PAN, PEGASUS E STAR: LA DISTRIBUZIONE FAI-DA-TE... CHE E' MEGLIO (MOOOOLTO MEGLIO!)

Forse non tutti sanno, e forse a pochi interesserà sapere, che in Italia i fumetti, ma non solo essi, si avvalgono di due differenti canali ufficiali per arrivare dal produttore (editore) al consumatore (lettore): c’è la distribuzione da edicola e la distribuzione da libreria specializzata (fumetteria). E’ vero, ce ne sarebbe anche un terzo, e cioè quello delle mostre-mercato di fumetti - ormai sparse un po’ ovunque lungo tutto il suolo italico! -, ma quest’ultimo canale, più che contrapporsi o sostituirsi ai due precedenti, diciamo che li affianca e li “rafforza”. E’ quindi un... “inpiù”, anche se ultimamente per alcune piccole realtà editoriali indipendenti, le mostre-mercato suddette costituiscono l’unica forma di distribuzione veramente efficace, non tanto in termini economici, quanto in termini di VISIBILITÀ, una parola che ritornerà spesso in questo mio scritto e che dunque vi prego di tenere bene a mente fin da adesso. Ma torniamo all’ufficialità. Semplificando il tutto al massimo per i non-addetti ai lavori, la distribuzione da edicola (e per edicola intendo anche autogrill, supermercati, etc., etc.) si fonda sul principio del CONTO-VENDITA, ossia un editore AFFIDA i suoi fumetti ad un Distributore da Edicola (ne esistono MOLTI, sia a livello nazionale, sia a livello locale) che, in cambio di una quota variabile sul prezzo di copertina di ogni albo VENDUTO (di solito il 50%, salvo accordi diversi con l’editore) si impegna a trasportare quei fumetti in tutte le edicole dove l’edicolante, anche lui in cambio di una quota variabile sul prezzo di copertina di ogni albo VENDUTO (di solito il 20%, salvo accordi diversi con il distributore), provvede ad esporre quei fumetti per poi appunto venderli a tutti quei lettori che decideranno di acquistarli (e che il prezzo di copertina, purtroppo per loro, saranno costretti a pagarlo per intero, salvo accordi diversi con l’edicolante). I fumetti che non vengono venduti (detti RESI) vengono restituiti dall’edicolante al distributore che, in cambio di una piccolissima penale a suo favore, provvede a riconsegnarli all’editore. In un siffatto sistema, sia l’edicolante che il distributore sono al riparo da eventuali rischi di perdite in quanto, se quei fumetti vendono, guadagnano, se quei fumetti non vendono, li rimandano indietro all’editore. Quindi entrambi gli interessati non pongono nessun limite al numero di fumetti da distribuire o presenti nelle loro edicole, anzi tutt’altro: più copie hanno, più aumentano le possibilità di vendita e di guadagno (VISIBILITÀ). Il problema, invece, ricade interamente sulle spalle dell’editore ed è un problema di cifre: dati alla mano, in Italia ci sono quasi 40.000 edicole e un editore dovrebbe dunque stampare il suo fumetto con una tiratura minima che si aggira appunto sulle 40.000 copie, al fine di piazzarne almeno uno in ogni edicola perché, anche per lui, più edicole riesce ad occupare con i suoi prodotti più, anche per lui, aumentano le possibilità di vendita e di guadagno. Pochi, però, sono gli editori di fumetti che possono permettersi tali tirature (al massimo... un paio o poco più!). Gli altri, anche loro molto pochi, optano per tirature più basse, ma comunque sempre consistenti (non meno di 10.000 copie), affidandosi totalmente al distributore che, non avendo un numero sufficiente di fumetti da piazzare in tutte le edicole, sceglie, in base ai dati di vendita in suo possesso e alla sua personale esperienza nel campo, di piazzarli in edicole abitualmente frequentate da lettori di fumetti, garantendo così loro un minimo di visibilità e possibilità di vendita. Ma questi Distributori da Edicola non distribuiscono solo fumetti, anzi in molti casi i fumetti non rappresentano nemmeno il 10% del loro fatturato totale e quindi non ci perdono tanto tempo dietro (e lo stesso discorso, ma con le dovute differenze, vale anche per gli edicolanti). Capita così di recarsi in un’edicola e non trovare il proprio fumetto preferito, mentre magari in un’altra edicola poco distante ce n’è una pila alta così (questo nelle grandi città, altrove diventa tutto molto più complesso). Comunque tirando le somme diciamo che nella Distribuzione da Edicola l’unico a rimetterci (quando le cose vanno male, ovvio) è l’editore e, in base alle cifre suddette, questo tipo di distribuzione è accessibile a pochi, anzi a pochissimi. E’ ovvio anche che case editrici con strutture economicamente solide alle spalle quali la Sergio Bonelli Editore o la Marvel Italia o la Disney Italia, con le loro tirature da 40.000 o più copie (molte più copie nel caso di Bonelli o della Disney o dell’UR della Marvel) possono davvero occupare TUTTE le edicole con uno o più albi dei loro fumetti e di conseguenza avere più visibilità e possibilità di vendita rispetto ad altre realtà editoriali, anch’esse molto forti ma non certo all’altezza dei primi tre quali Star Comics, Eura o Macchia Nera che, in base alle loro tirature inferiori alle 40.000, andranno ad occupare di sicuro un minor numero di edicole, perdendo quindi in visibilità e avendo dunque meno possibilità di vendita. Verrebbe quindi da dire che nella Distribuzione da Edicola la differenza la fanno le tirature, che però dipendono in maniera direttamente proporzionale dalle capacità economiche (molto differenti) di queste case editrici. Tutti questi editori, però, in base a quanto detto qualche riga fa, chi più e chi meno a seconda delle rispettive tirature, godono comunque di una VISIBILITÀ GRATUITA per i loro prodotti, in quanto gli abituali frequentatori di un’edicola possono comunque VEDERE, e magari anche sfogliare, i fumetti di questi editori, indipendentemente o meno dal loro acquisto. Quindi in questo caso i LETTORI sono davvero i fruitori ULTIMI di un fumetto e sono LORO a decretarne il successo (quando lo comprano) o meno (quando non lo comprano). Tutt’altro discorso vale invece per la Distribuzione da Libreria che si fonda sul principio della VENDITA senza RESI, e cioè il Distributore COMPRA i fumetti dagli editori e poi li RIVENDE ai librai, il che porta automaticamente ad un ribaltamento della catena distributiva: mentre nella Distribuzione da Edicola, infatti, partiva tutto dall’editore e il lettore costituiva l’ultimo - ma importantissimo! - anello, nella Distribuzione da Libreria il lettore diventa il primo, e molto meno importante, anello. Semplificando anche qui ogni cosa al massimo, il tutto prende l’avvio da un lettore che si reca in una delle circa 200 (o poco più ) librerie specializzate in fumetti presenti in Italia e ordina al libraio, o titolare della libreria che dir si voglia, un fumetto. Il libraio, tramite un ordine, inoltra la richiesta di questo fumetto al Distributore che provvede al suo acquisto presso l’editore interessato. L’editore, di quel fumetto, può anche averne stampate 2.000 copie, ma se il distributore, su ordine del libraio, gli COMPRA una sola copia, lui può VENDERGLI una sola copia, destinando le altre 1.999 ad usi impropri (vi lascio immaginare quali). Poi la catena riparte, e cioè l’editore affida il suo fumetto “già-venduto” al Distributore da Libreria e... e be’, già qui bisogna fermarsi perché, per un editore, già qui sorgono i primi problemi! Infatti, mentre la Distribuzione da Edicola è affidata a MOLTE società tra loro concorrenti, e quindi un editore è libero di scegliere quella che più gli aggrada e, se inadempiente, sostituirla magari con la di lei diretta concorrente, la Distribuzione da Libreria è affidata invece a un solo - ripeto... UN SOLO! - distributore a livello nazionale (la PAN), ad un altro che si definisce nazionale ma provvede principalmente al rifornimento di una serie di librerie di “amici” in cambio di favori personali e quant’altro (la PEGASUS), e infine ad un altro che si definisce nazionale per il semplice fatto di possedere una trentina di negozi propri sparsi per l’Italia (la STAR SHOP). Ma torniamo alla catena... L’editore affida dunque il suo fumetto “già-venduto” ad un Distributore da Libreria, anzi all’unico Distributore da Libreria esistente (la PAN) che, in cambio di una quota FISSA sul prezzo di copertina (il 50%, salvo poi avere la fortuna di conoscere qualcuno all’interno dello staff della Pan), trasporta quel fumetto SOLO nella libreria che l’ha richiesto dove il libraio, anche lui in cambio di una quota fissa sul prezzo di copertina (di solito il 20%, salvo poi avere la fortuna di conoscere qualcuno all’interno dello staff della Pan), provvede a venderlo a quel lettore che lo ha in precedenza ordinato (e che il prezzo di copertina, purtroppo per lui, anche qui è costretto a pagarlo per intero, salvo accordi diversi con il libraio). Nelle librerie di fumetti quindi non esistono i RESI, ossia un libraio ordina solo fumetti... già venduti! E così, mentre un edicolante se riceve dieci copie di un fumetto - e non le vende - le rispedisce tranquillamente indietro senza alcuna perdita in termini economici, nelle librerie ciò non avviene e dunque il libraio ordina solo il minimo a lui indispensabile, perché, se quelle copie che lui ordina poi non le vende, gli rimangono in negozio (leggi... sul groppone) in quanto, avendole acquistate, non può restituirle né al distributore, né tantomeno all’editore, con notevoli perdite in termini economici. Ma anche qui il problema, apparentemente del libraio, alla fine invece ricade interamente sulle spalle dell’editore perché, pur affrontando delle tirature più agevoli, e accessibili a molti (sulle 2000\3.000 copie a fumetto), tutto dipende dall’ordine del LIBRAIO che sta alla base della piramide. Attenzione, libraio e non... LETTORE! Eh, sì perché... mentre in un’edicola il lettore, pur ignorandone l’esistenza, può venire a conoscenza di qualsiasi fumetto semplicemente vedendolo (che poi lo acquisti o meno è un discorso che ci porterebbe altrove), in una libreria questo non accade perché, se un fumetto NON è VISIBILE, come fa un lettore, che ne ignora l’esistenza, a venirne a conoscenza? La Distribuzione da Libreria si basa perciò su questo strano sillogismo: un lettore che non conosce l’esistenza di un fumetto, per venirne a conoscenza, deve... comprarselo! Ma, domanda, come fa a comprarselo, se non ne conosce l’esistenza? A questo ovviano i cataloghi dei distributori, ma anche qui è bene fermarsi subito e puntualizzare: nelle librerie ci sono DUE cataloghi su TRE distributori presenti, perché la Star Shop Distribuzioni si appoggia alla Pan usufruendo del loro catalogo. In poche parole, due distributori “nazionali” che dovrebbero farsi libera concorrenza, a tutto vantaggio degli editori, fanno invece convergere i loro rispettivi interessi in un unico catalogo (un po’ strano, non trovate?). Tornando comunque al nostro discorso, sia la Pan che la Pegasus distribuiscono i loro cataloghi, rispettivamente “Anteprima” e “Mega”, in tutte le librerie. Tramite questi cataloghi un lettore - dopo però averli COMPRATI. Di solito ne compra uno (essendo i due praticamente identici). Vi lascio indovinare quale! - può venire a conoscenza di un fumetto e ordinarlo, eliminando in un sol colpo il sillogismo di cui sopra. Ogni editore ha, inoltre, la possibilità di pubblicizzare GRATUITAMENTE tutti i suoi prodotti su entrambi i cataloghi, indicando nome degli autori, prezzo e formato, impreziosendo il tutto con qualche immagine quando lo spazio a disposizione lo consente - spazio che però varia secondo il numero di testate e quindi secondo l’importanza di un editore - avendo poi a disposizione OTTO-righe-OTTO (pena... tagli vari!) in cui spiegare a grandi linee di che parla il suo fumetto, pure se il suo fumetto è di 2000 pagine (iperbole!). Capite bene, allora, che il sillogismo di cui sopra non solo non viene eliminato, ma si rafforza perché, mentre in un’edicola il lettore, pur ignorandone l’esistenza, può venire a conoscenza di QUALSIASI fumetto semplicemente VEDENDOLO, in una libreria il lettore deve prima di tutto COMPRARE il catalogo del Distributore e, pur ignorandone l’esistenza, può venire a conoscenza di QUALSIASI fumetto semplicemente rintracciandolo tra le svariate centinaia di testate presenti nel catalogo (in un numero di Anteprima ne ho contate più di 200!) e decidere, in base a quelle famigerate otto-righe-otto, se un fumetto, di cui non ha MAI sentito parlare, gli piace o meno per poi eventualmente acquistarlo (mi correggo: questo che ho appena scritto non è un sillogismo. E’... un’ERESIA!). E’ ovvio che i fumetti che quel lettore conosce bene, vuoi per fama dei personaggi o degli autori o degli editori che li pubblicano, sono avvantaggiati rispetto a quei fumetti che non conosce, scritti da chissachi, disegnati da chissacome ed editi da chissadove. Dunque, sempre quel lettore, mentre in un’edicola un fumetto può vederlo e sfogliarlo, rendendosi conto in prima persona di che caspita si tratti anche se non ne ha mai sentito parlare, decidendo poi - E SOLO POI! - di acquistarlo, in libreria questo non gli è permesso perché per vederlo e sfogliarlo, rendendosi conto in prima persona di che caspita si tratti anche se non ne ha mai sentito parlare, lui può SOLO... comprarlo! Quindi il fruitore ultimo nella Distribuzione da Libreria non è il lettore che, non conoscendoli e soprattutto non potendoli VEDERE, ignora talvolta anche dei fumetti bellissimi, ma il librario che, siccome non può ordinare tutto quello che gli viene presentato in un catalogo, opera un selezione, limitandosi a prodotti facilmente “vendibili” di case editrici durature nel tempo e di comprovato affidamento. Pochi, molto pochi (ma ci sono, per fortuna!) sono i librai che si arrischiano a “provare” fumetti nuovi di, magari, case editrici indipendenti, anche in ASSENZA di un ordine da parte di un lettore; molti sono quelli che invece, i fumetti di questi piccoli editori, non li richiedono neanche in PRESENZA di un ordine di un lettore (gli costa più il fax per la richiesta che il guadagno ricavato dalla vendita di quella copia!); tanti sono quelli che, pur di dimostrare di non esserne comunque sforniti, danno la colpa a distributori ed editori che non glieli inviano nonostante le loro ripetute e reiterate richieste; e altrettanti (ci sono pure questi, purtroppo!) sono quelli che, pur di non avere rotture, ma temendo comunque di perdere qualche possibile cliente, tagliano la testa al toro dicendo che quei fumetti sono esauriti, con buona pace dell’editore che ne possiede quintali su quintali ammonticchiati in vario modo in magazzino. Talvolta però, l’ordine inerente i fumetti di questi piccoli editori, parte davvero all’indirizzo del Distributore (PAN) e, talvolta, è il libraio a sentirsi dire dal Distributore (PAN) che quel fumetto è... ESAURITO. Ed avendo il Distributore (PAN) un contatto diretto con l’editore, la sua parola nell’ambiente è considerata legge (tra l’altro la sua parola è anche l’unica e quindi....). Salvo poi incontrare di persona proprio quell’editore, magari in occasione di una delle tante mostre-mercato, e notare quel fumetto esaurito... PRESENTE (!) in quantità industriali sugli scaffali del suo stand. Lo strano caso del fumetto “esaurito-ma-che-non-è-affatto-esaurito” è un’altra di quelle interessanti vicende che contribuiscono a rendere l’Italia un paese più unico che raro al mondo, perché la PAN, oltre ad essere l’UNICO Distributore da Libreria nazionale, è in realtà anche... una CASA EDITRICE! Per la precisione, fa capo alla MARVEL ITALIA. Già essere l’unico distributore nazionale è tutto dire (qualcuno di voi che mi sta leggendo, se nel frattempo non si è addormentato, conosce per caso la legge sull’ANTITRUST, garante del sistema del libero mercato, con relativa libera concorrenza annessa?), ma il fatto che un EDITORE distribuisca i prodotti di tutti gli altri EDITORI crea un notevole conflitto di interessi, nonché un’aperta violazione di un’altra tristemente famosa, e mai tanto abusata a sproposito, legge dello stato italiano, quella sulla PRIVACY, in quanto la Marvel è a conoscenza dei dati di vendita di tutti gli altri, potendo benissimo sfruttarli a proprio vantaggio (che poi lo faccia o non lo faccia, non mi è dato saperlo. Certo è che...). Non solo, essendo prima di tutto una casa editrice la Marvel Italia, attraverso i canali distributivi della PAN, è fortemente impegnata a distribuire in maniera molto rigorosa e capillare (e gli si può dar torto di ciò?) soprattutto i suoi fumetti, e poi tutti quelli degli altri... un po’ come capita! E quando un editore (è successo proprio a noi della Perfect Trip!) alza la voce, magari chiedendo come mai i suoi fumetti, a fronte di REALI ORDINI di lettori, non vengono COMUNQUE distribuiti, la PAN reagisce accampando scuse, dicendo cose non vere e addirittura trincerandosi dietro quelle stesse LEGGI che lei VIOLA sistematicamente. E noi, come editori chiamati direttamente in causa, per l’ennesima volta ci siamo resi conto che, in mancanza di una vera concorrenza, la Marvel-Pan fa un po’ il bello e il cattivo tempo e un povero editore, quando la Marvel-Pan è PALESEMENTE inadempiente nei suoi confronti, non potendo affidarsi ad un’altra società di distribuzione (non esistono!), può semplicemente o tacere, adeguandosi a seguire la corrente da loro imposta (cosa che fanno in molti) o alzare la voce per protestare (cosa che fanno in pochi, o meglio, solo noi pazzi della PTP), consapevole però del fatto che i suoi ordini successivi subiranno, per ritorsione, un notevole ridimensionamento. Insomma la Marvel-Pan, dalla sua posizione di predominio assoluto nella Distribuzione da Libreria e spalleggiata in tutto da librai compiacenti che, pur di un 5% di sconto in più sui fumetti dell’UR, eseguono pedissequamente gli ordini di scuderia loro imposti, decreta chi è degno di vivere e chi deve morire nel mondo dei fumetti, indipendentemente dalla qualità dei prodotti. Anzi, più un fumetto è valido, e quindi pericoloso in quanto potrebbe sottrargli una fetta di mercato, più la Marvel-Pan gli mette i bastoni tra le ruote a livello distributivo, avendo tutti i mezzi per poterlo fare; mezzi ottenuti con un’abile strategia imprenditoriale, impietosamente fallita negli USA, ma perfettamente realizzata in Italia, il paese dei balocchi (o degli... allocchi?). Forse non tutti sanno, ma forse molti avrebbero l’interesse a saperlo, che negli USA diversi anni or sono la Marvel acquistò la più grande Società di Distribuzione americana (nota: negli Usa avviene l’esatto contrario di quanto accade in Italia, ossia i fumetti vengono venduti quasi esclusivamente nelle fumetterie e pochissimo - per non dire niente! - nelle edicole). L’altro grosso impero fumettistico americano, la DC Comics, intuendo il pericolo, subito scese in campo, acquistando la seconda società di distribuzione presente sul mercato e ristabilendo IMMEDIATAMENTE lo status quo, prima cioè che la Marvel, sua diretta concorrente, acquisisse un posizione di predominio a livello distributivo. Di questa “guerra della distribuzione”, poi, ne beneficiarono i piccoli editori che vennero contesi a suon di contratti tra i due colossi distributivi al fine di accrescere la propria offerta nel vano tentativo di superarsi l’un l’altro e finendo, come spesso accade in questi casi, con l’annullarsi a vicenda. Quindi l’unico risultato che la Marvel ottenne negli USA fu la perdita di svariati milionici di dollari, serviti ad acquistare la società di distribuzione, per ottenere una situazione “distributiva” del tutto identica a quella iniziale di partenza. Per nulla scottata dalla vicenda americana, la Marvel fece la medesima operazione in Italia, dapprima rilevando tutte le sue testate date “in appalto” alle varie case editrici nostrane (Star Comics, Play Press e Comic Art in testa) formando la Marvel Italia, e poi, dopo essersi consolidata sul mercato con enorme profusione di gadgets e ammennicoli vari, acquistando a suon di dollaroni l’allora unica società di distribuzioni nazionale, l’Alessandro Distribuzione (che era sì l’unica ma, non essendo una casa editrice, curava DAVVERO gli interessi degli editori che distribuiva, perché più copie distribuiva - indipendentemente a chi appartenessero - più anche lei guadagnava). Non essendoci nessun’altra società di distribuzione (ma, all’epoca, nessuno sarebbe stato comunque in grado di rilevarla a suon di dollaroni come aveva fatto invece la Marvel) tutti gli altri editori rimasero fermi a guardare mentre i loro fumetti confluivano lungo i canali distributivi della Marvel-Pan e, soprattutto, rimasero fermi a guardare mentre la Marvel-Pan soggiogava a poco a poco l’intero mercato librario a tutto vantaggio dei suoi fumetti, riducendo ben presto gli altri alla fame. Accortisi del pericolo, con gravissimo ritardo però, alla fine qualcuno s’è “ribellato” correndo ai ripari: la Star Comics ha creato un proprio canale distributivo ma, essendo anche lei una casa editrice, fa in piccolo quello che la Marvel-Pan fa in grande, ossia i suoi fumetti hanno la precedenza su tutti gli altri. E siccome gli Star Shop sono appena una trentina, è comunque costretta ad appoggiarsi alla Marvel-Pan per raggiungere tutte le altre eventuali librerie. Qualche anno fa è nata poi la Pegasus Distribuzioni, una sorta di “cooperativa” di librerie collegate tra loro da vincoli di parentela, amicizia e favori personali (tipo... tu dai una copia a me e io ti do una copia a te!) che fanno capo alla libreria Pegasus della provincia di Napoli. Lodevole negli intenti e nelle iniziative, ma impossibilitata a fare una REALE concorrenza ad un colosso come la Marvel-Pan, anche lei è stata ben presto costretta scendere a patti con un editore - prima la Phoenix, ora la Magic Press - diventandone una sorta di “sottoetichetta” e ricadendo quindi nell’atavico errore dei due precedenti: con la Pegasus, infatti, i fumetti della Magic Press hanno la precedenza su tutti gli altri. E ovviamente anche in questo caso, essendo poche le librerie rifornite dalla “cooperativa Pegasus”, per raggiungere comunque tutte le altre, anche la Magic-Pegasus deve passare per le Forche Caudine della Marvel-Pan. E tutti gli altri editori che distribuiscono i loro fumetti esclusivamente nelle librerie specializzate? Be’, costoro si accontentano semplicemente delle briciole, sempre più sottili, che cadono dalla mensa più o meno imbandita di questi TRE soggetti che comunque, se avete letto il tutto attentamente, sono poi riconducibili sempre e comunque ad UNO SOLO. E’ vero anche che non c’è nessuna via d’uscita, perché l’unico che potrebbe cambiare questa situazione, avendo i mezzi e l’interesse per poter creare un polo distributivo serio e concorrenziale alla Marvel-Pan, sarebbe un... ennesimo editore, ma quell’ennesimo editore cadrebbe subito nello stesso vortice vizioso della Marvel-Pan (Star e Magic-Pegasus) ossia prima penserebbe a distribuire i suoi fumetti e poi... tutti quelli degli altri. La situazione, purtroppo, è questa. Noi piccolissimi indipendenti della PTP possiamo incazzarci, richiamarli all’ordine, accampare i nostri diritti, scrivergli un’email di protesta dietro l’altra, ma l’unico scopo che così otterremo sarà solo quello di farci annientare, perché fino a quando la Marvel-Pan avrà l’esclusiva - perché di questo si tratta! - della distribuzione da libreria sarà libera di dettare leggi a suo piacimento e altrettanto libera di strumentalizzare quelle VERE per i propri tornaconti personali, decretando la nostra prematura “scomparsa” dagli scaffali delle librerie. Siamo ben consapevoli, infatti, che qualcuno dei capoccioni Marvel-Pan, dopo le nostre email di protesta, ha già fatto pollice verso nei confronti della PTP e quindi sappiamo di avere ormai le ore contate in libreria (qui in redazione stiamo già raccogliendo le scommesse sul quantitativo di copie di PT7 n. 5 che la Marvel-Pan ci ordinerà. Se volete partecipare anche voi mandateci un’email con la vostra previsione. Il vincitore riceverà tante copie del n. 5 quante ce ne ordinerà la Marvel-Pan! Un consiglio: tenetevi bassi. Mooolto bassi!). Comunque questi signori, che possono impedirci di uscire in libreria quando e come vogliono (a tutto vantaggio dei loro fumetti), sappiano che non ci potranno mai impedire di dire la nostra. Per questo, finché morte (editoriale!) non ci colga... continueremo a PARLARE, cercando soprattutto di SPRONARE tutti gli altri piccoli editori, indipendenti e non, che, invece di prendere una posizione netta e decisa su faccende spinose di questo tipo, preferiscono tacere per paura di ritorsioni, impegnati come sono a curare i loro piccoli orticelli sempre meno rigogliosi, mentre il latifondista con cui confinano gli ruba con l’inganno centimetri su centimetri di terreno, spostando i paletti di recinzione un po’ più in là, un po’ alla volta, giorno dopo giorno, inesorabilmente... a VOI dicendo che i lettori NON ORDINANO i vostri fumetti e ai LETTORI dicendo che i vostri fumetti sono ESAURITI! A questi piccoli editori dico soltanto che tra poco vi resterà solo la ZAPPA in mano, ma non un briciolo di terra da coltivare. E quando finalmente ve ne accorgerete, sarà troppo tardi perché il vostro orticello ormai non ci sarà più, fagocitato dal latifondista che vi stava accanto (sì, proprio quello che credevate curasse anche i vostri interessi!). E allora... non sarebbe il caso di cominciare a scagliarla contro qualcuno... ‘sta ZAPPA?

Un'interessante panoramica esplicativa su come vanno VERAMENTE le cose nel mondo della distribuzione.

di BiDiEssE



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