La Sardegna conquista 4 posti su 10
Il massimo dei voti a Otranto, Castiglion della Pescaia, Cinque Terre, Pollica, Arbus, Orosei, Arzachena, Bosa, Tropea, Lampedusa e Linosa
il 28 e il 29 maggio in centinaia di località spiagge e fondali puliti di legambiente
Sono le più belle d’Italia, il fiore all’occhiello del nostro mare. Otranto, Castiglion della Pescaia, le Cinque Terre, Pollica, Arbus, Orosei, Arzachena, Bosa, Tropea e l’arcipelago delle Pelagie sono le dieci località balneari in vetta alla classifica di Legambiente contenuta nella Guida Blu 2004 edita dal Touring Club Italiano. Proprio in quest’ordine, con le cinque vele, sono state incoronate quest’anno regine delle nostre coste, per la qualità del mare e la meraviglia del paesaggio. Ma non solo. Perché per guadagnarsi le ambite cinque vele la bellezza tout court non basta. Bisogna sapervi associare una corretta gestione del territorio, interventi e politiche in linea con il rispetto dell’ambiente e una buona funzionalità dei servizi. Altrettanti parametri di selezione che le dieci località vincitrice hanno dimostrato di coniugare a meraviglia con il fascino di un mare cristallino e di terre incontaminate. Le migliori spiagge italiane hanno superato 128 prove, quanti sono gli indicatori di qualità presi in considerazione dagli esperti della Guida Blu.
E se Otranto, dalla punta più orientale della Penisola, conserva tenacemente il podio per il terzo anno consecutivo, Castiglion della Pescaia con la sua fitta pineta si piazza invece al secondo posto, seguito dalle Cinque Terre. Guadagna punti Pollica, la perla del Cilento, mentre la Sardegna vede premiate con il massimo dei voti ben quattro località: Arbus, Orosei, Bosa e Arzachena che riconquista le cinque vele dopo tre anni d’assenza. Sempre tra le migliori la calabrese Tropea e le isole siciliane di Lampedusa e Linosa.
"In questa edizione della Guida Blu — ha commentato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - sono aumentati i Comuni premiati con il riconoscimento delle vele, mentre cresce la qualità degli interventi al loro interno. Sono due buone notizie che dimostrano la volontà di tanti imprenditori privati e di pubblici amministratori di targare il proprio operato in chiave ambientale e rivelano come si sia messo in moto un importante meccanismo di emulazione. Credo che il merito di questa diffusa crescita di consapevolezza e di buone pratiche ambientali possa essere attribuito, almeno in parte, proprio alla Guida Blu, ai riconoscimenti che assegna ogni estate e all’interesse sempre crescente dimostrato dai lettori. I 43.000 posti letto degli alberghi per l’ambiente di Legambiente, la novità di quest’anno, sono a mio avviso uno dei segnali più evidenti dei risultati conseguiti dall’attività della nostra associazione nel corso di questi anni".
Il giudizio attribuito a ciascuna località, dalle 5 vele assegnate alle dieci migliori fino a 1 vela, è il frutto di valutazioni ricche ed approfondite. I parametri presi in esame sono suddivisi in 15 classi: paesaggio naturale, costiero e urbano, qualità del costruito, vivibilità, pressione e servizi turistici, gestione della mobilità, dei rifiuti e delle acque, politiche di sostenibilità, balneabilità, contesto storico-culturale, qualità dei fondali, accessibilità per i disabili. In due parole si confrontano, da una parte, la qualità dei servizi ricettivi e, dall'altra, la qualità ambientale del territorio del Comune. Così, vi possono essere località naturalisticamente più significative delle dieci premiate con le 5 vele, ma che non offrono servizi turistici di eccellenza. Come ve ne sono con strutture ricettive impeccabili dove, però, il territorio marino e costiero è stato più o meno gravemente compromesso. Complessivamente gli indicatori considerati sono 128, provenienti dalle banche dati di Istat, Ancitel, Sist, Cerved, Ministero della Salute, Enit, Touring Club Italiano, Enel, Istituto Ambiente Italia e naturalmente da Legambiente. A ciascun Comune è stato assegnato un punteggio da 1 a 100, poi sintetizzato nell’assegnazione delle vele. Ogni località presa in esame è corredata da una dettagliata cartografia e da ampie, inedite descrizioni di carattere storico-artistico curate minuziosamente dal Touring.
Ma torniamo alle motivazione che hanno determinato il riconoscimento delle cinque vele da parte di Legambiente per il 2004.
Otranto (Lecce). Si conferma regina dell’estate anche per il 2004. Ha avviato quest’anno l’adesione alla "Carta di valorizzazione del territorio", un percorso di certificazione ambientale e fatto richiesta per l’istituzione di un’area marina protetta davanti al suo litorale. E’ tra i comuni più attivi per l’istituzione del Parco marino costiero Otranto Santa Maria di Leuca. Dopo aver portato avanti una lunga battaglia per la tutela del faro di Punta Palacia, quest’anno ne sta completando il recupero.
Castiglion della Pescaia (Grosseto). Sale quest’anno di un posto in classifica. Il centro storico magnificamente conservato e la grande pineta costiera sono le caratteristiche di fanno di Castiglione una delle località più significative della costa tirrenica. Proprio all’attività di recupero portata avanti nel centro storico si deve l’ascesa del comune tra le regine delle 5 vele. In una guerra a tutto campo contro la sosta selvaggia, l’amministrazione ha poi esteso il divieto di parcheggio sulla strada litoranea, creando aree di parcheggio autorizzate e liberando così la strada dalle auto. Per i camper che invadevano il centro storico sono invece state create apposite aree di sosta attrezzate fuori dal paese. L’amministrazione ha inoltre fatto dietrofront su progetti di lottizzazione precedentemente autorizzati, ridimensionando significativamente il rischio di cementificazione del territorio.
Cinque Terre (La Spezia). Monterosso al mare, Vernazza, Coniglia, Menarola e Riomaggiore, cinque paesini arroccati su speroni di pietra che si affacciano sul mare, rappresentano un caso esemplare di valorizzazione del territori unito a uno sviluppo del turismo in armonia con la tutela dell’ambiente. Da un paio d’anni, infatti, le Cinque Terre si possono considerare a buon titolo la punta di diamante del sistema delle aree protette italiane, un modello all’avanguardia per tutto il settore. Al forte sviluppo delle nuove tecnologie (il Comune di Rio Maggiore, per esempio, è interamente cablato) viene associato un importante recupero del territorio (anche attraverso il ripristino dei famosi terrazzamenti e dei muretti a secco) e la valorizzazione di produzioni tipiche e biologiche (quali il pesto biologico, i profumi e le tinture naturali), che hanno dato vita a piccola imprenditoria strettamente legata alle risorse naturali del territorio. Altro fattore rilevante è l’attenzione al benessere; il Parco organizza quest’anno servizi di delfinoterapia, naturopatia e attività di monitoraggio e prevenzione di patologie degenerative. La naturopatia è gratuita per i residenti, realizzata dal Parco in collaborazione con la ASL. La delfinoterapia è praticata in mare aperto, ma ancora a livello sperimentale.
Pollica — Acciaroli e Pioppi (Salerno). Il quarto posto in classifica va a Pollica, con le località costiere di Acciaroli e Pioppi. La spiaggia di Pollica è situata all'interno del Parco Nazionale del Cilento, ma oltre al grande interesse naturalistico dell’area e alla bellezza del centro abitato, immerso nel verde della collina, la Guida Blu premia quest’anno la qualità dei servizi. In particolare, lo sviluppo della raccolta differenziata e quello dei servizi per portatori di handicap.
Arbus (Cagliari), Orosei (Nuoro), Arzachena (Ss) e Bosa (Nuoro). Arrivano in quest’ordine le quattro località sarde a cinque vele, tutte di grande fascino naturalistico. Consistenti però anche gli interventi delle amministrazioni locali. Ad Arbus, le famose dune bianche di Piscinas sono oggetto da parte dell’amministrazione comunale di un progetto di salvaguardia della fascia costiera, mentre Orosei ha posto sotto tutela i suoi 10 km di spiaggia bianca, con normative che regolano gli insediamenti turistici in modo ecocompatibile. Arzachena torna invece in vetta alla top ten di Legambiente dopo quattro anni di purgatorio. Indiscutibile la qualità del suo patrimonio naturalistico. Quest’anno, l’amministrazione ha poi definitivamente chiuso il capitolo del MasterPlan, grande progetto di speculazione edilizia in Costa Smeralda, e destinato ad aree protette quelle di Liscia Ruja e Razza di Juncu. Il Comune ha portato avanti un lavoro di razionalizzazione delle aree di sosta lungo il tratto costiero. La pulizia della costa è stata affidata con successo a cooperative giovanili. A Bosa, sono state portate avanti iniziative di tutela ambientale della costa, oltre a investimenti dell’amministrazione comunale per la salvaguardia dell’areale del grifone.
Tropea (Vibo Valentia). Al nono posto tra le cinque vele, Tropea vanta uno scenario naturale splendido, fatto di falesie, macchia mediterranea, spiaggia bianchissima. Da tempo l'amministrazione comunale lavora per garantire una buona qualità dei servizi e misure di recupero della fascia costiera.
Linosa e Lampedusa (Agrigento). Per il secondo anno nella top ten, l’arcipelago delle Pelagie, con le isole di Lampedusa e Linosa, guadagna terreno grazie alla politica di tutela dell'ambiente portata avanti dall'amministrazione locale nel corso degli ultimi anni, a cominciare dall'impegno per l'abbattimento del famoso e abusivo villaggio Sindona. L’aspetto selvaggio e l’abbondanza di fauna marina sono il vero patrimonio di Lampedusa: le acque circostanti sono ancora ricchissime di spugne mentre sulle sue spiagge si riproducono e prendono il largo circa 300 tartarughe marine ogni anno, convivendo con una forte presenza turistica, ben gestita dall’amministrazione comunale. Linosa, nel catalogo per turisti non di massa, rasenta quasi la perfezione.