17 Luglio 2000 - Corso di IUM-WWW 1999/2000

Risposta al quesito:
Quali servizi innovativi puo' portare un uso creativo di Xlink?
Di: Paolo Di Pierdomenico, Matteo Dal Bo', Luigi Semeraro.


La soluzione proposta ci sembra utile e (forse) anche realizzabile. L'idea nasce da alcuni presupposti molto semplici:

  1. Organizzare molti file in un file system e' un'operazione piuttosto onerosa e' complessa. Il file system non e' un sistema molto elastico.
  2. Ogni file ha piu' di una caratteristica, e puo' essere catalogato in modo diverso.
  3. Xlink e' un mezzo potente per creare praticamente qualunque tipo di associazione tra file, ed e' molto elastico.

Prendiamo l'esempio del computer di casa nostra: Woodland. Woodland e' un P3 con 13,6 Gbyte di disco, suddiviso in quattro partizioni. E' utilizzato da tutti gli inquilini della casa (cinque studenti), piu' da altri utenti non proprio occasionali. Ognuna di queste persone scarica file da internet, scrive documenti, riceve e-mail ecc. Ecco come e' organizzato attualmente il disco:

   c: sistema operativo e programmi
   d: dati (di tutti i tipi)
   e: dati (che devono essere masterizzati per backup)
   f: raccolta di file musicali

Di particolare interesse la partizione d. Qui tutti salvano i loro file, ed e' una vera e propria accozzaglia. Ad esempio: c'e' una directory chiamata "internet" per i file scaricati dalla rete, e (quasi) una cartella per ogni utente, che porta il nome dell'utente stesso, dove ognuno mette cio' che vuole.

Immaginiamo la seguente situazione:

Massimiliano (utente non esperto) si collega ad internet e scarica dei file dalla pagina del corso di Fisica. I file sono in formato html, testo semplice, immagini ed anche un documento "quark.doc" che e' un articolo scritto da un certo J. Smith. Tutti riguardano la fisica quantistica. Dove salvarli? Massimiliano sceglie di salvare i file html ed i .txt in d:\internet\, decide di creare una nuova cartella d:\immagini\massimiliano\ per mettere dentro le immagini. Il punto piu' logico in cui inserire i .doc sembra c:\documenti, e li' finiscono. Poi scarica anche degli mp3 che vanno in e:\musica\metal\ (piuttosto che in e:\musica\mp3\) e delle poesie che finiscono in d:\massimiliano\.
Una settimana dopo, Massimiliano non sara' in grado di ritrovare piu' niente di quello che aveva salvato, eccetto le poesie (d:\massimiliano\) cosi' da adesso in poi salvera' tutto in d:\massimiliano\ - almeno e' sicuro di ritrovare tutto in qualche modo.

Il file system non e' elastico: c'e' sempre piu' di un modo per catalogare un file, e non in maniera gerarchica. Qual e' il posto giusto per salvare il file quark.doc? Proviamo a scegliere tra:

	d:\massimiliano\
	d:\fisica\quantistica\
	c:\documenti\
	d:\internet\
	d:\J-Smith\

Tutti i posti andrebbero bene. Sarebbe bello poter specificare riguardo al file quark.doc le seguenti caratteristiche:

Cosi' Massimiliano potrebbe "chiedere al computer" quali sono i file che riguardano la fisica quantistica, e trovare cio' che cerca. Oppure chiedere quali sono i file di sua proprieta', quali sono i file scaricati da internet ecc. ed avere una risposta utile.

Invece che andare a cercare il posto in cui e' stato salvato il file, sarebbe comodo cercare per argomento o materia, per autore, per proprietario. Poco ci importa di dove sia il file sul disco.

Questa catalogazione si puo' realizzare con un uso intelligente di xlink (e magari anche xml), associando file che hanno proprieta' comuni e creando cosi' diversi modi per accedere ad uno stesso elemento. Invece che vedere il disco di Woodland in questo modo:

	Woodland
	  |- C:
	  |- D:
	  |- E:
	  |- F:

potrebbe essere piu' utile vederlo in questo modo:

	Woodland
	  | - proprietari
	  | - materie
	  | - tipi di file
	  | - provenienza
	  | - autore
	  | - ordine alfabetico
	 ...

ovvero in una serie di categorie logiche defite dall'utente.

Un utilizzo accurato di xlink, che non sia molto oneroso da parte dell'utente, potrebbe risultare a nostro avviso utile da questo punto di vista. Si possono ovviamente inserire nelle categorie logiche anche file remoti (non residenti sul disco) e vederli allo stesso modo di tutti gli altri. Si potrebbero spostare i file sulla partizione di backup e poi su un cd-rom, e saremmo ancora in grado di trovare i file nelle categorie; se non sono accessibili, perche' - ad es. - il cd e' stato rimosso, ci verrebbe chiesto di inserirlo, o ci verrebbe indicata la posizione "fisica" affinche' sia possibile localizzarlo.

Questo metodo di associazione per categorie o proprieta' e' utilizzato felicemente dalle enciclopedie multimediali, per esempio. Questa caratteristica rende piu' facile realizzare delle ricerche tematiche, o trovare tutti i filmati presenti, ecc. Un disco da 13 Giga puo' contenere molte enciclopedie, e se si crea confusione, diventa veramente arduo ricordarsi dove tempo fa abbiamo messo quello che ci serve adesso.

Ora basta scrivere, dobbiamo decidere se salvare questo file in d:\paolo\ium\, d:\matteo\ium\ oppure in d:\luigi\universita\hci\ ...o forse sara' meglio metterlo in c:\documenti?

Paolo Di Pierdomenico
Matteo Dal Bo'
Luigi Semeraro.


prec precedente

top inizio pag.


PdP Home Page di Paolo Di Pierdomenico - http://web.tiscalinet.it/pdp_home/