IL FARO

Anno III – Numero 19

PERIODICO DEL CENTRO STUDI “ PIER GIORGIO FRASSATI ” -  CARIATI – (CS)

Dicembre 2000

 

LETTERA APERTA AL DIRETTORE

A COMMENTO DEL SUCCESSO RIPORTATO A FERRARA

DAI RAGAZZI CARIATESI AL IX~TROFEO TOPOLINO KARATE

di Cataldo Greco

Egregio signor Direttore, mi sono letto con rinnovato piacere il servizio di Peppino Cosentino, riportato da "Il Faro", sul prestigioso successo ottenuto dalla inedita compagine dei ragazzi della "FUNAKOSFH KARATE - DO", curata dal maestro Luigi Caruso, al leggendario "TROFEO TOPOLINO DI KARATES', di manifestazione mondiale, che la Walt Disney e la Federazione italiana di karate organizzano, ammirevolmente, da molti anni con il patrocinio del Comune della Città di Ferrara. La Città degli Estensi, dal suo mitico e glorioso passato, mi si consenta di dirlo, vive nella consapevolezza della propria funzione, nella continuità del suo impegno civile: un chiaro e mirato dialogo per la grandezza dei suoi figli, in perfetta armonia con quel famoso e profetico augurio, che ricorderete, di Virgilio: "Et nati natorum et qui nascentur ab illis" – “I figli dei figli e quelli che nasceranno da loro". A conferma del suo straordinario linguaggio e della nostra terra prolifica di figli fecondi di genialità creativa, che immortalano la lotta di sempre, incessante, contro le avversità della natura e della sorte, con il sudore della fatica, la fantasia e il sogno.

La notizia, divulgata dai mass media, ha subito suscitato e non soltanto presso "i ferraresi meridionali", una sincera ammirazione per una vittoria del genere che si è, fra l'altro, mischiata ad una sorta di avvertita sorpresa e di legittima meraviglia nel sapere la Calabria primeggiare, una Regione che troviamo, puntualmente, in tutte le graduatorie sempre tra le ultime, se non assente.

Nel Mezzogiorno, purtroppo, chi ha figli piccoli sa quanto ancora possa essere difficile indirizzarli a determinati sport, ma anche a quello che si chiama "sport di base" perché non ci sono palestre, campi, piscine e quando ci sono, spesso sono fatiscenti. Difficile far nascere i campioni. Il tutto resta ancora una scommessa affidata alla spontaneità ed all'entusiasmo dei volontari che lottano tra mille difficoltà per applicare un metodo, portare avanti un programma, una cultura e farla affermare. Lo sport quando è sano è, appunto, espressione di cultura, non soltanto esaltazione dell'agonismo. Dietro e dentro l'affermazione di questi bravi ragazzi, che si trovano nell'età in cui cercano oltre la strada professionale, anche la competizione sportiva, che li esalta meritatamente per averne imparato la dura lezione, ci sono sempre bravi educatori e qualificati istruttori. Maestri veri, il cui operato è simile a quello di uno scultore che vede crescere il lavoro delle proprie mani.

 

Sanno a dovere che il corpo deve godere di molta considerazione e, mentre valorizzano le potenzialità, ne rispettano i ritmi ed i limiti, inculcando carattere e mentalità con la consapevolezza di quella necessaria umiltà per formare non solo un eccellente atleta, cioè un "lottatore", che sa amare e soffrire, come vuole il significato che deriva dal greco, ma anche un cittadino esemplare, destinato ad essere sempre vincente.

La realizzazione di un'intrapresa, sappiamo tutti, dipende sempre dall'apporto e dal consenso di molte persone, dall'ambiente in cui si vive, dalla nostra coerenza, dalla forza di non tradire noi stessi, i nostri figli: un capitale di tutti, il più vitale, che va per questo sostenuto e tutelato. E' necessario subito far capire che ciascuno di loro è assolutamente unico ed ha nel mondo un suo posto specifico, un suo compito inconfondibile.

Una palestra, quando è mirata coscientemente, con esperienza e professionalità, diventa una struttura di formazione e di istruzione, per la quale necessita fortemente credere nel progetto di farne un punto di riferimento non solo per la crescita fisica e mentale e, quindi, l'acquisizione di capacità e stabilità basilari per le varie prestazioni sportive e lavorative, quali la coordinazione, la flessibilità, la forza, la resistenza, ma anche per edificare la piena realizzazione dell'appagamento intellettuale e spirituale dell'essere come Persona.

Si verifica, infatti, puntualmente, che i ragazzi avvertano presto il piacere di contribuire non tanto a creare applausi e consensi, quanto ad alimentare in loro interrogativi, dibattiti, discussioni, che conducono singoli e gruppi a mettersi in relazione con gli altri, ad aprirsi, a collaborare, a stimarsi a vicenda, a ragionare con la propria testa, ad avere idee proprie, propri modi di esprimersi da protagonista e ad incidere sulla coscienza e sugli stili di pensiero.

Le loro tante emozioni di quei momenti vissuti, "che non hanno significato solo sport", come si è letto, ma anche una mirata pianificazione culturale, si sono sedimentate e certamente hanno lasciato spazio alla riflessione attenta, non soltanto per gli incontri ed i confronti, ma anche perché i sentimenti hanno potuto farsi pensiero. Capire, con la fertile e preziosa esperienza diretta, che tutte le sfide e le lotte si incrociano per la nostra evoluzione esistenziale, per un domani migliore.

"Se un uomo investe in sapienza - ci ricorda Benjamin Franklin - nessuno potrà portargliela via. Un investimento in conoscenza paga sempre il massimo interesse": da qui si parte e si arriva a quelle grandi gioie che sono indiscrete ed esaltano lo spirito umano poiché si scorge la luce: la luce è vita e la vita diviene generosa e immensa quando la parola si muta in azione. E, appunto, la cultura e lo sport, quando sono presi in seria considerazione, sono a testimoniarcelo perché ci insegnano che "è coraggioso colui che teme quel che deve temersi e non teme quel che non deve temersi". (L. Tolstoi)

Un grazie, dunque, con gli auguri più affettuosi e con i più sinceri complimenti, giungano graditi non solo all'esperto maestro Luigi Caruso e a questi splendidi figlioli, immagino con pochi mezzi e tanta passione, e con il concorso dell'indifferenza e dell'invidia dei più. Proprio essi ci hanno ricordato, con la semplicità della loro bravura, le vecchie regole dell'intuizione ordinata dell'esistenza umana con le quali si imposta tutto il nostro vivere per tradurle in affermazioni, successi e vittorie, ma anche ai loro validi genitori, i quali hanno dimostrato di non essere dei verbosi, ma dei fattivi. Bravi tutti!

Una saggia Amministrazione Comunale deve, nelle sue scelte programmatiche, investire con lungimiranza sul grande patrimonio dei giovani: con loro si vince, c'è un futuro. In virtù di tali scelte programmatiche, si deve evidenziare intelligentemente che il fulcro di tutti i progetti è sempre il cittadino, visto non come un individuo, ma come parte di un contesto sociale che ha nel nucleo familiare (come sappiamo), il punto di partenza per realizzare il suo essere uomo o donna e, decisamente, sostenerlo per la realizzazione sempre più ampia di tutti quei progetti che sa ideare per il bene della propria comunità in un mondo in continua trasformazione omologando nel contempo le reciproche capacità politiche per progredire tutti insieme, socialmente, culturalmente, economicamente e moralmente.

Progredire significa, spesso lo si dimentica, far nascere un dialogo costruttivo tra le persone, capace di unire su cose diverse, piuttosto che dividersi su cose che dovremmo condividere.

Nel ringraziarLa sentitamente, Sig. Direttore, per lo spazio che generosamente mi ha concesso, La prego di voler gradire, assieme alla Redazione del Suo pregevole foglio, i più cordiali e distinti saluti. Grazie! Con molta stima e simpatia.

Ferrara, 12-07-2000

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