Il Pit Bull…
Ultimamente su di lui se ne sono sentite di tutti i colori.

I più parlano di lui come una sorta di mostro creato in laboratorio da qualche dottor Frankenstein per sbranare la gente…
Tuttavia, una prima domanda che mi pongo - e voglio porvi - è: cosa intendiamo OGGI per pit bull?
In passato il termine "pit bull" designava TUTTI i cani che venivano utilizzati nei combattimenti, sia contro altri cani che contro altri animali, a qualunque razza essi appartenessero. Ma oggi?
La maggior parte delle persone tende a utilizzare il termine "pit bull" come abbreviazione di "American Pit Bull Terrier", eppure una cosa mi preme sottolineare, e cioè: nonostante l'APBT non sia riconosciuto come razza né dalla FCI ( la Federazione Cinologica Internazionale, che riunisce gli enti cinofili europei, sudamericani e asiatici ), né dall'AKC ( American Kennel Club ), la razza è tuttavia stata riconosciuta, e in tempi non certo recenti, sia dall'ADBA ( American Dog Breeders Association ) che dall'UKC ( United Kennel Club, nato molto tempo prima dell'FCI…).
In realtà, l'APBT era un tempo riconosciuto anche dall'AKC, sennonché, per una ragione di "immagine", cioè per evitare che si continuasse ad associare al nome del cane quello delle arene ( pit ), l'AKC decise di CAMBIARE il nome alla razza, facendola diventare STAFFORDSHIRE TERRIER prima e AMERICAN STAFFORDSHIRE TERRIER poi ( questo per evitare confusioni con il quasi omonimo Staffordshire Bull Terrier ).
Molti allevatori di APBT, ritenendo che una mossa del genere sarebbe stata una sorta di tradimento nei confronti delle origini della propria razza, rifiutarono questo cambiamento e confluirono nelle altre due associazioni che riconoscevano la razza, l'UKC a l'ADBA appunto.
Ora, il tipo di american pit bull terrier descritto dallo standard dell'ADBA è soprattutto quello di un cane da lavoro, che deve fornire prestazioni agonistiche elevate, e in cui non c'è spazio per inutili "vezzosità" come il mero aspetto morfologico ( in due parole: i "bellezzari", vale a dire coloro che selezionano i loro cani soprattutto in base alla "bellezza", tra gli allevatori ADBA non sono ben visti! ), cosa che invece è tenuta molto più in considerazione dall'UKC.
Comunque, in entrambi i casi, siamo di fronte a dei cani ben fissati, sia caratterialmente che morfologicamente, assolutamente lontani dalla definizione di "meticci" che ne ha invece dato l'ENCI ( Ente Nazionale Cinofilia Italiana ), in un estremo tentativo di "salvare" le razze dei gruppi 1 e 2 dall'ordinanza Sirchia, e contemporaneamente far si che gli unici cani a subire le restrizioni fossero i cosiddetti "pit bull".
Del resto, in USA l'APBT è molto apprezzato, oltre che come cane da compagnia e da esposizione, soprattutto come cane "sportivo": agility, obedience, weight pull ( cioè il traino dei pesi ) sono le sue specialità.
Inoltre, si è rivelato anche un eccellente cane poliziotto, da protezione civile, nonché da pet therapy, e vorrei ricordare che il cane che possiede il record mondiale di brevetti di lavoro vinti è proprio un pit bull ADBA: Dread.
Prova del fatto che l'APBT sia una razza ben fissata è portata dai cani con cosiddetta "doppia registrazione", vale a dire cani che sono iscritti sia all'FCI come American Staffordshire Terrier, sia all'UKC come American Pit Bull Terrier: alcuni di questi cani sono addirittura diventati campioni di bellezza in Europa: uno su tutti: la pluricampionessa Cloverhill's Dances With Fire, di Piergiorgio Lievore ( Limited Edition Kennel ).
Dunque, in quest'ottica, appare ridicolo anche il tentativo portato avanti da alcuni allevatori e appassionati di American Staffordshire Terrier ( per gli amici amstaff ) di dividere a tutti i costi la storia dell'amstaff da quella dell'APBT, e di mostrare quest'ultimo come un lontano cugino cattivo dell'amstaff: perché no, nella sostanza, i due sono la stessa cosa.
Certo, le loro strade si sono divise negli ormai lontani anni '30 ( se non sbaglio, l'amstaff fu riconosciuto ufficialmente dall'AKC nel '36 ), tuttavia non è una divisione "eterna": infatti sono due strade che continuano ininterrottamente a incrociarsi fra di loro.