|
Sembrava che di Sharm ormai si
fosse scritto, letto, filmato e fotografato tutto. Sharm, non
è una moda, non fa tendenza, non è esclusiva ma
è sempre lì, a poco più di tre ore d'aereo
dall'Italia e con i suoi 250 alberghi sempre pieni di turisti,
siano essi subacquei, coppie in viaggio di nozze o vecchietti
in gita organizzata.
Sharm è mare, spiagge, sole, deserto, tranquillità,
pub, profumi, sapori, negozi e soprattutto clacson
.. tanti
clacson suonati con incredibile disinvoltura dagli sprovveduti
automobilisti egiziani che pare preferiscano l'auto al dromedario
unicamente per la presenza di questo rumoroso accessorio.
Il suo cuore turistico localizzato a Naama Bay è un concentrato
di vita e di movimento che trova nelle ore serali il suo massimo
sfogo. Più occidentale di molte località Europee
racchiude in se quel che di più consumistico può
offrire una città moderna, lasciando però trasparire
in ogni suo angolo, lo sconvolgimento di una popolazione che
sino a ieri viveva isolata da tutto ciò e che non disdegna
però la presenza di noti locali come l'Hard Rock Cafè,
il Mac Donald o l'apprezzattissimo negozio Benetton.
Chi ha visto Sharm per più volte a distanza di breve tempo,
si è reso conto con quale velocità si sia trasformata,
rinnovata e ingrandita senza del resto perdere una delle sue
caratteristiche fondamentali: il ritmo di vita, scandito da quella
flemma comune ai popoli arabi che è in grado di rilassarci
e farci capire quanto a volte nella nostra esistenza non sia
necessario correre per arrivare, oltretutto, a delle mete che
son li immobili ad aspettarci. Reputo che il famigerato mal d'Africa
che molti avvertono al rientro a casa, sia proprio dovuto all'improvvisa
accellerazione di quei ritmi biologici che in luoghi come questi
si adeguano facilmente a quelli di un popolo che ha fatto della
fretta il suo peggior nemico.
La nazione egiziana ha capito
da molto quale fosse il valore economico e naturalistico dell'estremo
sud della penisola del Sinai e ha provveduto a valorizzarlo e
proteggerlo, più di quanto noi abbiamo mai fatto con le
nostre località, anche loro per certi versi uniche. Attraverso
l'attivazione di un servizio di controllo severo e limitando
l'ingresso solo a poche circoscritte zone, si è preservato
un ecosistema che non ha eguali nel mondo. L'intelligente mossa
da parte dei Diving, di non sparare subito tutte le cartucce,
di non svelare quindi tutte le potenzialità di questo
tratto di Mar Rosso, ha permesso agli assidui visitatori di Sharm
el Sheikh di visitare, a distanza di tempo, posti nuovi sempre
belli e affascinanti. Non che Ras Mohammed, il Tistlegorm o Shark
Reef e magari Gordon e Jackson Reef e altri non meritino un'ennesima
visita, il parco offre veramente tanto e sfiorando le zone di
divieto, ci si può immergere in posti veramente unici.
Uno di questi è la grande baia di Marsa Bareika situata
dietro la punta estrema del parco di Ras Mohammed a circa tre
quarti d'ora di navigazione a sud di Sharm.
Le immersioni effettuabili nella baia sono fondamentalmente tre.
Due nelle estremità nord (Torfe Bacca) e sud (Ras Atar)
dell'ingresso alla baia stessa e una proprio al suo interno davanti
all'immensa spiaggia chiamata Bareika Beache. Purtroppo non tutti
i Diving offrono questo tipo di esperienza, proprio per la paura
di sconfinare involontariamente nelle zone vietate, ma con un
po' di attenzione da parte dell'equipaggio della barca si può
evitare questo inconveniente. Per un'attenta visita a Marsa Bareika
è d'obbligo dedicare due intere giornate per un minimo
di quattro immersioni da effettuare lungo le ripide pareti entro
i 25 mt. di profondità. La scelta di entrare a nord o
a sud della baia è dettata dal mare e dalle correnti del
momento, ma solitamente si riesce ad iniziare l'esplorazione
da Torfe Bacca, localizzata abbastanza sotto vento e quasi sempre,
relativamente, tranquilla.
TORFE
BACCA
La barca si avvicina al reef che
sporge dalla costa a pelo d'acqua per qualche decina di metri
e come sempre accade per la maggior parte delle immersioni in
Mar Rosso ci si tuffa da poppa in fila indiana per dirigersi
subito a ridosso del reef. Questo per tutta l'immersione avrà
una conformazione praticamente uguale. Dalla superficie scende
una parete rocciosa di circa 15 - 20 mt. che si adagia su un
fondo sabbioso, frastagliato da diverse formazioni coralline,
che degrada velocemente nell'abisso. Caratteristica fondamentale
di questa immersione, sono gli immensi ventagli corallini di
dimensioni impressionanti (ho stimato a occhio circa due metri
di diametro), i quali sotto le loro aguzze fronde nascondono
pesci di ogni specie e dimensione. Le rocce posate
sul fondo sabbioso sono interamente incrostate di coralli colorati,
di madrepore, grandi Gorgonie arancioni e ulteriormente abbellite
dalla sovente presenza di fitti branchi di Glass Fish. Elencare
i tipi di pesci visibili sarebbe monotono, anche perché
basterebbe aprire un normalissimo libro di biologia marina dei
mari tropicali e leggerli tutti, ma alcuni incontri sono stati
veramente speciali e da ricordare. Primo fra tutti un'ampia zona
di fondale in prossimità del nostro punto d'ingresso letteralmente
tappezzata di piccoli Trigoni Maculati, o l'incontro quasi in
superficie con una grande Cernia anch'essa Maculata. Ma il ricordo
che mi rimarrà per sempre impresso è stato il poter
passare svariati minuti ad accarezzare un tenerissimo Pesce Scatola
di dimensioni sbalorditive, che adagiato sul fondo sembrava aspettasse
qualcuno per farsi coccolare.
Dopo la prima immersione della
mattina, si entra all'interno della baia, verso una caletta e
ci si ancora su un fondale di un azzurro sconvolgente. L'ambiente
è molto suggestivo e quasi da film. Il trasporto emotivo
è intenso nel vedere il deserto immacolato, segnato unicamente
dalle impronte di migliaia di granchi, andare a buttarsi nel
mare di questa paradisiaca laguna. Il silenzio è padrone
sia della barca che dell'ambiente che ci avvolge e ognuno mangia
la sua prelibata pietanza tipica rivolto a guardare la bellezza
di un luogo che sino ad oggi aveva solo potuto sognare. Con la
scusa di controllare l'ormeggio della barca, io e Cristiano,
il nostro accompagnatore, romagnolo Doc, subacqueo per vocazione,
scendiamo in acqua alla ricerca di una grande manta che pare
sia solita frequentare quel posto. Non la vediamo, ma ci troviamo
di fronte ad un fondale dall'aspetto spettrale, formato da profondi
canali ricavati nella roccia che vanno ad allargarsi verso il
fondo creando un intreccio di lunghe e scure gallerie sommerse.
Essendo un tratto di mare chiuso, non vi è alcun colore
o vita particolare, ma la conformazione del fondo vale sicuramente
una breve visita di pochi minuti.
RAS
ATAR
Lasciata a malincuore la piccola
insenatura interna ci dirigiamo in direzione del versante sud
del canale di ingresso alla baia. Le caratteristiche esterne
del luogo e le modalità di ingresso in acqua sono del
tutto simili alla nostra immersione precedente, ma i fondali
Ras Atar si differenziano da quelli di Torfe Bacca dalla conformazione
del fondale. Qui infatti ci troviamo per tutta l'immersione a
ridosso di una parete quasi verticale che sparisce nel blu di
un fondo abissale. Ci muoviamo a favore di corrente e mentre
alla nostra sinistra scorre il muro di roccia, a destra un branco
di grossi dentici insieme ad alcuni piccoli
esemplari di tonni dalla colorazione quasi gialla ci seguono
durante quasi tutta l'immersione. Grandi denti rocciosi ad estensione
quasi orizzontale si staccano dalla parete frastagliata da profonde
fenditure ricche di cernie e guarnite da una foresta di gorgonie
multi colore, la cui crescita assieme a quella dei numerosi alcionari
e coralli è favorita dalla presenza costante di correnti.
Ogni roccia sembra essere dimora di una comunità diversa.
In una vi sono i Glass Fish, in un'altra i Platax con i loro
movimenti scenografici e nell'altra ancora una copia di Pesci
Farfalla che si spostano elegantemente tra i coralli variopinti.
La superficie è invece destinata ai Labridi, ai Pesci
Papagallo e ai Pesci Chirurgo che trovano nelle formazioni coralline
il loro cibo prediletto. L'immersione oltre al fascino dell'ambiente
non dispensa incontri particolari ma è sicuramente una
delle destinazioni più affascinanti di questo tratto di
Mar Rosso.
BAREIKA
BEACHE
Al contrario
di Ras Atar, questa immersione non mostra di sicuro fondali attraenti
e colorati, ma gli incontri particolari sono assicurati. Ci troviamo
infatti all'interno della baia, in un tratto di mare chiuso e
quasi privo di correnti. La dominante di colore e prevalentemente
scura e il fondo e formato da alti gradini di roccia che sprofondano
nel blu con un inclinazione di circa 45 gradi. Le profonde fessure
della parete nascondono cernie e alcune murene grandi come un
braccio che ci guardano indifferenti al nostro passaggio. Ma
questa volta l'attrattiva principale del luogo non stà
verso terra ma arriva dal largo. Dopo
l'incontro con una tartaruga, una macchia scura si scorge all'orizzonte.
La visibilità non certo eccezionale, rende difficile l'avvistamento
che viene confermato solo una volta che ci troviamo a breve distanza.
Si tratta di un bellissimo esemplare di Squalo Zebra che con
la sua lunga coda dai movimenti morbidi si avvicina sinuoso a
pochi metri da noi. Basta però un nostro movimento brusco
a spaventarlo e a farlo sparire nel torbido delle acque. E' innegabile
che si sia trattato di un esperienza elettrizzante, la ciliegina
sulla torta e l'ennesimo regalo della favolosa baia di Marsa
Bareika.
Arrivati
alla fine del periodo di vacanza è normale tirare le somme.
Dopo due viaggi a distanza di un anno e mezzo uno dall'altro
che ci hanno tenuto a Sharm per un totale di tre settimane ritorniamo
a casa felici ma allo stesso tempo scontenti di aver già
finito l'ennesima esperienza, tanto che non lasciamo il piccolo
aeroporto internazionale senza esserci promessi solennemente
di ritornare al più presto sicuri che Sharm el Sheikh
ci riserverà altre, gradite sorprese.
Il Viaggio.
Questa volta per andare a Sharm
el Sheikh abbiamo scelto uno dei pochi Tour Operator che offrivano
il soggiorno presso il nuovissimo Hotel Baron, un favoloso albergo,
di categoria 5 stelle lusso, in stile vagamente arabegiante.
L'offerta era troppo ghiotta per poter essere rifiutata. Il nostro
operatore proponeva una vacanza di 15 giorni compresa di volo
A/R pensione completa, bibite comprese, al Baron, per un prezzo
di poco superiore a 1.300.000. L'albergo si trova a cinque minuti
dall'aeroporto e a 15 Km. a nord di Sharm, nell'ingresso dello
stretto di Tiran, proprio di fronte all'omonima isola. I collegamenti
con il paese sono continui. Davanti ad esso una grande spiaggia
attrezzata posata su un bellissimo
tratto di barriera corallina raggiungibile attraverso un pontile
galleggiante al termine del quale si trova una piattaforma con
scalette in acciaio per favorire l'ingresso dei bagnanti in acqua.
E' inutile dire che è il regno dello snorkeling, praticato
da quasi tutti gli ospiti dell'albergo che in pochi metri d'acqua
si trovano faccia a faccia con l'ambiente marino del mar rosso.
I servizi offerti sono degni di un albergo di tale classe: grandi
camere con servizi, aria condizionata e ampio balcone sul mare;
due ristoranti, una pizzeria, tre bar, due piscine, una delle
quali d'acqua salata con idro massaggio. Non manca un Diving
interno che accompagna i sub nella barriera antistante l'albergo
e un'animazione a totale appannaggio degli ospiti italiani che
allieta le serate e le giornate in spiaggia senza mai essere
opprimente.
Con
chi Immergersi.
Uno dei
Tour Operator attivi presso l'hotel, offre la possibilità
di immergersi con un Diving convenzionato: l'OCEANO DIVING CENTER
di proprietà della simpaticissima Esmeralda, una vulcanica
signora Canadese di origini Arabe e accompagnati da Cristiano
già definito subacqueo per vocazione, istruttore per costrizione
e acerrimo nemico dei sub poco pratici e molto teorici. Ottima
compagnia e divertimento assicurato. 
Per informazioni sul centro:
OCEANO
DIVING CENTER
c/o Barracuda Sharm Hotel
Sharm el Maya - Sharm el Sheikh
Tel. 002 62 660790 Fax 002 62 660442
 |