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Alessandro Corona: Il fans club del consigliere Daga

IL FANS CLUB DEL CONSIGLIERE DAGA


A pensarci bene il fans club del consigliere Daga conta già più iscritti del fans club di Pupo, ma mentre il secondo è cosa seria quello del consigliere è perlomeno emblematico. Non c'è nessuna voglia di rivalsa in questo documento che vuole essere un ultimo tentativo di chiarire una situazione che stà assumendo i contorni di una commedia tragi-comica.

Regna ovviamente un po' di confusione nei soci del fans club del consigliere i quali manifestando la loro indignazione parlano di attacco vile delirante e poco onorevole, continuando la polemica serrata nei confronti del segretario federale Roberto Cadeddu, il quale è il rappresentante di un Partito che ha espresso all'unanimità il proprio sdegno per l'operato del consigliere Daga.

Con stupore prendiamo atto che dalle accuse di neocentrismo e di deriva centrista mosse nelle prime dichiarazioni ora si parla di stalinismo e di mediocrità, ciò fa pensare che i componenti del fans club abbiano perlomeno idee e concetti differenti rispetto al loro idolo, che come ben ricordiamo osteggiava una ipotetica deriva centrista del partito.

E' necessario sottolineare che i Comunisti di Nuoro non hanno mai dato giudizi sulle qualità del consigliere e neanche infangato un passato che è onorabile almeno quanto la nostra indignazione per il suo operato, concretizzatosi in un'arrogante negazione dei diritti delle compagne e dei compagni di avviare un'elaborazione politica collettiva e per questo condivisa.

Il delirio che avrebbe colto il segretario federale ci pare invece far parte costante di chi teorizza l'idea che il consigliere Daga sia stato eletto più per aspetti estetici e ornamentali che per la sua candidatura sotto la falce e martello dei comunisti.

Affermare che egli è stato eletto con “200 voti non comunisti”significa non riconoscere i sacrifici delle compagne e dei compagni che con varie aspirazioni facevano parte della lista dei comunisti, significa credere che basti una cravatta e un sorriso per ottenere dei voti validi, significa rassegnarsi alla propria incapacità di concepire l'uomo all'interno di un partito come un dio vivente piuttosto che come parte di un collettivo unito e coeso.

Per questi motivi rifiutiamo di essere risucchiati dal vortice di una polemica che per noi non ha nessun valore, giaccè il consigliere ha scelto di abbandonare il partito e di iniziare la sua personalissima battaglia contro i mulini a vento, mentre ricordiamo che la coerenza intellettuale e morale di un comunista non gli permetterebbe mai di autosospendersi e di restare in carica come consigliere. C'è un codice non scritto che impone ai comunisti di comportarsi sempre con coerenza e con chiarezza, è un codice che si acquisisce con la militanza, con l'intelligenza, con l'adesione organica al Partito.

I componenti del fans club del consigliere, dotati di discreta intelligenza dovrebbero invece chiedersi quanto hanno dato in termini di militanza e di impegno politico. Sarebbe gradito che capissero che appartenere ad un partito significa adoprarsi a che sempre si possano raggiungere i migliori risultati, in tutte le situazioni. E mentre le compagne e i compagni, quotidianamente, lavorano per la crescita dei comunisti qualcuno dovrebbe perlomeno chiedersi che senso ha dirsi comunisti. Noi abbiamo ben chiara la nostra strada e continueremo con l'impegno serio dei comunisti seri, quelli che militano nel Partito dei Comunisti Italiani.


Alessandro Corona

Responsabile Stampa e Propaganda PdCI


 

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