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L'opinione
Vincenzo A. Romano : Piazzisti al Quirinale

PIAZZISTI AL QUIRINALE


23 gennaio 2006

Grazie cara, ma abbiamo già due di tutto”. E’ la risposta di una vecchietta, in un film americano, alla ragazza che confonde per una piazzista porta a porta.

 

Non diversa deve essere stata la risposta del Quirinale alla proposta – circola oggi un po’ su tutti i quotidiani - di uno scambio del tipo “io non allungo i tempi per  lo scioglimento delle Camere, voi glissate sulla inappellabilità alla assoluzione in primo grado”. Se così fosse saremmo un’altra volta al mercato delle vacche, con Forza Italia che vorrebbe salvare il Capo nel processo SME, ma ha terrore di affrontare Ciampi  in uno scontro aperto che, sulla legge Pecorella, vedrebbe il governo in difficoltà serissime. Schizofrenico appare tutto il comportamento del Polo che parla con voci scomposte, vedi il caso Gargani, oppure disinteressate, con Maroni per il quale le pretese della Lega sono completate e concluse. Con la devolution approvata: passata la festa, gabbato lo santo. Pecorella diventa possibilista, Follini e Vietti non pare vogliano perderci il sonno. Rimane appunto Gargani, il munifico che – in un virgolettato di Repubblica - concede: “Stiamo per venire incontro al Capo dello Stato … al pm possiamo concedere aggiustamenti lessicali”. E qui che vorremo una “rivolta” dura di tutto il centrosinistra, Prodi in testa. Su prerogative costituzionali non si va incontro a nessuno; questo è davvero il mercato delle vacche, della non politica, della mentalità affaristica del tu mi dai questo ed io ti vengo incontro su quello. Quando il presidente della Repubblica, ed in questa legislatura lo ha dovuto fare sette volte, rinvia una legge alle Camere. non risulta che faccia una ripicca contro il governo, piuttosto che valuti imparzialmente, e previo un approfondito esame, la sua coerenza coi principi costituzionali. E’ probabile che la canea inscenata contro Ciampi sia per taluni giustificabile sulla base della “loro” nuova Costituzione che riduce il Capo dello Stato a notaio del Primo Ministro. Ma che quella “cosa” sarà promulgata è tutto da vedersi.

Veniamo ora alle convinzioni di molti politici italiani che ragionano, appare probabile, alla Perry Mason. I soloni dicono: negli Stati Uniti l’imputato assolto è innocente. Il discorso sarebbe lungo, ma non è vero. Negli USA esistono ben  cinquantadue sistemi giuridici autonomi ed indipendenti, legati da un particolare vincolo federalista. Non solo, vale ancora, perché regolato da manuali interni United States Attorney's Manual non “citabili” da giudice ed imputato, un doppio sistema di incriminazione (che si sta cercando di eliminare) per uno stesso reato che interessi lo stato ed il governo federale contemporaneamente. Senza dimenticare che la “giuria” riconosce o meno la colpevolezza, ma è un secondo organo (a più componenti) che stabilisce la “sentence”, cioè la pena che è sempre indicata nel massimo ed è inappellabile. Invochiamo  giudici terzi, ma in fin dei conti facciamo riferimento a  quelli che emettono sentenze fortemente discrezionali, almeno sino alla riforma del 1984.

Vediamo ora su cosa si basa il ragionamento dei “contrattisti”. Il presidente della Repubblica potrebbe accettare, in ultima analisi, che si cambi la parte sulla Corte di Cassazione, perché è su quella che ha insistito, e si lasci intatta la parte della inappellabilità (bontà loro, lasciano qualche spiraglio). Ma non è vero che i rilievi di Ciampi siano incentrati sulla Suprema Corte anche se il passo è chiarissimo: “Le modifiche introdotte dalla legge generano un'evidente mutazione delle funzioni di Corte di Cassazione, da giudice di legittimità a giudice di merito, in palese contrasto con quanto stabilito dall'art. 111 della Costituzione”. I nostri non sono poi così furbetti, la “mutazione” l’avrebbero potuta mettere in Costituzione, ma nessuno –probabilmente - aveva ancora pensato agli eventuali esiti sul processo SME. Il sistema di aggravamento dei lavori della Corte – perché su questo Forza Italia pare disposta a “trattare”- è quindi solo una goccia d’acqua nel mare dei pastrocchi. Ben più importanti sono la già detta mutazione delle funzioni della Corte, mutazione contraria alle origini dell’istituto ed al dettato costituzionale. E’ importante il contrasto fatto rilevare fra due articoli del C.P.P.; è importante il fatto che, nella fretta, si siano scordati quanto afferma l'articolo 26 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274. E’ umiliante dover dire ad una maggioranza che ha agito in modo “disorganico e asistemico” e per di più è “incongruente” rispetto a se stessa. Altro che mercanteggiare, questo governo deve andare a casa subito, prima che – condottici sull’orlo del baratro - ci precipiti al fondo.

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