interazione

 

"Ieri soffiava un vento conosciuto, Un vento che avevo già incontrato. Era una primaveraprecoce. Camminavo nel vento a passi decisi, rapidi, come tutte le mattine. Eppure avevo voglia di ritrovare il mio letto e distendermi, immobile, senza pensieri, senza desideri, e di restare sdraiato fino al momento in cui avrei sentito avvicinarsi quella cosa che non è voce nè gusto nè odore, solo un ricordo vaghissimo, venuto da oltre i limiti della memoria.
Lentamente la porta si è aperta e le mie mani abbandonate hanno sentito con terrore il pelo serico e dolce della tigre.
Musica! Ha detto. Suoni qualcosa. Al violino o al piano. Meglio al piano. Suoni!
Non sono capace, ho detto. Non ho mai suonato il piano in tutta la mia vita, non ho nemmeno un pianoforte, non l'ho mai avuto.
In tutta la sua vita? Che sciocchezza! Vada alla finestra e suoni!
Davanti alla mia finestra c'era un bosco. Ho visto gli uccelli riunirsi sui rami per ascoltare la mia musica. Ho visto gli uccelli. Le piccole teste inclinate e gli occhi fissi che guardavano da qualche parte attraverso di me.
La mia musica si faceva sempre più forte. Diventava insopportabile.
Un uccello morto è caduto da un ramo.
La musica è cessata.
Mi sono voltato.
Seduta in mezzo alla camera, la tigre sorrideva.
Per oggi basta, ha detto. Dovrebbe esercitarsi più spesso.
Si, glielo prometto, mi eserciterò. Ma attendo visite, lei capisce, per favore. Essi, loro, potrebbero trovare strana la sua presenza qui, a casa mia.
Naturalmente, ha detto sbadigliando.
A passi felpati ha varcato la porta che subito ho richiuso a doppia mandata dietro di lei.
Arrivederci, mi ha gridato ancora."

 

#12

 

Un pensiero tangente d'autore, o, per esasperare l'autocritica, niente più che pensieri di seconda mano. Comunque, tangenti.
La prima mano è quella di Agota Kristof (trad. Marco Lodoli).
R. (contributo 12)

#12

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