Cari amici,
rispondendo alle tante sollecitazioni in tal senso, abbiamo ritenuto opportuno proporVi e, naturalmente, proporre a tutti i Sardi di esprimere la loro volontà di salvaguardare e fruire correttamente le coste dell'Isola. Come ' Con una petizione popolare indirizzata al Presidente della Regione on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu anche con l'intento di sostenere ed incoraggiare le intenzioni della nuova Amministrazione regionale di fare, con la recente legge "salva-coste", un buon piano paesistico. Intenzioni oggi pesantemente quanto ingiustamente avversate da parte dell'opposizione consiliare di centro-destra, da diversi amministratori locali e da alcuni appartenenti al mondo imprenditoriale.
Le richieste - considerando l'inestimabile valore ambientale, paesaggistico, culturale, economico dei litorali sardi - sono precise e concrete:
- il nuovo piano paesistico che si andrà a predisporre nei prossimi mesi dovrà contenere efficaci misure di tutela, una fascia di rispetto costiero di almeno 500 metri dal mare, la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi;
- dovrà essere istituita l'Agenzia per la Salvaguardia delle Coste a cui affidare l'acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
Abbiamo, quindi, oggi la possibilità di far sentire la nostra voce: sottoscriviamo e facciamo sottoscrivere da amici, parenti, colleghi di lavoro, ecc. la petizione in allegato. Facciamo girare il testo quanto più possibile.
In particolare, se ritenete opportuno,pubblicatelo sui Vs. siti internet. I moduli compilati avranno il loro punto di raccolta presso la sede regionale degli Amici della Terra, a Cagliari (09128) in Via Cocco Ortu n. 32, telefono e telefax 070/490904, posta elettronica amicidellaterra@libero.it .
Grazie per l'attenzione e l'impegno, facciamo qualcosa di concreto per la nostra terra !
p. Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra
Stefano Deliperi
La petizione