DIFFERENZA TRA TEATRO ROMANO E TEATRO GRECO

Anche se alcuni dei teatri romani sono costruiti a imitazione di quelli greci, esistono differenze fondamentali fra il teatro greco e quello romano, che si possono così riassumere:
  • la cavea non è più a ferro di cavallo ma è limitata ad un semicerchio: essa non è costantemente impostata sul declivio di una collina, ma più spesso su archi e corridoi a volta;
  • l'edificio della scena è saldato con la cavea mediante logge che rappresentano quasi dei prolungamenti dei corni estremi di questa;
  • le parodoi (ingressi) non sono più scoperte, ma diventano passaggi a volta praticati nelle estremità della cavea;
  • la scena è più larga di quella greca, raggiungendo circa il doppio del diametro dell'orchestra;
  • il pulpitum è notevolmente più basso di quello ellenistico;
  • la scena ha generalmente tre aperture sulla fronte e due sui muri laterali;
  • il muro della scenafronte è più alto e presenta una ricca decorazione architettonica a colonne.
Secondo Vitruvio ( " De architectura " V, 6-1), la differenza sostanziale con il teatro greco sta nell'orchestra; infatti, mentre in Grecia l'azione teatrale si svolgeva davanti alla scena e quasi alla pari con l'orchestra, nel teatro romano questa, ridotta a semicerchio e contenente solo i seggi dei senatori, aveva perduto la sua funzione e lo spettacolo si svolgeva esclusivamente sulla scena. Il palco (logeion) dove si svolge la scena (e per conseguenza il pulpitum, cioè la sua parte più prossima all'orchestra) viene abbassato (non supererà l'altezza di un metro e mezzo) appunto in considerazione del fatto che alcuni spettatori stanno nell' orchestra.

DALLA NASCITA AGLI SVILUPPI

E' probabile che i Romani avessero preso l'abitudine, analoga a quella ellenica, di assistere agli spettacoli, sedendo sopra le pendici di terreno che si ergevano intorno a un tratto pianeggiante. Si sa che i ludi romani, che cominciarono probabilmente nella prima metà del IV secolo a.C., si celebrarono nell'area del circo Massimo sopra una piattaforma di legno;altri ludi venivano regolarmente celebrati ogni anno i ludi plebei e i ludi Apollinares per diversi secoli a Roma i teatri furono provvisori e in legno. Sempre in legno fu costruito, nel 58 a.C., il primo grande teatro di Roma voluto da Marco Emilio Scauro, Plinio il Vecchio afferma, con poca verisimiglianza, che poteva contenere 80.000 spettatori seduti. Questo edificio era riccamente ornato, grandioso e certamente molto costoso. Pochi anni dopo, nel 50 a.C., il console Curione costruì un altro grandioso teatro di legno formato da due teatri semicircolari situati in modo da poter essere fatti rotare su sè stessi, cosicchè le gradinate si congiungevano e le due cavee ne formavano una sola, ellittica, con arena centrale; in tal modo i due teatri adatti per rappresentazioni drammatiche o mimiche, potevano diventare un anfiteatro per spettacoli di carattere agonistico gladiatorio. Questo doppio teatro aveva una struttura analoga a quella dei teatri greci, cioè cavee con due ordini sovrapposti di gradinate, con passaggi per raggiungere i posti da ogni parte e con una scena corrispondente a quelle che si costruivano ormai da due secoli per i teatri ellenistici. I due teatri si prestavano a dare rappresentazioni contemporanee e indipendenti, in quanto le due scene, quando i teatri erano separati, non si disturbavano l'una con l'altra. Viceversa, quando si voleva, si potevano eliminare alcune parti del tavolato perimetrale dei due teatri, l'intero complesso delle impalcature lignee veniva fatto girare su sè stesso e, con alcuni elementi da inserire, le estremità delle impalcature stesse venivano congiunte, in modo da ottenere un anfiteatro. E' da ritenersi che le operazioni che dovevano compiersi per la trasformazione dei due teatri in un unico anfiteatro consistessero nel trasporto o nello smontaggio delle scene dei due teatri, in modo da mettere le due gradinate l'una di fronte all'altra, libere dalle scene, così da formare una platea unica in mezzo ai due semicerchi dei teatri venivano poi fatte entrare due brevi scalinate sotto alle quali dovevano sistemarsi le porte e i corridoi per il passaggio dei gladiatori o degli animali.