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Dixieland Il piatto forte della piccola orchestra è senza dubbio il Dixieland, musica jazz nata quando ancora il jazz non si chiamava così. Scaturita dall'unione della musica europea con le tradizione blues afroamericana si è diffusa suonata da piccole orchestre marcianti nelle città del Sud degli Stati Uniti come New Orlans e Kansas City, sui battelli e nei bar malfamati. Un bell'esempio dell'atmosfera del tempo si trova nel film "La città del Jazz" (1947, Artur Lubin, con Louis Armstrong e Billy Holiday). Questa musica rende al meglio nelle esibizioni all'aperto e magari su un battello, senza amplificazione e dove i fiati fanno la parte del leone. L'esempio classico è il leggendario When the saints goes marching in Sapore latino Insieme al Dixieland, la Piccola Orchestra suona anche alcuni brani dal ritmo "latino", estratti sempre e comunque dalla tradizione e arrangiati per orchestra. Si respira atmosfera messicana con la scanzonata Peanut Vendor, ci si sente ai caraibi con il calypso "St. Thomas" di Sonny Rollins e si balla la samba con il raffinato Copacabana. Swing e Blue notes Siccome la storia del Jazz è davvero lunga, la Piccola Orchestra, con li suo versatile organico, prova a percorrere quella lunga strada che dal battello sul Missisippi ha portato un sax a far ballare con il suo poderoso swing, a fraseggiare lo strabiliante bebop, ad arpeggiare una sudamericana bossa nova, a incendiare le arene con i riff formidabili del soul. Tolti i cappellini di paglia e indossato il frack, la Piccola Orchestra si propopone anche in veste più seria ma non meno divertente: una Small Big Band che suona brani come Tenor Madness o Mercy Mercy Mercy. |