Curiosità della città di Roma !   [ Pagina su Roma ]

Nella notte dell’11 gennaio 1985 è stata rilevata a Roma la temperatura più bassa degli ultimi cinquant’anni:   -11° a Roma Ciampino e -9,8° a Roma Urbe.
Il 10 febbraio 1986, dalle ore 22,00 ca. e per gran parte della notte, c’è stata a Roma la nevicata più intensa degli ultimi trenta anni con circa 25 centimetri di neve.
Il 9 febbraio 1965 si sono avuti 40 cm di neve.
Il 30 dicembre 1939: 30 cm di neve.

Dal 31 gennaio 2003 al 31 luglio 2003 è piovuto significativamente (ossia, si intende che sono caduti più di 10 ml di acqua) solo tre volte: il 12 marzo (14,14 ml), il 3 aprile (35,00 ml), il 21 aprile (13,6 ml). Dal 21 aprile è tornato a piovere a Roma solo il 31 luglio. In maggio, giugno e luglio sono state rilevate temperature molto al di sopra della media. Il 30-8-2003 è stato in Italia, mediamente, il giorno più caldo dell'anno.
Inoltre si ricorda che il 2005 (specialmente in Autunno) è stato un anno straordinariamente piovoso.

La temperatura più bassa mai registrata sulla Terra  (al 2004)

-89,2 °C
è la temperatura più bassa mai registrata sulla Terra (in zona non abitata) e venne rilevata il 21-12-1983 nella stazione sovietica di Vostok.

-67,7 °C
è la temperatura più bassa mai registrata sulla Terra (in zona abitata) e venne rilevata il 6-2-1933 ad Oimekon in URSS.

Come è noto, sul continente antartico soffiano venti fortissimi che possono raggiungere anche una velocità di 320 km orari, creando condizioni di gelo permanente.

 

La temperatura più alta mai registrata sulla Terra  (al settembre 2004)

+57.7°C
è la temperatura più alta mai registrata sulla Terra (in zona abitata) e venne rilevata il 13-09-1922 nella località di Al'Aziziyah in Libia.

+56.7°C
è la temperatura più alta mai registrata sulla Terra (in zona non abitata) e venne rilevata il 10-07-1913 nella Death Valley negli Usa.

 

In Italia – Temperature massime e minime  (al settembre 2004)

Massima (abitato)
+46.4°C  Siracusa 2-7-1998

Massima (non abitato)
* +53.4°C  Appennino Molisano (Is) 21-6-1958

Minima (abitato)
-29.0°C  S.Pietro Capofiume (Bo) 13-1-1985

Minima (non abitato)
-42.0°C  Gran Gioves 30-1-1963

Minima (non abitato)
* -56.9°C  Plateau Rosa 12-12-1955

* Valore poco attendibile frutto di rilevazioni non ufficiali.

 

Alcune temperature rilevate l'8 gennaio 1987 !

Leningrado -40°,  Mosca -39°,  Krasnojarsk -55°,  Jakutzk -60°.
A Mosca invece il record del freddo nel XX secolo si registrò il 17 gennaio 1940, con  42.2 gradi sotto zero.

 

E tornando al gennaio del 1985 !

6 Gennaio
Trepalle di Livigno: -38°.

8 Gennaio
Madrid: -10° e neve persino sulle Baleari.
Parigi –13°.
Altipiani algerini: un metro e mezzo di neve.
Nizza: 40 cm di neve.

10 Gennaio
Nel Parmense: -25°.

11 Gennaio
Padova e Brescia –19°.
Il Lago Trasimeno in Umbria è ghiacciato.

12 Gennaio
A Firenze record storico di -23 (-22° il giorno prima) e l’Arno è già ghiacciato da qualche giorno. 

13 Gennaio
Genova: bufera di neve.
Record di temperatura più bassa in pianura: -29°C nel comune di San Pietro Capofiume (Prov.di Bologna).

15 Gennaio
Torino: 40 cm di neve.

16 Gennaio
Milano: circa 60 cm di neve (già il 14 gennaio erano scesi 40 cm di neve).
Trento: un metro e mezzo di neve.
Bolzano: 30 cm di neve.

(Informazioni rilevate da: www.meteo-net.it )

Un esempio di correlazione tra clima ed evento storico.

18 giugno 1815, la battaglia di Waterloo ed eventi correlati tra loro:
- la colossale eruzione del vulcano Tambora nell'aprile del 1815;
- le piogge torrenziali di quei mesi; 
- il ritardo di due ore, a causa del terreno fangoso, dell'attacco di Napoleone alle truppe inglesi comandate dal Duca di Wellington;
- i prussiani guidati da Von Blücher che, per il vantaggio di queste due ore, ebbero poi il tempo di andare in soccorso degli inglesi.
Ovviamente la sconfitta non è imputabile soltanto a quel ritardo di due ore nell'attacco, seppur gli storici più autorevoli ritengono quel ritardo determinante per l'esito della battaglia.
Negli ultimi 5.000-10.000 anni, secondo i vulcanologi, l’esplosione più violenta di cui si abbia memoria è quella del Monte Tambora (isola di Sumbawa in Indonesia, aprile 1815). Sensibili variazioni climatiche ebbero luogo a partire da tale catastrofe, come ad esempio, piogge torrenziali in Europa centrale nel 1815 e la fredda estate del 1816 (definito «l'anno senza estate» nel nord degli USA, in Canada e nell'Europa occidentale), le quali furono causate dall’immensa quantità di polvere vulcanica diffusa nell'atmosfera terrestre dalla colossale eruzione del vulcano Tambora.
Tra il 7 e il 12 aprile 1815, il vulcano introdusse nell'atmosfera circa 150 Km cubici di polvere e cenere. L'immensa nube di ceneri e gas  si levò sino ad oltre 40 chilometri di altezza ed immise nella stratosfera circa 200 milioni di tonnellate di acido solforico. Si è stimata una diminuzione nella temperatura globale del nostro Pianeta in quei due anni di circa 1.2 gradi centigradi: è noto che le ceneri contribuiscono sensibilmente a riflettere la radiazione solare.
Persero la vita circa 10.000 abitanti di Tambora a causa dell'improvvisa colata di lava, cenere infuocata e dai gas asfissianti fuoriusciti dal vulcano; ma si stima che perirono più di 100.000 persone per epidemie e carestie conseguenti la catastrofe.
L’intensità dell’eruzione arrivò ad un valore 7 (super-colossale) nella Scala “empirica” VEI o Volcanic Explosivity Index che va da 0 a 8, nonché ad un valore parimenti elevatissimo anche nella scala DVI o Dust Veil Index, un'altra scala con cui classificare le eruzioni sia in base alla loro intensità che al loro impatto sul clima. 
(A cura di P.M.)