '58)

La casa dove vissero i genitori di Perry a Palena. I Como erano poverissimi e prestavano la loro opera di braccianti nella tenuta del barone Villa

Palena, il " paesello " abruzzese che diede i natali ai genitori di Perry Como, ha vissuto i suoi "magici momenti ", sperando fino all'ultimo nella visita del cantante. Non è più un paesino tranquillo, la cui vita procede senza scosse: ora si direbbe come pervaso da una febbre: una febbre che va contagiando tutta la regione. I comuni vicini, le frazioni, le borgate e persino i villaggi erano tutti collegati in qualche modo col sindaco di qui, per essere informati dei movimenti del celebre " paisano ". Dalla vicina Roccaraso anche i turisti americani aspettavano: avevano macchine fotografiche pronte a fissare l'immagine del divo della TV che ha varcato l'Atlantico per conoscere un paesino di appena 3500 abitanti, per toccare la terra dove nacquero i genitori, per abbracciare dei parenti che lo aspettano. Chi si ríprometteva qualcosa di più dall'esempio di Como sono i barbieri del paese. Qualcuno, in segreto, spera forse di riuscire un giorno a " sfondare " con la Televisione, proprio come Perry, che da giovane lavorava come " ragazzo-spazzola ". Nelle barberie, la sera, quando il lavoro è ormai terminato, si calano fino a metà le saracinesche: vecchie chitarre abbandonate vengono rispolverate: poi, con accordi precisi, si intonano a mezza voce delicate canzoni d'amore. La banda musicale Maddalena, della città di Chietí, ripassava intanto tutte le più brillanti marcette del suo repertorio: non vuole sfigurare di fronte a chi nel campo musicale è qualcuno. In agitazione erano pure gli " artificieri ", che preparavano " botti " e fuochi pirotecnicí " come in America non se li sognavano nemmeno ". Tutta la popolazione, insomma, era in febbrile attesa de " lu fije de' zì Pietr e zà Lucietta " (del figlio di zio Pietro e zia Lucietta), del figlio, cioè, di due poveri contadini abruzzesi, oggi più famoso di un capo di governo.

La "bersagliera"

A chi arriva da fuori Palena dà l'impressione di una cittadina che stia facendo toletta: pulisce ed annaffia ogni cinque minuti le sue strade, imbianca le facciate degli edifici più decrepiti. Nei bar, i ritagli degli articoli dedicati a Perry Como sono incollati in vetrina col nastro adesivo; la sera, ritornando dal lavoro, i contadini restano a lungo, estasiati e inorgogliti, a leggere le vicende straordinarie di "uno dei loro ". " Somiglia tutto a Lucietta bella ", disse sere fa una vecchina, vedendo la, riproduzione di una foto di Perry Como. "Lucietta bella " era il nomignolo con cui veniva chiamata la madre del cantante. Una curiosità che oltre i confini di Palena nessuno conosce: il personaggio de " La Bersagliera " interpretato da Gina Lollobrigida nel film " Pane, amore e fantasia " è in parte ispirato alla figura di " Lucietta bella ", la madre di Perry Como. Lucia era infatti una donna di straordinaria bellezza ed in paese tutti gli uomini, più o meno, erano invaghiti di lei. Fece innamorare di sè professionisti e nobili, ma alla fine preferì sposare un povero diavolo come lei, uno che lavorava alla fornace dei mattoni e che dopo due anni di matrimonio la portò con sè in America. Il soggettista e sceneggiatore cinematografico Ettore Margadonna, autore della. trama di " Pane, amore e fantasia ", è anche lui nativo di Palena. I fatti ed i personaggi del racconto cinematografico sono in gran parte ispirati a vicende realmente accadute a Palena. Tonino Como è un giovane parente di Perry : suona la fisarmonica, compone canzoni, canta con un esile filo di voce. Ha í lineamenti fini, i capelli biondi e la scriminatura a sinistra, " come tutti i Como ", ci spiega sorridendo. Insieme al sindaco Chiaverini ed a Panfilo Napoleone, un estroso pittore palenese, Tonino organizza e prepara i festeggiamenti. " Regaleremo a Perry una pergamena ed un libro di vecchie stampe e fotografie del paese, come ricordo della sua terra d'origine ". La pergamena e un perfetto lavoro di cesello, preparata dal pittore Napoleone: lo stemma del paese campeggia tra minute decorazioni, su un fondo di porporina color oro antico. Reca la seguente scritta in inglese: " Palena to his illustrions son Perry Como with affection and sympathy " (Palena al suo illustre figlio Perry Como, con affetto e simpatia). Abbiamo conosciuto tutti i parenti del cantante; che appariscono comprensibilmente emozionati.

Gaetano Mascetta, di 78 anni, compare di Perry Como nel suo drammatico battesimo

Il compare di Perry Como, Gaetano Mascetta, è un asciutto e vivace vecchietto che vive con la, sua famiglia in un villino di nuova costruzione, quasi al limite del paese. Ci racconta la storia del battesimo di " Pierino " (lui lo chiama. ancora col suo vero nome di battesimo), avvenuta in circostanze drammatiche. Don Gaetano nonostante gli anni, ha la, memoria lucida e la parola lesta. Sul volto i segni dell'età non gli si leggono affatto. " Sono del 1880 ", ci dice con un certo orgoglio, " la stessa classe del padre di Pierino: fummo infatti congedati nello stesso anno. Eravamo amici per la pelle e, quando lui decise di partire, anch'io mi lasciai convincere a tentare l'avventura americana: era il 1903. Un giorno mi trovavo, come al solito, in casa dei Como, a Canonsburg : ci frequentavamo molto, anche perchè la madre di Pierino, Lucietta Travaglini, allattava il mio primo bambino. Stavamo bevendo della birra quando d'un tratto sentimmo un piccolo grido, subito soffocato, seguito da un leggero ma affannoso ansimare. Corremmo nella stanza di Pierino, che allora aveva appena due anni, e trovammo il piccolo in preda ad un fortissimo attacco di convulsioni. La casa dei Como era posta in periferia; così, prima che io raggiungessi il nostro dottore (un emigrato della provincia di Campobasso, un certo Maselli, l'unico col quale potevamo intenderci in italiano), persi un po' di tempo: quando finalmente arrivammo in casa dei Como, Pierino era pallido ed immobile: per un attimo ebbi la sensazione che fosse morto. Il dottore praticò subito delle iniezioni e, come Dio volle, Pierino si riebbe. Le sue condizioni erano comunque allarmanti. " Sarà bene che lo battezziate", consigliò il dottore. L'unica Chiesa Cattolica era situata a Little Washington, lontana 5 chilometri da Canonsburg : ci incamminammo a piedi, il bambino avvolto da coperte di lana, e finalmente, dopo qualche ora di cammino, raggiungemmo la chiesa: fu una cerimonia semplice e commovente. nella quale io funsi da padrino. Pìerino, lo ricordo come fosse ieri, aveva gli occhi socchiusi, la fronte madida di sudore, il volto bianco come quello di una tovaglia appena lavata ".

"Diventerai un bravo cantante" .

Da " Bacocch " abbiamo appreso come il cantante cominciasse ad avvertire, giovanissimò, i segni del suo talento. " Barocch " è il nomignolo con cui viene comunemente chiamato in paese lo zio materno di Perry Como.

Giovanni Travaglini, detto "Bacocch", zio di Perry Como

Il suo vero nome è Giovanni Travaglini: un uomo tozzo e robusto di 69 anni, che abita con la famiglia in un modesto e decoroso appartamento di via S. Francesco. Anche lui, da giovane, ha lavorato in America; tornò a Palena quando Pierino festeggiava il suo nono anno dì età. " Ero operaio in una fonderia di Canonsburg; c'erano con me quasi tutti palenesi: per qualche tempo, prima che aprisse la fabbrica di spaghetti, anche Pietro Como lavorava nella fonderia. Tutti i miei paesani emigrati in America hanno preso dimora a Canonsburg, un piccolo centro a " venticinque centesimi di dollaro " da Pittsburg. Questo è , dovuta al fatto che il primo palenese che emigrò negli Stati Uniti, Falco Campana, era diventato " boss " a Canonsburg, un pezzo grosso, insomma, un imprenditore di lavori pubblici, che mandava a chiamare gran parte dei suoi concittadini. I parenti di Perry ancora oggi vivono in questo paese, con le loro mogli e mariti tutti " oriundi " abruzzesi. Non vedo Piero dall'età di nove anni e dalle fotografie non direi che è cambiato granchè: gli stessi occhi, lo stesso naso affilato, gli stessi capelli neri e crespi. Quante volte l'ho tenuto in braccio da bambino! Ricordo che quando cominciava a piangere, io gli dicevo in dialetto: "Allucch, allucch, che tu advient nù bone cantatore..." (Strilla, strilla, che tu diventerai un buon cantante... ) . Fu il maestro di musica Dionisio Chiaverini, padre dell'attuale sindaco di. Palena, ad insegnare musica al piccolo Piero: il ragazzo ha imparato a suonare prima il trombone, poi la chitarra ed infine è passato al canto ". L'origine dei Como ci è spiegata dal geometra Mario Como, che ci mostra anche lo stemma di questa famiglia: tre stelle d'oro su un campo azzurro e argento. Originariamente erano nobili napoletani: un ramo si trasferì a Palena, l'altro a Trani. Lucietta Como aveva da poco compiuto i 20 anni quando conobbe Pietro: un ragazzone robusto, con i capelli a spazzola e un paio di baffoni all'insù.

Il notaio Eugenio Vittoria, che all'epoca, come sindaco, sposò i genitori di Perry

Fu un amore a prima vista. " La mattina del 18 ottobre 1901 si presentarono in Municipio ed io li unii in matrimonio " , ci dice il notaio Eugenio Vittorio, un arzillo vecchietto di 94 anni, che in quel periodo era sindaco di Palena. Anche lui, oggi, è tornato in questo paese dalla vicina Chieti, dove attualmente vive con la famiglia: vuol conoscere il famoso divo della televisione americana, dimostrando così una curiosità ed una vivacità d'interessi degni di un giovane di vent'anni. Spesso, la sera, si ferma ad ascoltare un gruppo di ragazzi palenesi che sta allestendo in gran fretta un coro. E' capeggiato da Tonino Como, il nipote in secondo grado di Perry: provano fuori del paese, su un pianoro che domina questa meravigliosa vallata d'Abruzzo, vicino ad un bosco fitto come un velluto verde. Accade talvolta che il vecchio don Eugenio, nonostante i 94 anni suonati, unisca la sua voce a quella più robusta dei ragazzi per cantare con trasporto una vecchia canzone le cui prime strofe dicono: " Torna al tuo paesello che è tanto bello... Torna al tuo focolare, torna a cantare... ".

Rodolfo D' Intino

 

Riascolta la splendida voce di Perry Como in "Magic Moments"
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