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Note di colore fra i grigi del bianco e nero
di Roberto Palmas (figlio di Giuseppe Palmas)
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Un'esposizione delle foto di Giuseppe Palmas non sarebbe completa senza considerare l'aspetto sociale. Nella sezione Cronaca e Costume ho voluto far rientrare tutti quei personaggi ed avvenimenti che hanno colorato, sia con toni allegri che tristi, una nazione intenta a leccarsi le ferite lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale. Comincerò dalla cronaca, raccolta all'inizio della sua carriera solo sul block notes e in un secondo tempo impressa anche sulla pellicola.

Sono piccoli fatti di cronaca nera, quasi a non volersi staccare dal mestiere di giornalista, a dare a Palmas l'occasione di dimostrare il suo talento fotografico, complice qualche gomitata per garantirsi l'inquadratura migliore. Tutti i più importanti processi del primo dopoguerra lo vedono in prima linea a cercare di fermare l' espressione di rabbia dell'imputato alla lettura del verdetto o, come nel caso della contessa Maria Pia Bellentani, la gioia della scarcerazione. Una particolare attenzione è rivolta ai barboni e alla gente che ha perso tutto a causa della guerra. Molto significativo, a riguardo, il servizio effettuato nel '51 durante il "Censimento dei senzatetto". I poveri che abitano in baracche ricavate dalle macerie della guerra sono svegliati da poliziotti, nel cuore della notte, per poter effettuare un controllo. Queste foto "sociali" mostrano come i problemi per l'Italia avviata al boom economico siano tutt'altro che risolti.

E' l'alluvione del Polesine nel novembre del 1951 il vero battesimo del Palmas fotoreporter. Durante i giorni passati fra le acque del Po il cesenate capisce l'importanza della macchina fotografica quale strumento di testimonianza. Quella tragedia si rivela un duro colpo per un paese che sente ancora l'eco dei bombardamenti. Nonostante tutto l'Italia rialza un'altra volta la testa e il fotografo ritorna in quei luoghi anche per testimoniarne la ricostruzione, fisica e morale.

Un altro evento importante di cronaca raccontato dalla fotocamera di Giuseppe Palmas è il ritorno dei reduci dalla Russia, a quasi dieci anni di distanza dalla fine del conflitto. Uomini che ormai vengono dati per dispersi sono invece riusciti a sopravvivere non solo alla guerra, ma soprattutto ai lunghi rigidi inverni della steppa. E così nel '54 il flash ritrae queste figure misteriose mentre scendono dal treno, spaesate, con la barba lunga ma con un sorriso che segna la fine di un incubo.

La vocazione per tutto quello che è cronaca lo porta a diversi servizi di prestigio soprattutto in campo politico. Con Luigi Barzini jr, giornalista di Epoca, sale sull'aereo personale dello Scià di Persia che fa ritorno in patria dopo un esilio dovuto ad un colpo di stato. Non c'è molta luce su quel volo, ma Palmas si prende tutto il tempo che è necessario per fotografare Reza Palhevi, finalmente rilassato e sereno. Come spesso capita in queste occasioni, il fotografo chiede poi ad un collega di ritrarlo insieme allo Scià, quasi a voler diventare per un attimo protagonista, come succede in teatro quando il regista alla fine dello spettacolo esce da dietro le quinte e va sul palcoscenico a godersi i meritati applausi.

Anche i politici italiani non sfuggono ai suoi clic. A cominciare dalla senatrice Merlin, colei che è rimasta nella storia per aver turbato l'Italia con la sua legge che decreta la chiusura dei bordelli. A distanza di decenni il dibattito sulla validità di questa scelta rimane aperto e nella foto qui riprodotta la stessa senatrice sembra esclamare:"Misericordia, cosa ho mai fatto!".

Il trasferimento dell'agenzia giornalistica da Milano a Roma favorisce gli incontri di Palmas con l'eccellenza politica italiana. Il suo obiettivo cattura una serie di immagini dell'allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, del Presidente del Consiglio Giuseppe Pella, del Ministro degli Interni Mario Scelba, di Pietro Nenni e di Alcide De Gasperi, uomo faro di una Democrazia Cristiana che ha appena cominciato il proprio predominio governativo.

Giuseppe Palmas durante il giorno cerca la notizia o la foto da prima pagina e riserva la notte alla dolce vita. Locali notturni, teatro di rivista e di prosa, avanspettacolo. Dimenticate le preoccupazioni, gli Italiani cominciano ad affollare questi luoghi di svago, dove muovono i primi passi Dario Fo, qui presente nei panni del giullare, Carlo Dapporto, Erminio Macario, Wanda Osiris, Oreste Lionello. Garinei e Giovannini firmano giài loro primi spettacoli e sui palchi dei più famosi teatri d'Italia si alternano Anna Proclemer, Paolo Stoppa, Johnny Dorelli, Lauretta Masiero, Gino Cervi.

Prendono piede le sfilate di moda che valorizzano il gusto italiano, mentre comincia la sua brillante carriera, a passo di danza, Carla Fracci. Dopo gli spettacoli il fotoreporter finisce l'ultimo rullino vagando per bar e ristoranti alla ricerca di qualche faccia significativa. La caccia, spesso, dà buoni risultati:fra gli altri finiscono in un'inquadratura l'armatore Aristotele Onassis, lo scrittore Eugenio Montale, il pittore spagnolo Salvator Dalì, sorpreso ad una festa in compagnia di Charlie Chaplin. Con Giovannino Guareschi divide una sincera amicizia tanto che lo scrittore, creatore di Don Camillo, tiene a battesimo la sua primogenita, Daniela. Non sfuggono ai suoi scatti nemmeno Achille Campanile, il pittore Michele Cascella, il generale Umberto Nobile (quello della Tenda Rossa) e Giuseppe Ungaretti.

Infine la Rai. La tecnologia, soprattutto quella televisiva, è ancora giovane. Anche Mike Bongiorno è molto giovane, ma già conduce un quiz. Lascia o raddoppia incolla alla TV quelli che hanno la fortuna di possederne una. Ma tutti hanno almeno un'amico o un parente che possiede il televisore, cosicchè le immagini diffuse da questo nuovo elettrodomestico possono essere guardate da milioni di occhi.

L'agenzia di Palmas si trova ad un passo dagli studi della Rai. E' relativamente facile quindi fotografare Mario Riva, presentatore del celebre programma Il Musichiere, e Nunzio Filogamo mentre saluta gli ascoltatori con la celebre frase "cari amici vicini e lontani". Fra un annuncio e l'altro di Nicoletta Orsomando si alternano al timone delle varie trasmissioni Corrado, Enzo Tortora, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Molti di questi personaggi sono ancora sulla cresta dell'onda ai giorni nostri, quasi a voler dimostrare che la televisione rende piùlongevi della politica.

E quando, fra cent'anni, anche l'ultima persona fotografata non ci sarà più, qualcuno guardando queste immagini potrà pensare che in quell'attimo, in quello scatto, forse il tempo si è davvero fermato.

Roberto Palmas

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