|
Sassari, La Faradda di li Candareri
Da cinque secoli, il pomeriggio del 14 agosto, a Sassari, i
Gremi della città compiono la Faradda (la discesa) partendo dal centro storico
per arrivare alla chiesa di S. Maria di Betlem. Una tradizione autentica e
sentita che i veri sassaresi onorano ogni anno da quando, in città, cessò
improvvisamente e miracolosamente una terribile epidemia di peste.
E' questa la manifestazione popolare più sentita e spettacolare di Sassari: nove
grandi e pesanti ceri ( 2/300 Kg.) che portano i simboli delle corporazioni,
adornati dai colori dei nastri di raso variopinto (li betti), attraversano il
cuore della città tra due ali di folla, al ritmo cadenzato dei tamburi, in una
danza elegante che richiede, da parte degli esecutori, doti non comuni di forza
fisica, agilità ed equilibrio.
Festha manna (festa grande): così i sassaresi definiscono la discesa dei
Candelieri. La processione va avanti per tutto il pomeriggio fino a notte
inoltrata: alle 22 il capitello del primo candeliere ondeggia in piazza S. Maria
ma, tuttavia, non entra subito in chiesa perchè il Gremio dei Massai, ultimo
nella discesa, è il primo ad entrare nel santuario e a rendere omaggio
all'Assunta. L'abilità dei componenti dei gremi, ormai stremati dalla fatica,
viene messa ancora una volta alla prova piegando i pesantissimi candelieri
cercando di non far toccare lo stipite della porta. L'atmosfera di festa si fa
ora sacrale. Le autorità municipali e i componenti dei Gremi si accostano al
simulacro della Vergine, disteso su una lettiga, e baciano i piedi della statua
in segno di ringraziamento. I candelieri, intanto continuano ad entrare mentre
risuonano inni sacri. Una funzione religiosa, breve e solenne sancisce un
momento di intenso misticismo. La promessa è stata mantenuta, Sassari ha reso
grazie all'Assunta e il voto, ancora una volta, è sciolto.
I Gremi: dei Calzolai - dei Contadini - dei Viandanti - dei Muratori - dei
Falegnami - degli Ortolani - dei Massai - dei Sarti - dei Piccapietre
|