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Aggiornamento
Fatto:
10/07/2003
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Formato
DivX, la Storia

Tra
le intenzioni dei creatori dei
due file multimediali MP3 e ASF
c’è sicuramente la
volontà di
vedere il
proprio
standard affermarsi su quelli
concorrenti nei rispettivi campi
di applicazione. Mentre il
primo è
diventato il punto di
riferimento nella compressione
audio, la creatura di casa
Microsoft non è riuscita a
sbaragliare la concorrenza.
Nonostante l’Advanced
Streaming Format (ASF) sia il
cuore della tecnologia Windows
Media, stenta ad imporsi per la
presenza di numerose valide
alternative. Il vero problema
del formato ASF è rappresentato
dalla scarsa compatibilità con
i sistemi operativi diversi da
Windows, e dall’essere
soggetto a licenze piuttosto
restrittive. Ciò significa che
scrivere un player ASF per
piattaforme Linux o palmari,
senza aver sottoscritto una
licenza, potrebbe portare guai
legali all’incauto
sviluppatore. Se da una parte
Microsoft vuole tutelare i
diritti dei fornitori di
contenuti multimediali
dall’altra inevitabilmente
limita la libertà di scelta
degli utenti. E’ per questo
motivo che si preferisce evitare
di codificare i dati in formati
proprietari, come l’ASF, con
l’intento di aumentare
l’audience dei video prodotti.
Nello scenario attuale, in cui
Microsoft, Apple e Realnetworks
investono ingenti somme in
marketing e ricerca con
l’obiettivo di far prevalere
le proprie tecnologie, si
inserisce un elemento
perturbatore: il DivX :-).
Grazie a DivX :-) non è
difficile convertire file AVI o
QuickTime in filmati compatibili
con i sistemi operativi più
diffusi e riproducibili mediante
programmi specifici. Dopo la
comparsa delle prime versioni
del codec Divx :-) sono stati in
molti ad intuire le potenzialità
di un mercato cinematografico
on-line, diversi gruppi di
programmatori hanno avviato dei
progetti per creare la
piattaforma di distribuzione del
futuro. La maggior parte dei
progetti ha vocazioni
open-source, sarà interessante
verificare se gli interessi
commerciali soffocheranno i
buoni propositi originali. Tra
le varie proposte segnaliamo
Project Mayo ed Opencodex, la
prima è una startup fondata dai
programmatori di DivX, la
seconda mette a disposizione una
consistente somma di denaro per
chi svilupperà un programma
capace di competere con DivX
:-). La posta in palio è molto
alta, si parla di un nuovo modo
di concepire la multimedialità
e la prospettiva di Internet a
banda larga rende ancora più
appetibili i brevetti sulla
compressione video. E’
arrivato il momento di scoprire
cosa si cela dietro al
misterioso DivX :-)…
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UTILIZZI
L' utilizzo principale e
massiccio che è stato fatto del
codec divx ha il suo fondamento
nel campo del "DVD Ripping",
ovvero del processo di copia del
DVD.
Il DVD (Digital Versatile Disc)
è, come molti di voi sapranno,
un disco dall'elevata capacità
(da 4.7 a 17 GigaByte) che oggi
conosce un boom mai visto nel
campo cinematografico : infatti
un DVD è in grado di contenere
un film ad altissima risoluzione
codificato nel formato MPEG 2
per il video e nel formato AC3(Dolby
Digital) per l'audio. Il DVD,
inoltre, consente che il film
sia accompagnato da contenuti
multimediali e interattivi prima
impensabili con i vecchi
supporti.
La masterizzazione del DVD, però,
è ancora lungi dall'essere alla
portata di tutte le tasche, ed
è qui che si inserisce da
padrone il divx : oggi la
funzione principe del divx è
appunto quella di poter ridurre
(integrandosi con programmi
denominati encoder) il
pesantissimo formato MPEG 2 del
DVD nel molto più snello
formato MPEG 4-avi, permettendo
in questo modo, con una serie di
passaggi, di copiare il
contenuto di un DVD su un
supporto molto meno capiente,
quale ad esempio il Cd-Rom. Va
precisato inoltre che,
effettuando tale compressione
per la grandezza complessiva di
2 Cd-Rom, la perdita di qualità
del divx rispetto all'originale
è quasi nulla.
C'è da dire, peraltro, a titolo
di precisazione, che la copia
del DVD si è resa possibile a
tutti gli effetti grazie anche
al sistema di decriptazione
messo a punto da un quindicenne
norvegese di nome Jon Johansen.
Il DVD, infatti, è protetto da
una codifica anticopia
denominata CSS(content
scrambling system), che doveva
essere un ostacolo
insormontabile per la
duplicazione dei file contenuti
al suo interno. Così non è
stato : il ragazzo norvegese,
infatti, mise a punto il
software, ormai universalmente
conosciuto, denominato deCSS, il
quale riuscì nel suo nefasto
(per Hollywood) intento. Tutti i
software denominati "ripper"
utilizzano le ultime versioni
del deCSS e di un altro tool
denominato "Vobdec".
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Da qui puoi sempre andare
nella sezione loghi, suonerie,
disegni per tutti i
cellulari basta cliccare
e ricordarsi di fare la
registrazione, per quelli che
ancora non sono registrati
posso cliccare
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già userid e password possono
cliccare qui. |
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